Caso Brown e cantiere aperto: Trieste tra braccio di ferro e nodi di mercato
Domani Markel Brown non si presenterà a Trieste. Il club giuliano continua a fare muro senza alcuna intenzione di cedere nella trattativa. Alla lunga, tuttavia, un muro contro muro di questo tipo rischia di danneggiare più la società stessa che il giocatore e la sua agenzia.
A dimostrazione di quanto Trieste non intenda mollare la presa, il club sta cercando di addebitare all’atleta i costi di un appartamento preso in affitto. Un’iniziativa gestita autonomamente dalla società, arrivata senza l’approvazione dell’agenzia e nonostante fosse stato esplicitamente chiesto di non procedere, dal momento che il giocatore non si sarebbe presentato nel giorno del raduno. Questo da quanto appreso da fonti vicino al giocatore.
La Pallacanestro Trieste si affaccia così alla nuova stagione con diverse incognite da risolvere. Oltre a un roster ancora largamente incompleto e al caso Brown, sulla società giuliana — guidata dal gruppo Newport Holdings LLC con Josh Hiller al vertice — pesa infatti anche la complessa gestione del palazzetto.
Sul fronte tecnico, il general manager Michael Arcieri ha puntato sulla continuità confermando in panchina coach Francesco Taccetti. Per quanto riguarda il parco giocatori, sono stati blindati il capitano Deangeli, Ruzzier, Candussi e Ross in cabina di regia. Sul fronte dei nuovi innesti spicca l’accordo pluriennale con la guardia classe 2002 Abramo Canka; inoltre, con l’arrivo dell’ala statunitense classe 1996 Sean McDermott, i biancorossi aggiungono un tassello importante nel reparto esterni. Un innesto di spessore, che tuttavia non basta a completare una squadra ancora bisognosa di altri tre giocatori stranieri per chiudere il roster.