<La data della mia rimozione é il 19 gennaio 2026>. L’arbitro Luca Longo definisce ancora così oggi, una settimana fa all’inizio delle sue ferie estive, la fine della sua presidenza Cia Fvg. Aggiunge, a freddo: <Ho ricoperto il ruolo per mero spirito di servizio e non per ambizione, anche se ero orgoglioso della responsabilità affidatami>. E chiosa: <Essendo venute meno le condizioni per una proficua attività, vista l’incomunicabilità con il Direttivo regionale Fip, e constatando che da risorsa ero diventato un potenziale problema per il mio settore, avevo già deciso di lasciare l’incarico con la fine della stagione sportiva e con gli ultimi adempimenti a essa collegati>. Detto adesso può sembrare la morale della volpe e l’uva. Ripercorriamo, perciò, tutta la vicenda con 10 domande sull’ieri, sull’oggi e anche sul domani.
1) Sei stato avvicendato in corsa da presidente Cia Fvg. Perché tanta urgenza, hai mica rubato la cassa o la morosa a qualcuno?
<In effetti i motivi di questo avvicendamento in corsa mi rimangono oscuri. La mia Presidenza è stata contraddistinta dalla trasparenza ed equità e come Stella Polare ha avuto solo i Regolamenti. Nulla mi si può imputare in tal senso. Ovviamente possono non essere stati condivisi gli obiettivi e le priorità. Ma nulla che potesse determinare una rimozione senza permettermi di ultimare l’ultima parte della stagione>.
2) Sei stato sollevato dall’incarico con decisione politica della Fip Fvg e non tecnica del Cia, che poi ha convalidato la proposta e richiesta anche a livello nazionale. Irrituale?
<Definiamo la procedura irrituale anche se, a onor del vero, forse la genesi è stata addirittura irregolare: la nomina del Presidente regionale Cia è prerogativa del Presidente nazionale Cia, e ovviamente anche la revoca del mandato, sentito il Presidente regionale Fip. Nel mio caso la Presidenza nazionale è stata del tutto assente sia prima sia durante e dopo la decisione di sostituirmi assunta dal Direttivo regionale Fip con motivazioni generiche e fumose: “necessità di ridare serenità all’ambiente…”>.
3) La decisione rientrava mica anche in una redistribuzione d’incarichi romani dopo che il Commissioner Cia nazionale Luigi Lamonica è stato avvicendato nel ruolo dal triestino Guerrino Cerebuch?
<E’ pienamente legittimo che un nuovo Presidente nazionale Cia scelga i collaboratori che ritiene maggiormente allineati al proprio pensiero. Capitò anche al mio predecessore Alberto Ricobello dopo la nomina di Lamonica a Commissioner Cia nell’estate 2022. Ma nel mio caso tutto è avvenuto in maniera poco trasparente; mentre sarebbe bastato un franco colloquio per comunicarmi la decisione assunta che avrei accettato con serenità e spirito di servizio chiedendo di poter ultimare la stagione sportiva>.
4) Lamonica, appena fatto Commissioner Cia nazionale, aveva nominato te in Fvg e tuo fratello Nicola designatore per l’A2. Un post di Vale Tal Gei in cui si ricordava che all’occorrenza c’era anche vostra sorella che aveva fatto l’ufficiale di campo è stato all’origine della nostra conoscenza dialettica.
<Certo. E mi fece tanto piacere constatare che ancora qualcuno possiede il senso dell’ironia, prerogativa che ritengo patrimonio di persone intelligenti e argute. Fu lo spunto per conoscerci e apprezzarci, credo vicendevolmente. Fece sorridere moltissimo anche Lamonica che confermo essere, assieme a Zancanella, mio testimone di nozze>.
5) Forse Cerebuch neonominato Presidente Cia nazionale, vista la comune origine giuliana e militanza arbitrale, non ha voluto comparire come il mandante diretto della tua sostituzione al Cia Fvg?
<E’ una domanda che va posta a lui e alla quale non so rispondere. Rimane il fatto che da una persona che conosco da quasi 45 anni, e che ritenevo un amico, mi aspettavo una condotta dettata dalla trasparenza. Probabilmente non sono stato ritenuto in grado di capire che si erano create dinamiche che suggerivano la mia sostituzione.
In realtà il problema sta nel fatto che l’autonomia del Cia si è notevolmente ridotta per volere delle società che eleggono i loro rappresentanti in senso al Consiglio Federale e ai Comitati regionali Fip. Lo considero un enorme errore. E d’altronde la recente intervista fatta a Malagò, nuovo presidente nazionale della Figc , in merito alla nomina di Orsato quale designatore degli arbitri di serie A sottolinea l’importanza che il settore arbitrale sia autonomo rispetto agli altri organismi Federali. Purtroppo, finché i Presidenti regionali Cia non potranno usufruire di un budget autonomo per svolgere le attività di sviluppo e dipenderanno dalle erogazioni stabilite dalle Presidenze regionali Fip, questo regime di autonomia rimarrà una chimera. A danno anche delle società!>.
6) Ironia della sorte, ora che commentiamo a bocce ferme la tua sostituzione in Fvg anche Cerebuch, nel giro di un solo anno, è stato sollevato dall’incarico romano.
<Filtravano voci di malcontento ma, in tutta sincerità, era difficile prevedere un esito repentino come quello accaduto. Ma non ho molti elementi per commentare la notizia in quanto, dopo la mia rimozione, mi sono riappropriato della mia vita limitandomi a ricoprire, con immutato entusiasmo e impegno, il ruolo di osservatore arbitrale>.
7) Cerebuch è stato rimpiazzato dall’ex arbitro internazionale Aia, Paolo Mazzoleni, nuovo commissario Cia nazionale che pare resterà al Var di A e B di calcio. Aia di C era anche Gabriele Tedeschi, commissario e poi presidente Cia nazionale, predecessore di Lamonica. Tedesco e Mazzoleni sono accomunati anche da passione cestistica e fede Fortitudo Bologna, di cui Tedeschi è stato in seguito presidente.
<Lamonica è per me come un fratello e sulla sua dimensione morale non nutro dubbio alcuno. Da quanto mi è dato sapere anche Tedeschi è persona tutta di un pezzo e lo ha dimostrato anche quale presidente della Fortitudo Bologna. Mazzoleni non lo conosco, ma non è un alieno del mondo del basket: prima di abbracciare la carriera arbitrale giocava a pallacanestro nelle giovanili della Celana Bergamo, cosa che continua a fare con gli amatori. E mi risulta che suo figlio giochi a basket.
Questa scelta del Presidente Petrucci, da più parti contestata, credo invece possa portare molte positività. La terna Banchi-Lamonica-Mazzoleni secondo me aiuterà il settore arbitrale a individuare soluzioni nuove e alternative per affrontare problemi irrisolti come quello, a esempio, del reclutamento arbitrale>.
8) Infine, un bilancio del tuo triennio da Presidente regionale Cia FVG?
<Oltre 36 mesi alla Presidenza di un movimento che scontava l’eredità del drammatico periodo del Covid. Il mio predecessore Ricobello aveva fatto tutto quanto nelle sue possibilità, ma i danni creati dalla pandemia sono stati rilevanti anche nel mondo arbitrale. E io ho dovuto cercare di metterci mano.
Per prima cosa ho dovuto ridare una struttura organizzativa alle Delegazioni provinciali assegnando tale fondamentale ruolo di presidio, per successive approssimazioni, a persone di assoluta integrità morale, passione e competenza; e che desidero ancora una volta ringraziare: Daniela Biasutti (UD), Francesco Dapas (GO), Stefano Gelicrisio (TS e prima di lui Sandro Schiano Di Zenise) ed Elvio Moras (PN).
Anche il settore degli ufficiali di campo ha trovato migliore organizzazione grazie al coordinamento di Valentina Siardi e all’eccellenza formativa di Francesca Tommasi, ufficiale di campo Fiba.
Vi è stato un maggiore coinvolgimento degli arbitri nazionali nelle attività di formazione e, soprattutto, nell’affiancamento di arbitri regionali nelle partite dei campionati giovanili di eccellenza.
L’organico effettivo arbitrale è aumentato del 40% e, da gennaio di quest’anno, i campionati giovanili U13 e U14 hanno potuto nuovamente vedere all’opera arbitri designati dalla Fip, quasi sempre in doppio arbitraggio.
In questi anni possiamo vantare diverse promozioni di arbitri della regione dalla B nazionale alla serie A dilettanti che nella scorsa stagione vedeva ben 9 tesserati su 62 totali, pari al 15%), emanazione del nostro Territorio.
Anche la pattuglia degli arbitri di B nazionale è considerevolmente aumentata negli ultimi anni segno che i nostri ragazzi che arrivano dai campionati regionali possiedono buoni fondamentali e sono ben formati grazie all’eccellente lavoro fatto dai pochissimi formatori a nostra disposizione.
E’ aumentato il numero di arbitri della lista di serie C, ancora tuttavia insufficienti a coprire tutte le esigenze del designatore del girone affidato all’Ufficio Gare del Fvg; ed è stata notevolmente ringiovanita l’età media degli arbitri appartenenti alla lista di DR1. Del feeling creatosi in particolare con il gruppo di arbitri di serie C, che hanno ottimamente figurato anche alla recente scuola arbitrale di Latisana in occasione delle finali di B femminile, vado particolarmente orgoglioso perché sono lo specchio del lavoro fatto in questi anni.
Incrementato in maniera significativa il tasso di partecipazione alle riunioni tecniche mensili che ha permesso una migliore formazione e aggiornamento; requisiti che ho sempre ritenuto indispensabili per poter arbitrare campionati non a libera partecipazione escludendo dalle liste coloro che non davano garanzie in tal senso. Determinando qualche inevitabile malumore. Malumore che faceva capolino anche da parte di coloro che erano stati costretti a uscire dalla loro comfort zone.
Ho riattivato il processo di valutazione degli ufficiali di campo nazionali che avevo trovato interrotto.
Insomma una botte piccola che dà buon vino.
E’ chiaro che questi risultati non si potevano ottenere usando solamente la carota. Talvolta, mio malgrado, ho dovuto usare bastone e assumere posizioni intransigenti. E questo certamente ha alimentato malumori. Forse è a questi che fa riferimento il Presidente regionale Fip.
Oppure forse a mie prese di posizione piuttosto energiche a difesa dei tesserati Cia in occasione di spiacevoli episodi che si è preferito non affrontare con determinazione, come avrei invece preferito fare io. Ma qui torniamo al tema della autonomia arbitrale>.
9) Un augurio al tuo successore Mauro Pozzana?
<L’auspicio è che la sua politica sia volta a garantire la massima autonomia possibile al settore arbitrale, tutelando sempre i propri tesserati e mettendo i loro diritti al di sopra di qualsiasi altra considerazione.
Il tutto cerando di aprirsi alle altre componenti e alla collaborazione con le società muovendosi in un contesto dove talvolta la cultura sportiva, termine che mi sembra andare giustamente molto di moda, latita pericolosamente.
Tuttavia non credo che il nuovo Presidente regionale Cia abbia bisogno né dei miei auguri né dei miei consigli, come dimostra il fatto che non sono mai stato da lui contattato. Devo altresì dedurre che ho lasciato nelle sue mani una struttura valida e capace di adempiere ai propri ruoli in autonomia e che ha visto riconfermati i Delegati provinciali da me precedentemente individuati, salvo chi ha preferito farsi da parte dopo la mia rimozione>.
10) Buon golf, che ti ha rigenerato la vita.
<Confesso che, al di là della profonda delusione per il trattamento riservatomi, mi sono riappropriato della mia vita. Avevo vissuto i miei 36 mesi di presidenza in maniera totalizzante dedicando a tale ruolo la maggioranza del mio tempo senza soluzione di continuità per 365 giorni all’anno!
Non rinnego nulla e sono stato orgoglioso di poter rappresentare il movimento arbitrale regionale. Le gratificazioni sono state in numero molto superiore rispetto alle delusioni. E vedo all’orizzonte una nuova classe arbitrale che potrà ripercorrere la strada tracciata con successo dai colleghi più esperti!
Ora posso ridedicarmi alla mia passione: il golf. Disciplina sportiva che ho ripreso a praticare con assiduità e mente serena e che consiglio a tutti>.