Una lunga e intensa conferenza stampa quella di Massimo Zanetti, che ha voluto fare il punto della situazione in casa Virtus Bologna. Il patron della V Nera ha toccato tantissimi argomenti scottanti, tracciando il bilancio della stagione appena conclusa e disegnando le linee guida per il futuro del club, tra campo, mercato e assetti societari.
Trattative per la Virtus: due cordate straniere in corsa.
<Ho incontrato alcuni imprenditori stranieri e ho spiegato loro cosa rappresenti la Virtus. Al momento ci sono due gruppi interessati che si sono presi del tempo per riflettere, prima di presentarci un’offerta definitiva. Si tratta di una cordata americano-greca e di una americano-svizzera. Parliamo di investitori con grandissime disponibilità economiche e con un obiettivo molto chiaro: vincere l’Eurolega>.
EuroLeague e NBA Europe: la sfida dei ricavi e il modello americano.
<Sono curioso di vedere come riusciranno a monetizzare questo progetto. In Europa la realtà è complessa: spesso, per avere visibilità, bisogna quasi pagare le televisioni affinché trasmettano gli eventi. Sono un uomo di sport, basti pensare che ho portato Ayrton Senna in Formula 1, e ammetto che quando Bernie Ecclestone vendette i diritti agli americani di Liberty Media pensai che avesse distrutto il circus. Invece, oggi la F1 sta riscuotendo un successo incredibile. Gli americani hanno una capacità unica: prendete il wrestling, è uno show “finzionato”, eppure incolla allo schermo milioni di spettatori perché sanno vendere lo spettacolo. La Nna, con le sue risorse e la sua potenza di fuoco, ha tutto per rilanciare e rivoluzionare il basket in Europa>.
Virtus, capitolo budget.
<L’anno scorso il budget è stato di 28 milioni di euro, quest’anno è sceso a 25. Di imprenditori bolognesi, purtroppo, neanche l’ombra. Ma è una situazione comune a tutta Italia, basti vedere il caso di Trieste. Trovare investitori locali che credano in questi progetti non è affatto facile. Per questo motivo ora stiamo trattando con gruppi stranieri: l’attrattiva principale è l’Eurolega, lo status di franchigia europea. Oggi c’è questa forte influenza dell’America e del modello Nba>.
Il futuro delle sponsorizzazioni.
<Il mio augurio è che tutti i partner commerciali rinnovino il loro impegno. Al momento stiamo trattando con Olidata, ma la loro permanenza non è ancora certa, in quanto non hanno preso una decisione definitiva. Parallelamente, siamo in contatto con un altro grande marchio per una sponsorizzazione di altissimo livello. A livello di entrate siamo in linea con l’anno scorso, ma con la prospettiva di inserire questo nuovo title sponsor, che potrebbe eventualmente entrare anche con una quota di partecipazione societaria. Vedremo come si evolveranno le cose>.
La scelta di Alex Mumbrù.
<Alex è stato un grandissimo giocatore e si è dimostrato una persona di assoluta affidabilità. Nel suo palmarès da assistente c’è lo storico titolo mondiale con la Germania e ha già guidato panchine importanti. Cercavamo un allenatore giovane, che proponesse un basket fatto di corsa e tiro, proprio come piace a me. Un’idea di gioco che ricorda il Valencia o il Parigi, che ci ha battuto due volte. Mumbrù è entusiasta di quest’avventura. Quando io e Ronci scegliamo un profilo, vogliamo persone felici e orgogliose di sposare il progetto Virtus. Lui ha trasmesso esattamente questo desiderio, oltre ad avere già dimostrato tutto il suo valore. C’erano altri due candidati in lizza, ma alla fine la nostra scelta è caduta convintamente su di lui>.
La situazione di Alessandro Pajola.
<Pajola purtroppo a un certo punto ha deciso di cambiare. Gli abbiamo fatto un’offerta. Ci ho parlato tre volte, gli ho spiegato chi è lui, cosa è Bologna, che è una bandiera e che, se fosse rimasto, sarebbe diventato bandiera a tutti gli effetti. E lui avrebbe fatto una vita tranquilla. Purtroppo le sue prospettive sono diverse. Mi ha detto: ‘Voglio provare ad avere un altro presidente, andare all’estero per un’esperienza’. Voleva fare un’esperienza all’estero. Lui, poverino… perché già da settembre dell’anno scorso gli avevamo fatto questa offerta, ma ha preso una decisione su cui non posso entrare, sono scelte personali. Gli ho detto che qua è il Re. Quando vai fuori, negli squadroni, basta che fai 2 o 3 gare sbagliate e ti mettono in panchina. E se una stagione fai male, poi inizi a cambiare sempre squadra. Non c’è stato verso di convincerlo. Oggi non sappiamo dove andrà a giocare. Dall’1 luglio ci dirà dove andrà o se ha già firmato. Quando ha preso questa decisione ha avuto la sfortuna di infortunarsi a entrambe le gambe. Più di così noi non potevamo fare: ci ho parlato tre volte, da papà. Vuole provare una nuova esperienza? Che la faccia>.
La Nuova Arena.
<La nuova arena dovrà chiamarsi Palasport Virtus. Nessun nome di banche, dalle quali non abbiamo avuto niente. Pronto a fare una battaglia per questo>.
Il futuro societario e il piano EuroLega.
<Certo non posso andare avanti all’infinito, anche per una questione di età. Per questo stiamo valutando offerte di società e fondi interessati a entrare nella Virtus o a rilevarla. Pongo una sola condizione: rimango per gestire la transizione, ma voglio lasciarla in buone mani. La Virtus è la società più iconica d’Italia, la più prestigiosa e conosciuta all’estero; è paragonabile a club storici come Real Madrid, Barcellona e Panathinaikos. Ho riportato la Virtus in EuroLega, una competizione che la Bologna bianconera ha già vinto due volte. A Barcellona, nella sede di EuroLeague, ho gestito i rapporti in prima persona: ho cercato un asse, ma l’Olimpia Milano non c’era. Quando sono stato là, abbiamo trovato subito un feeling con i vertici e abbiamo concordato la licenza triennale. Poi c’è stato tutto il discorso legato alla Nba. Ho sempre detto che erano solo tanti ‘bla bla bla’ e infatti ora le chiacchiere sono finite. Prima o poi, se la Nba vuole fare qualcosa in Europa, deve per forza comprare l’EuroLega. D’altronde, se togli il Real Madrid, il Barcellona, il Panathinaikos o il Partizan… con chi giochi? Alla fine le cose sono andate proprio così. Oggi tutte le squadre hanno firmato un contratto molto impegnativo con EuroLeague, che a sua volta ha chiuso un accordo con gli americani. In prima battuta, i club di EuroLega avranno il diritto di comprare una franchigia. Una volta acquistata, chi possiede la franchigia manterrà il posto fisso, esattamente come succede nella Nba. Diventerà un grande spettacolo. Ricordo che la Virtus era tra i club fondatori delle tredici proprietà originarie, anche se poi ne è uscita per note vicissitudini. Restiamo comunque tra le società storiche, al pari delle serbe, e abbiamo il diritto di acquistare questa franchigia. Costerà 50 milioni di euro, da pagare in 10 anni (5 milioni all’anno), ma aumenteranno i ricavi grazie alle televisioni e ai programmi legati al progetto Nba Europe. Dietro alle sei società storiche c’è già tutta una fila di pretendenti: le nuove squadre verranno selezionate, ma dovranno spendere 85 milioni, mentre per Dubai la cifra sarà di 90 milioni. Il piano è arrivare a 28 squadre complessive, divise in tre gironi. Ogni gruppo farà il suo campionato>.
Il nuovo corso e il mercato della Virtus Bologna.
<Per quanto riguarda la nuova squadra e quella che sarà la Virtus del futuro, mi vedrà ancora qui al comando: ci sarò sempre per la Virtus. Stiamo costruendo un bell’organico. Abbiamo cambiato l’indirizzo tecnico della squadra e ne sono il responsabile; Ronci è il mio braccio armato, ma il sì definitivo alle operazioni lo do sempre io. Ho fatto una scelta diversa. Quando in passato abbiamo fatto passi importanti sul mercato, ho letto spesso cifre non veritiere: il budget complessivo della Virtus è di 25 milioni di euro, non di 15. Bisogna calcolare tutto il resto dei costi societari, non solo il monte ingaggi dei giocatori. In ogni caso l’EuroLega, come dimostra il Panathinaikos, insegna che non sono solo i soldi a fare i risultati. L’anno in cui abbiamo speso molto di più, alla fine, abbiamo ottenuto gli stessi risultati di questa stagione. La nuova linea per il prossimo campionato è quella di costruire una squadra giovane, molto giovane, ma composta da ragazzi che abbiano già dimostrato il loro valore. Il vantaggio è evidente: il giocatore giovane costa meno del veterano che ha già una carriera alle spalle e pretende un cachet più alto. Il mercato è cambiato completamente in questi anni. Con l’ingresso di Dubai e di altre realtà in EuroLega, gli stipendi dei giocatori sono lievitati in maniera pazzesca. È una dinamica che ho già vissuto nel ciclismo con la Uae. Oggi bisogna essere più bravi a scovare ragazzi già forti, che abbiano già fatto esperienza in EuroCup o in EuroLega, ma che siano giovani e quindi più accessibili economicamente. Parliamo di ragazzi che portano entusiasmo, creano meno problemi nello spogliatoio e garantiscono una resistenza fisica maggiore. Sono convinto che faremo una squadra forte, quantomeno al livello di quella di quest’anno. L’obiettivo sarà sempre quello di vincere un trofeo. E spero tanto nella Coppa Italia, che non ho ancora mai vinto>.