Alla settima di andata di serie A2, Cantù nella classifica di Lega nazionale pallacanestro si conferma in testa e, quindi, in prospettiva promossa direttamente in A a fine stagione regolare. Tutto come da pronostici precampionato, dopo che per cinque giornate si erano divertiti a sovvertirli Urania Milano, Rimini e anche JuVi Cremona. Rimini e pure Rieti, comunque, sono ancora lì in vetta a pari punti (12) con Cantù. E un lettore, naturalmente riminese, della pagina Facebook di Lnp che pubblica la classifica prospettica di A2 s’interroga sul perché i brianzoli siano considerati primi in graduatoria.
<Non capisco, la migliore differenza canestri è di Rimini, perché in prima posizione c’è Cantù?>
Gli risponde Lnp. Così esime dal farlo noi, che pure a inizio stagione ci eravamo basati sulla differenza canestri per riordinare la classifica perché, nel primo turno per definizione visto che fra l’altro nel basket non esiste il pareggio, non c’erano confronti diretti per potere dirimere i casi di parità in classifica.
Simon Baietti <La classifica si aggiorna avendo come criterio primario i confronti diretti. Finora tra le tre al comando si è giocato solo Rieti-Cantù, vinto da Cantù. La differenza canestri alla settima non ha alcun valore. Che acquista solo al termine dell’andata (Coppa Italia) e ritorno (classifica). E resta comunque una discriminante secondaria all’avulsa>.
Il più classico degli esempi che vale più lo scontro diretto della differenza canestri generale punti fatti e subiti, guarda caso, è nella parità a due fra Ueb Cividale e Apu Udine che sono le prime alternative al trio di testa. Il 75-73 nel derby friulano vinto al palaPerusini regala ai ducali il quarto posto a spese degli udinesi quinti, anche se in differenza canestri sono a +79 (la più alta di tutte e venti le squadre di A2) e la Ueb solo a +6. Comunque, entrambe con Rimini seconda e Rieti terza e davanti a Urania Milano sesta e Forlì settima sono al momento direttamente ai quarti di finale dei play-off a fine stagione regolare.
In zona play-in sono JuVi Cremona ottava e Verona nona finaliste, in gara secca, in attesa rispettivamente delle vincenti delle semifinali, pure in partita unica, Fortitudo Bologna (11^) – Avellino (12^), che devono recuperare la settima al palaDozza, e Orzinuovi (10^) e Vigevano (13^).
Con la prospettiva di andare in vacanza sùbito a fine stagione regolare sono Torino (14^) del coach triestino Matteo Boniciolli dopo che ha perso il derby personale con l’udinese Franco Ciani, suo predecessore all’ombra della Mole, e Nardò (15^) che ha vinto il derby pugliese a Brindisi. A sorpresa rispetto ai pronostici precampionato, ma ci sia consentito spezzare una lancia in favore dei brindisini. Non rinneghiamo che, secondo noi, coach Bucchi sulla carta aveva costruito una squadra intrigante con quintetto navigato e panchina futuribile. Sfidiamo, però, qualunque squadra di questa A2 a fare risultati, che comunque Brindisi ha spesso sfiorato, cominciando il campionato senza un uomo da starting five (De Vico) e i primi due cambi per guardie (Calzavara) e ali (Radonjic) oltre al 2,13 Ndzie. Appena rientrano alla spicciolata, buon ultimo lo spilungone operato di menisco, perdere poi il reparto lunghi titolare formato da Ogden e Vildera, giocando con i due gettonari prima Del Cadia e ora Almeida.
E’ per questo che in area play-out a turno unico, oltre a un prevedibile Libertas Livorno (16^) – Cento (19^), spicca un imprevisto VL Pesaro (17^) – Brindisi (18^) tra squadre neoretrocesse dalla A. I marchigiani, orfani del coach – manager Pino Sacripanti dimessosi, sono la cocente delusione. In ogni caso, anche se siamo solo a 7 giornate su 38 di stagione regolare, se mai covavano e covano ambizioni di immediata risalita paiono già quanto meno due pretendenti in meno alla promozione diretta in A, con Pesaro a -8 dalla vetta e 16 squadre davanti e con Brindisi a -10 e 17. Tutt’al più possono sperare di rientrare in ballo attraverso i play-off, magari passando per i play-in, e lì giocarsi poi il secondo posto in A.
Infine, Piacenza. Se non vince mai, e contro Udine domenica è parsa ancora lontana dal poterlo fare nonostante il cambio tecnico e l’addizione in rosa, la prospettiva è la B nazionale diretta.