Addio a Michael “Sugar” Ray Richardson, leggenda americana vista in Italia con Virtus Bologna, Livorno e Forlì
Addio a Michael “Sugar” Ray Richardson, una delle più grandi stelle americane viste in Italia.
Dopo oltre 500 partite in Nba, Richardson sbarcò in Italia nel 1988 per vestire la maglia della Virtus Bologna, con cui rimase fino al 1991, conquistando due Coppe Italia e una Coppa delle Coppe nel 1990.
In seguito, proseguì la sua carriera italiana con la Libertas Livorno e Forlì, lasciando ovunque il segno con il suo talento.
Fonte: legabasket.it
Micheal Ray Richardson, detto Sugar (Lubbock, 11 aprile 1955 – Lawton, 11 novembre 2025[1]), è stato un cestista e allenatore di pallacanestro statunitense, professionista nella NBA e in Europa.
Biografia
Sposatosi con una donna marocchina, conosciuta durante il suo periodo ad Antibes, ebbe un figlio, Amir Richardson, poi divenuto calciatore della nazionale marocchina. Sugar per questo motivo parlava quattro lingue: inglese, francese, arabo e italiano, data la sua lunga militanza in Italia.
E’ morto oggi all’età di 70 anni per un carcinoma della prostata.
Carriera

Quarta scelta assoluta del 1978, giocò nella NBA per otto anni, soprattutto nei New York Knicks dal 1978 al 1982 e nei New Jersey Nets dal 1983 al 1986. Nel 1984 fu trovato positivo alla cocaina per la terza volta e venne sospeso dal campionato NBA, per poi venire definitivamente radiato nel 1986. Nel 1991 venne trovato ancora positivo.[2]
Arrivò in Italia nel 1988 nelle file dell’allora Knorr Bologna. Giocò in Italia fino al 1994, vincendo la Coppa Italia nel 1989 e diventò MVP dell’All Star Game. L’anno successivo sempre con la Virtus vinse la Coppa Italia e la Coppa delle Coppe. Segnò 50 punti nell’All Star Game, ottenendo un nuovo record. Nel 1991 iniziò la preparazione con Bologna e venne trovato positivo alla cocaina. Sugar si giustificò dicendo che si trattava di un anestetico.
Nel 1992 si accasò alla Baker Livorno, dove tra lo scetticismo iniziale tornò a disputare due campionati di ottimo livello, facendo letteralmente tornare l’amore per il basket nella città, amore che era finito dopo la contestatissima fusione tra le due realtà cittadine arci rivali tra loro, ovvero la Pallacanestro Livorno e la Libertas. Memorabile la prestazione contro la sua ex squadra Virtus a Bologna, quando mise a segno 32 punti e, anche grazie a un tiro da 3 punti di Lauro Bon (anch’egli ex Virtus) all’ultimo secondo del supplementare, riuscì a conquistare un posto per i play-off.
Tornò a quasi 43 anni alla Libertas Forlì, nel campionato 1998-1999. Al termine di quella stagione riuscì a strappare un contratto tornando a Livorno, ma nel febbraio del 2000 venne tagliato e terminò la sua carriera a 45 anni.
Fonte: it.wikipedia.org