Nba: mafia e azzardo
tra gli arrestati
Rozier, Billups e Jones

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Mafia e azzardo, tra gli arrestati 3 volti dell’Nba

È una storia che sembra uscita da un film di gangster degli anni ’40. A New York l’Fbi ha smantellato ieri una rete di scommesse clandestine su poker e basket, gestita da quattro famiglie criminali che storicamente reggono i traffici della Grande Mela. Nomi italiani, i Bonanno, i Gambino, i Lucchese e i Genovese. Il tavolo verde e l’Nba, il campionato professionistico di pallacanestro statunitense dove girano stipendi multimilionari.
Nella sua carriera Terry Rozier, ala 31 enne oggi in forza ai Miami Heats, ha guadagnato qualcosa come 160 milioni di euro nelle 10 stagioni disputate tra Boston, Charlotte e Miami. L’hanno arrestato alle sei di mattina di giovedì in un albergo di Orlando, dopo la prima gara di campionato persa dagli Heats coi Magic. Nel 2023 dopo 10 minuti dall’inizio dell’incontro con i Pelicans (all’epoca era a Charlotte e viaggiava a 21 punti di media a partita), lamentò un infortunio a un piede e lasciò il parquet. Prima che ciò accadesse, qualcuno aveva piazzato 30 scommesse (per 13.759 dollari totali) che quel giorno Rozier sarebbe stato sottomedia. Rozier passò qualche guaio, un’indagine interna, finita poi in nulla.
Tra i 34 arrestati dall’Fbi c’è anche Chauncey Billups, ex bandiera dei Detroit Pistons, oggi allenatore dei Portland Trail Blazers. Lui è accusato di comparire in tavoli di poker truccati.
Demon Jones, ex Cleveland Cavaliers, è invece accusato sia di partecipare a partite di poker suddette, sia di fornire informazioni privilegiate per piazzare scommesse nell’Nba, che è poi l’accusa che regge il tutto: addetti ai lavori che conoscendo notizie dagli spogliatoi, le “vendono” agli scommettitori.
Secondo il procuratore per il distretto orientale di New York Joseph Nocella Jr. siamo davanti a “uno dei più sfacciati schemi di corruzione sportiva”.
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Notizia dedicata alle “anime belle” di casa nostra, i puristi del pensiero astratto che temono ogni possibile contaminazione con la realtà concreta. Chissà se qualcuno di loro adesso “cadrà dal pero” tornando alla realtà dopo che gli svanisce sotto gli occhi l’illusione dell’incorruttibilità del mondo sportivo. Nello specifico del basket, a loro e a tutti noi caro. A Udine, nel Friuli salt, onest e lavorador, non ci si può neanche permettere di dubitare. Negli Usa indagano e arrestano star o ex star Nba.

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