A: TP Shark da Antonini
alle mani del sindaco
Il punto de II Fatto

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Valerio Antonini: «Ho deciso di consegnare la gestione delle due società in mano al Sindaco»

Le parole del Presidente di Trapani.

Dopo la vittoria della Trapani Shark sul campo di Treviso, Valerio Antonini ha scelto una diretta per comunicare una decisione clamorosa: la volontà di farsi da parte e affidare la gestione delle società sportive al Comune di Trapani.

«Una squadra abbandonata da tutti, senza mezza squadra, senza l’allenatore. Eccezionale il modo in cui hanno giocato, hanno vinto la partita più difficile da quando sono presidente. Ma evidentemente stasera siamo di fronte al momento più difficile di tutta la mia presidenza a Trapani, perché è evidente che la tifoseria ha abbandonato la mia gestione. Siccome non è bastato portare due squadre fallite, che giocavano in due impianti fatiscenti, dove i piccioni cagavano all’interno del palazzetto, e i sedili dello stadio erano fatti a posta per far rompere i pantaloni. Il mio unico modo che ho per gestire una società è il mio, come dice la mia testa, visto che ci metto anche i soldi, è evidente che devo fare un passo indietro. Pertanto, visto che non ci sono soluzioni alternative a una convivenza diventata ormai impossibile tra me e una parte della tifoseria, che si definisce organizzata sia nel calcio che nel basket, ho deciso di consegnare stasera la gestione delle due società in mano al Sindaco».

Antonini ha proseguito rivolgendosi direttamente al primo cittadino: «E quindi caro Giacomo Tranchida, visto che tutto è iniziato per colpa tua, che hai voluto iniziare questa partita sul palaShark che poi vedremo in separata sede come finirà, stasera ti consegno simbolicamente le chiavi delle due squadre, del Trapani Shark e del Trapani Calcio. Sono pronto a dimettermi da presidente qualora tu venga a prendere le due squadre e a gestirle. E poi vediamo se la gestione che farete voi di queste due squadre sarà migliore della mia. Massima disponibilità, martedì mattina dopo le feste ti prendi le chiavi simboliche delle squadre e gestisci il Trapani Shark e il Trapani Calcio. Così sono sicuro che i Trapanesi Granata, e gente che va bene con te, sarete in grado di portare avanti la squadra. Sto buono, in silenzio, da parte, e ci penserete voi ad arrivare a giugno con le due società. Per tanto caro Giacomo Tranchida, avvisami, se non vuoi chiamare me sai chi chiamare».

Infine, Antonini ha ribadito la propria disponibilità a lasciare: «Sono pronto a fare un passo indietro. Se non si presenterà nessuno, che si presenti qualche imprenditore che voglia comprare la proprietà delle due società, ma io sono disposto a fare un passo indietro. Anche perché in questa città vive la mia famiglia, non voglio che abbia problemi visto il livello delle persone che espongono gli striscioni e fanno minacce di ogni tipo. E quindi è giusto che debba fare questo passo indietro. Se non va bene il mio modo di fare, di aver portato qui le due società spendendo milioni, è giusto che dia la gestione a chi può essere migliore e possa portare a proprie spese le due società alla fine del campionato. Caro Sindaco, avvisami. In questo momento Trapani Shark e Trapani Calcio sono simbolicamente nelle tue mani. Valerio Antonini mette le due società nelle mani del vostro Sindaco. Fatemi sapere come devo fare. Sarà sicuramente più bravo di Valerio Antonini».

Con queste parole, il patron delle due società trapanesi ha rimesso il proprio mandato nelle mani del sindaco, segnando un punto di svolta nella sua esperienza a Trapani e lasciando ora la palla nelle mani dell’amministrazione comunale.

Fonte: Pianeta Basket

Sport

Caos Trapani Shark: cosa ne sarà di squadra e società? I possibili scenari

Ecco cosa sta succedendo al club siciliano dopo le dimissioni di Repesa e Alibegovic. E cosa può accadere alla società di Valerio Antonini nei prossimi mesi

Trapani il caos regna sovrano. Mentre Jasmin Repesa – seguito dal suo vice Ivika Skelin – e il capitano Amar Alibegovic fanno le valigie, il presidente degli Shark Valerio Antonini predica nel deserto. Con la convinzione di agire secondo le regole. Ma la realtà – a oggi – racconta di una società in crisi che, dopo i 5 punti di penalizzazione inflitti dalla FIP (Federazione italiana Pallacanestro) e in seguito all’apertura di un fascicolo relativo alla regolarità dell’iscrizione al campionato (che è nelle mani della Procura Federale) rischia di finire nel dimenticatoio. Rischiando di falsificare, di fatto, l’andamento di una stagione cestistica che era partita con ottime premesse e grandi protagonisti. Fallimento immediato oppure una lenta discesa per scarsa competitività? Ecco i possibili scenari.

Via tutti i big e addio alla Champions

La forte presa di posizione di Alibegovic (simbolo degli ultimi anni in casa Shark) potrebbe dare il via a un esodo senza precedenti. I pezzi pregiati quasi sicuramente saluteranno. E anche i nuovi seguiranno a catena. Se dovesse ritrovarsi con una squadra pressoché smantellata per proseguire il campionato, Trapani dovrebbe muoversi necessariamente per via interne inserendo nel roster della prima squadra – insieme a chi deciderà di restare – i ragazzi del settore giovanile. Trapani si trasformerebbe così da contender per il titolo a squadra cuscinetto scarsamente competitiva. Tutto per ammortizzare i costi. Attualmente a quota 11 punti (macchiati da un -5 di penalizzazione a causa di irregolarità amministrative e inadempienze economiche legate al mancato pagamento di stipendi e emolumenti a tesserati e collaboratori), la classifica potrebbe farsi molto complicata per ovvia inferiorità tecnica. Sulla carta, dunque, di quegli Shark resterebbe davvero poco se non nulla. Situazione fotocopia che lo scorso anno costò a Pistoia la retrocessione in Serie A2. E non finisce qui. Perché anche la partecipazione alla Basketball Champions League rimane un grande punto interrogativo.

A Trapani fallimento immediato?

Mentre c’è il rischio che la nave possa affondare davanti ai suoi occhi, il presidente Antonini difende pubblicamente la squadra. Confermando a pieni voti il suo progetto tecnico: “Tutto andrà avanti tranquillamente e siamo tranquilli di poter dimostrare le nostre ragioni nelle sedi opportune”. E anche sul lato economico il patron non ha dubbi: “Le somme per cui sono stato truffato sono state interamente ripagate, non una rateizzazione richiesta dall’Agenzia ma un ravvedimento operoso, pur non concordando su nulla, voluto da noi proprio per l’iscrizione al campionato. La compensazione l’abbiamo pagata tre volte invece di una: dal cassetto fiscale risulta un debito Iva, non Irpef e Inps per cui c’è stata penalizzazione. Ho mandato tutto alla procura e aggiungeremo una memoria difensiva, l’obiettivo è riavere tutti i punti”. Il rischio del fallimento immediato rimane aperto. Per una bolla che dopo mesi potrebbe davvero scoppiare in modo definitivo.

La credibilità del sistema

Una cosa è certa: comunque andrà il sistema perderà di credibilità. Ancora una volta. Per un problema che purtroppo si ripete ciclicamente (vedi Virtus Roma nel 2020). L’ennesima caduta di stile – e d’immagine – per una lega che anche questa stagione rischia di vedere una classifica con altre penalizzazioni (ancora più pesanti) o addirittura con una squadra in meno. Andando a rovinare equilibrio e fascino. È oggettivo che chi affronterà Trapani d’ora in avanti non giocherà contro la stessa delle prime giornate: una situazione che crea indubbiamente un dislivello e mette in palio punti che possono svoltare un’annata. Tutte ipotesi e previsioni, nell’attesa che la Procura Federale faccia il suo. Competitiva e affascinante in campo, frenetica e indecifrabile in società. I tifosi, nel frattempo, chiedono spiegazioni e risposte immediate: cosa ne sarà di Trapani?

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