Kenneth Lofton Jr.
novello Joe Allen

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Nella mia continua ricerca di notizie riguardanti il basket, mi è capitato d’imbattermi nel video della finale del campionato Mondiale Under 19 disputata l’anno scorso in Lettonia e vinta dagli Usa sulla Francia per 83-81, dopo una gara avvincente. Tra i giocatori presenti due spiccavano immediatamente, sia per la loro altezza sia per la bravura. Nella squadra americana giocava Chet Holmgren, ala – centro di 216 centimetri dell’Università di Gonzaga, selezionato al numero 2 nell’ultimo Nba Draft, dopo il nostro Paolo Banchero. Nella Francia c’era Victor Wembayama, centro di 220 centimetri, da tutti gli osservatori e giornalisti pronosticato quale prima scelta assoluta del prossimo Draft 2023, visto a Udine nel 2019 al campionato Europeo under 16. In finale iridata U19 il confronto l’ha vinto il francese con 22 punti e 8 rimbalzi contro 10 e 2 dell’americano.

Ma, appena è entrato in campo, la mia attenzione si è focalizzata su un altro giocatore della nazionale Usa: Kenneth Lofton Jr., un meraviglioso “ciccione” di 198 centimetri per 127 chili, lo scrivo anche in lettere centoventisette chili, ma dai movimenti vicino a canestro da filmare e far vedere a tutti i giovani “pivot” dei nostri settori giovanili: ricezione, palleggio, finta, passo d’incrocio e conclusione con l’altra mano, entrata lungo la linea di fondo e conclusione dall’altra parte del canestro, rimbalzo finta, giro e conclusione con la mano opposta. Tutta una serie di movimenti “old school” che mi ha letteralmente entusiasmato, facendomi immediatamente ritornare alla mente il primo americano visto a Udine: l’immenso Joe Allen, arrivato nel 1968 all’Apu Snaidero del cavalier Rino per disputare il primo campionato di serie A.

Kenneth Lofton Jr. novello Joe Allen

Joe Allen era nato a Chicago nell’Illinois nel 1947, centro di 198 centimetri per 105 chili, ma a Udine pesava sicuramente almeno una decina di più. Uscito dopo quattro anni dalla Bradley University, il suo numero 31 è uno dei sette ritirati dall’ateneo. Nell’ultimo anno da senior è stato il leader in tutti gli Stati Uniti per la percentuale di realizzazione con il 65,5%. Quando è arrivato a Udine non pochi hanno storto il naso. Non era certo il “nero” che salta, che può entusiasmare il pubblico, ma anzi praticamente non staccava i piedi da terra, con una ginocchiera con i lacci per tenere insieme un ginocchio malconcio. Ma quel giocatore nei tre anni in cui è stato alla Snaidero, 1968-1971, è diventato l’idolo del pubblico friulano, oltre a essere tra i migliori marcatori del campionato. Nel 1968 – 1969, arrivò secondo con 24,7 punti per gara dietro il grandissimo Radivoj Korac del Petrarca Padova, uno dei migliori giocatori europei di tutti i tempi. Nel 1969 – 1970 Allen si piazzò terzo con 25,9 ppg dopo Elnardo Webster di Gorizia e Manuel Raga dell’Ignis Varese. Nel 1970 – 1971, infine, Joe fu ancora secondo con 23,8 ppg dietro Gary Schull dell’Eldorado Bologna, soprannominato “il Barone”.

Di Joe Allen il ricordo più nitido riguarda proprio l’incontro della stagione 1970 – 1971, la prima disputata nel nuovo palazzetto “Carnera”, tra la Snaidero e l’Eldorado Bologna di Gary Schull. L’azione: Allen riceve spalle a canestro marcato proprio dal “barone” Schull con Pietro Angelini, un centro italiano in aiuto. Allen comincia a rinculare usando mirabilmente il suo “culone”, con un’ancata manda letteralmente a terra i due bolognesi e segna tranquillamente da sotto. Grande, Joe!.

Basta, smetto, se no vengo sommerso dai ricordi e dalla malinconia. Vedendo il basket di oggi monotono, dove sai già come finirà l’azione dopo l’ennesimo Pick & Roll, con pochi spunti di vera creatività, per fortuna ci sono ancora in campo Milos Teodosic e/o Sergio Rodriguez, i quali ci ricordano che può esistere un altro “Basket”. Grazie anche a giovani “fuori dal tempo” quali Kenneth Lofton Jr., che per inciso ha firmato un contratto Nba con i Memphis Grizzlies ed è stato il top scorer Usa nel Mondiale U19 del 2021. Prospetti che ci riportano indietro, ai momenti migliori della pallacanestro non solo italiana.

(Nella foto Museodelbasket-milano.it di copertina, Big Joe Allen in palleggio contro Ottorino Flaborea)

  

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