A2: il sogno Rota-Ueb
continua fino al 2027
contratto rinnovato

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EUGENIO ROTA A CIVIDALE FINO AL 2027: “STIAMO VIVENDO UN SOGNO”

Il capitano e la società hanno rinnovato il contratto che li lega fino al 2027

Pochi minuti fa è terminata la conferenza stampa indetta dal presidente della Ueb Gesteco Cividale , Davide Micalich, per annunciare il rinnovo del contratto di Eugenio Rota, capitano e playmaker gialloblù. Nel corso della conferenza sono intervenuti, oltre al presidente stesso e a Rota, anche l’altro giocatore dalla fondazione ducale 200 partite fa Gabriele Miani, l’assessore allo sport del Comune di Cividale del Friuli Giuseppe Ruolo e l’head coach Stefano Pillastrini. Infine, il partner della Ueb, Morgante, ha voluto omaggiare con una selezione di prodotti tipici il numero 9 ducale.

Davide Micalich: <È un periodo bello, dopo uno più difficile, ma prima è arrivato un periodo bellissimo. Queste emozioni non devono mai distoglierci da quella che è la nostra realtà, dalla nostra programmazione, dalla nostra voglia di essere sempre sul pezzo, sempre all’altezza di una tifoseria meravigliosa, come si vede anche oggi che ci segue, ci spinge e ci aiuta a superare i momenti belli e a vivere alla grande i momenti brutti. Noi stiamo programmando e bisogna essere razionali quando pensiamo a un nuovo ciclo per andare avanti, perché questo progetto per me ha ancora margine di miglioramento di crescita. A chi penso? Penso al primo giocatore che ha sposato questo progetto. Un mese fa ho detto a Eugenio (Rota, ndr) “Se parlo con il tuo agente ci stai?” e lui come sempre di grandi parole mi ha detto “Sì!”>.

Eugenio Rota: <Grazie a Davide (Micalich, ndr), ormai facciamo questi contratti a bordo campo! E’ veramente un piacere, un grande orgoglio e non posso che esserne veramente felice e ringraziare tutti perché stiamo vivendo un sogno letteralmente. Penso che sia veramente pazzesco, un progetto che che si è sempre in qualche modo migliorato, che ha sempre voluto aggiungere un tassello in più e per me questa cosa qua è fondamentale>.

Gabriele Miani: <Il capitano è una persona con cui riesco a rapportarmi e, per come sono fatto io, non è molto facile. Spesso tendo a non parlare con alcuno ed Eugenio è una delle poche persone con cui mi confido. E’ proprio questa sua capacità di rapportarsi con chiunque e di riuscire a tirare fuori qualcosa di positivo dalle altre persone che mi ha affascinato. È questa la cosa che voglio dire a tutti e che, secondo me, è ciò che lo rende speciale e ha fatto sì che si fosse creato questo bel rapporto tra di noi>.

Giuseppe Ruolo, che a detta di Micalich ha fatto le veci della madre di Rota impegnata in colloqui a scuola: <Sono molto contento perché Cividale con Eugenio ha un legame profondo, perché è qua dall’inizio. Cividale ha un legame con Eugenio e io in particolar modo, soprattutto in questo ultimo periodo è ancora più profondo. Senza scendere troppo nei particolari, lo ringrazio perché ha regalato qualche sorriso in questo ultimo mese, anche a Bologna a poche ore dalla finale. Mi ha mandato un messaggio bellissimo e ti ringrazio pubblicamente per questo: sono felice che rimani qui con noi ancora per un po’, perché sei l’incarnazione ideale di quello che dev’essere un capitano di una squadra di Cividale, con il suo spirito sportivo, longobardo>.

Stefano Pillastrini: <Sembra che Rota sia un giocatore perché io gli ho dato fiducia, perché ho fatto tutto io per lui, ma non è così. Io faccio l’allenatore e, ovviamente, non posso dire che per me i giocatori sono tutti uguali, perché sono una persona e come persona ho un rapporto anche emotivo con gli altri. Quindi, non possono essere tutti uguali per me: è impossibile. Eugenio si è meritato tutto tutto quello che si è guadagnato, cioè io non gli ho regalato assolutamente nulla e continuerò a non regalargli nulla, nel senso che lui avrà questo ruolo importante perché se lo meriterà. E’ importante che chi arriva alla Ueb sappia che c’è un capitano che ci rappresenta. Che sa come si sta in questo spogliatoio, in questa squadra, come ci si rapporta con il presidente, con me allenatore, con il pubblico e la città di Cividale. Lui è un punto di riferimento ed è per questo che l’ho voluto per primo arrivando qui cinque anni fa. Come ho fatto altre volte quando ho sposato un progetto da cui partire, o ripartire, ho scelto prima la persona che il giocatore. Lui lo avevo già avuto a Treviso ancora da junior e me lo sono ripreso da Piacenza, dove l’avevo caldeggiato a un amico allenatore di Rimini che mi aveva chiesto informazioni su di lui. Per fortuna in quella sua prima stagione in A2 non gli è andato tutto per il meglio, se no forse non sarebbe qui>.

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