Non il derby che il popolo biancorosso sognava, ma tant’è. Della sfida provinciale restano il bellissimo contorno e qualche buon segnale, forse soprattutto il rientro in campo di Giorgio Romanin dopo un mese, un rientro che, vista la prestazione più che buona del giocatore di San Daniele, ha ribadito l’importanza dell’esterno nello scacchiere di coach Beretta. Per il resto c’è stata una squadra che ha meritato di vincere e una Falconstar che ha lottato per rientrare in partita, ma si è dovuta arrendere alle condizioni fisiche precarie di tanti giocatori.
<Partirei dai ringraziamenti, in primis alle centinaia di nostri tifosi che sono venuti a sostenerci – inizia l’analisi coach Andrea Beretta – e poi a tre nostri giocatori, Tuis, Gallo e lo stesso Romanin che hanno giocato menomati, dando tutto. Eravamo lontani dalla migliore condizione e lo si è visto soprattutto nel finale quando abbiamo pagato lo sforzo per la rimonta finendo con un divario non meritato, un -22 eccessivo per quello che si è visto in campo>.
Di questi 22 punti di margine ben 15 la Dinamo li ha messi in saccoccia nel primo quarto. <La gara si è decisa principalmente in quei 10 minuti – continua il tecnico – loro sono partiti con 4 bombe di fila e hanno continuato a tirare in modo eccezionale. Noi al contrario abbiamo fatto poco canestro sbagliando anche canestri facili. E’ la prima volta quest’anno che facciamo così fatica in attacco, 61 punti sono troppo pochi per le nostre qualità. La Dinamo ha meritato di vincere e l’arbitraggio è stato buono, con un’unica sbavatura, un fallo evidente non fischiato a Bacchin che avrebbe potuto portarci a -4 in una fase decisiva del match. Voltiamo pagina e pensiamo allo Jadran, una trasferta che chiuderà un ciclo di ferro (5 trasferte in 7 gare, ndr) prima di 4 gare che dovremo sfruttare al meglio>.
Non può mancare una chiusura sul contorno da serie A: <Il palaBigot è stato casa mia per tanti anni e speravo di uscirne con un risultato diverso, ho comunque respirato tanta energia e ho avuto il piacere di rivedere tante persone conosciute>.