Nkamhoua, una virtù o un problema nel contesto Ojm?
Il giocatore al centro della discussione.
Dalla Prealpina a cura di Giuseppe Sciascia. Olivier Nkamhoua è la pietra angolare attorno alla quale quale è stata costruita l’Openjobmetis versione 2025-2026. Ma lo spostamento dell’architrave biancorossa dal ruolo iniziale di pivot a quello da lui preferito di ala forte sta causando oscillazioni e crepe nell’impalcatura del cantiere varesino. Il lungo finlandese è ovviamente una risorsa basilare, e non certo un problema, nell’economia del gruppo. Ma bisogna calibrarne al meglio l’utilizzo per capitalizzare appieno il potenziale.
IL VALORE E IL MERCATO – L’opaca prestazione con Udine, con mira sfasata dall’arco (0/7 da 3) e poco impatto su entrambi i lati del campo, ha generato le ipotesi più disparate a partire dal classico “ha la testa altrove”, legato alle voci di mercato dei giorni scorsi. Niente di più falso: prima di tutto perché gli interessamenti di Partizan Belgrado durante gli Europei a settembre e Fenerbahce ai primi di ottobre sono ormai lontanissimi nel tempo. E poi è primario interesse del giocatore continuare a mettersi in vetrina in vista di prospettive future migliori; meno si rende oggi e meno sarai appetibile domani, che sia subito o dall’1 luglio 2026.
RENDIMENTO INDIVIDUALE E CORALE – L’OJM può discutere un giocatore da 17,4 punti, 6,3 rimbalzi, 1,8 assist e 1,2 stoppate come il finlandese? Assolutamente no, ma dopo il 30% delle partite della stagione 2025-2026, l’obiettivo estivo di aumentare il volume interno con un “4 stazzato” non sembra ancora raggiunto. Nkamhoua, lungo moderno da 201 centimetri per 103 chili capace di giocare sia fronte a canestro sia dentro l’area, doveva essere la novità principale rispetto alla vocazione frontale delle precedenti OJM con uno “stretch 4” come Jaron Johnson e Gabe Brown. A livello statistico l’ex Chemnitz si è fatto valere in tanti aspetti del gioco; se parliamo di punti da pesare, vuole giocare da 4, ma in campo non lo è ancora e con Renfro fa fatica a sfruttare le sue doti anziché quelle da contare, allora la risposta del campo è che l’impatto di Nkamhoua non ha ancora dato l’auspicato upgrade interno.
IL RUOLO E I PARTNER – La questione centrale è quella del ruolo: il nativo di Helsinki aveva scelto l’OJM per la possibilità di giocare stabilmente sul perimetro da secondo lungo, come ha fatto agli Europei in Nazionale, dopo aver giostrato prevalentemente sotto canestro da pivot tra l’università e l’esordio senior al Chemnitz. Per il primo mese ha dovuto sacrificarsi nel ruolo più interno in assenza dell’infortunato Renfro; poi con il rientro del pivot statunitense divide ora i minuti facendo il pendolo fra i due ruoli interni. Ma dopo il 4/8 da 3 dell’esordio a Sassari con il record stagionale di 28 punti, la sua pericolosità balistica è precipitata (22,5% nelle successive 8 gare con il picco negativo dello 0/7 di domenica). Per cui Kastritis tende ad aumentarne l’utilizzo da pivot per sfruttarne le doti offensive interne, dato che la compatibilità offensiva con un “non – attaccante” come Renfro sta dimostrandosi più difficile del previsto.
COMPATIBILITÀ E DIFESA – Tra difficoltà di messa a punto e situazioni tattiche da verificare, il risultato è che l’OJM usa ancora spesso il format con quattro esterni e un lungo solo, pagando dazio a rimbalzo (pur essendo passati nelle ultime quattro settimane dal sedicesimo al dodicesimo posto nella classifica di squadra). Con Renfro pivot la retroguardia è più incisiva, ma l’attacco meno pericoloso; con Nkamhoua unico lungo ne beneficia la pericolosità offensiva, a scapito della protezione dell’area. Oggi come oggi Olivier è ancora più pivot che ala forte; sta lavorando per adattarsi al nuovo ruolo, ma se Varese non corre fa fatica, specie nelle serate storte dall’arco. Potrebbe risultare più funzionale, per un rendimento immediato senza doverlo aspettare, affiancarlo con un altro “4 e mezzo” sul modello di Paulius Sorokas di qualche anno fa? Argomento non all’ordine del giorno dell’area tecnica, concentrata sulla caccia al play-guardia con spinta e talento per affiancare Iroegbu. In teoria il ragionamento fila: il volume a rimbalzo sta crescendo, con un secondo “puntero” migliorerà l’attacco e di conseguenza anche l’impatto di Nnamhoua sarà più incisivo. Vedremo adesso i riscontri del campo.