
L’Osservatorio per le manifestazioni Sportive del Ministero degli Interni ha disposto l’obbligo del biglietto nominale per tutti i campionati nazionali di basket, quindi Serie A, A2 e B. Come riferisce La Prealpina, tale obbligo è stato comunicato a Legabasket e Lnp che hanno informato le rispettive associate. Il protocollo d’intesa – firmato anche dal Coni – equipara il basket al calcio: anche i biglietti per le singole partite dovranno essere legati all’identità dell’acquirente. Dalla verifica sarebbero esclusi gli abbonamenti, già nominali di per sè. Questo obbligo comporterà alcune conseguenze pratiche, soprattutto per chi va in trasferta. In particolare i biglietti dovranno essere comprati entro le 19 del giorno prima, per permettere alla Polizia le verifiche informatiche del caso, incrociando i nomi con quelli delle persone colpite da Daspo per evitare infiltrazioni. Non sono però previsti – per ora – il controllo all’ingresso dell’identità della persona, né l’attivazione di “tessere del tifoso” o tornelli in stile calcistico, anche se secondo La Prealpina pare evidente che sarà un passaggio successivo. In ogni caso, i tifosi organizzati non ci stanno e hanno emesso un duro comunicato per protestare sulla decisione dell’Osservatorio.
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E’ dal 24 luglio scorso al concerto in Castello a Udine di Fiorella Mannoia, grande professionista capace di qualsiasi repertorio e perfomance, che sentiamo circolare la voce del biglietto nominale anche nel basket. Ora, dei comunicati dei cosiddetti tifosi organizzati di solito poco ce ne cale. Questo firmato, però, da quelli delle 16 piazze di serie A cestistica, Trieste e Udine comprese, è per certi versi addirittura condivisibile perché prende posizione anche per chi avrebbe tutto il diritto di protestare: società che devono poi applicare le nuove prassi e tifosi, chiamiamoli disorganizzati (viva loro!) che ne pagano le conseguenze senza alcun motivo. Oltre tutto il comunicato di cui sopra mette anche il dito nella piaga: esportare nel basket un metodo che già nel calcio non si è dimostrato risolutivo che senso ha? E’ mai possibile che l’incontro sollecitato da Lnp, dopo gli incidenti provocati da forlivesi lontano dal palaFlaminio in trasferta a Rimini per la semifinale play-off di A2, con l’Osservatorio presente la Fip abbia partorito questo topolino per evitare le partite a porte chiuse com’è stata poi disputata la serie? La schedatura generale attraverso il biglietto nominale, e poi magari anche degli abbonati, è dimostrato nel calcio che non va al nocciolo della questione e crea piuttosto complicazioni a liberi cittadini e società sportive. Vanno isolati i caporioni, che sono noti a tutti. E’ proprio impossibile sottoporli al cogente obbligo di firma in caserma ben prima e ben dopo gli avvenimenti sportivi negli impianti? Perché devono pagare tutti per colpa di qualcuno? Si può arrivare al futuro disimpegno dei veri sportivi oltre che delle società come ora ventilato da Forlì 2.015 perché esclusa dal torneo agostano di Riccione, dove peraltro è stata invitata in modo improvvido dopo gli incidenti provocati da forlivesi al seguito negli scorsi play-off di A2 a Rimini, della cui provincia Riccione fa parte. Sembra di essere all’Italia medievale dei Comuni e delle Signorie senza che qualcuno riesca più a metterci ordine.