Vi è poco da aggiungere ai commenti di elogio alla figura del “marine” Bonamico. Io ebbi occasione di
incontrarlo, sia pure indirettamente, prima che diventasse un grande protagonista, in occasione delle finali
nazionali juniores, svoltesi a Bra nel 1976 nella settimana dal 10-16 maggio subito dopo il terribile
terremoto del 6 maggio. Erano altri tempi, per certi versi preistoria, un solo straniero in serie A1 e A2,
cartellini ancora di proprietà delle società senza opportunità di svincolo per fine contratto; un vivaio florido
era condizione necessaria per poter aspirare a posizioni di vertice nelle serie maggiori. In quel periodo alle
finali nazionali junior (under 19) erano ammesse 10 squadre divise in due gironi all’italiana (di sola andata).
Le prime due classificate di ciascun girone accedevano alle final four (semifinali e finali). Le altre sei squadre si affrontavano nelle finaline per il quinto (terze contro terze), il settimo e il nono posto.
Bonamico era con Pietro Generali uno dei leader della Virtus Sinudyne Bologna, inserita nel girone A ove
finì quarta e poi settima nella generale, vincendo la finalina delle quarte; l’APU Snaidero partecipò invece al girone B ove giunse seconda dietro la Brina Rieti accedendo così alle final four. Nelle semifinali incrociate Udine sconfisse Milano (prima nel girone A) e Rieti superò la Lazio Roma, campione uscente; nella finalissima la Snaidero superò Rieti 64-59 aggiudicandosi lo scudetto. All’esito delle altre finali e finaline la classifica generale fu terza Milano (sponsorizzata Cinzano), quarta Roma, quinta Pesaro, sesta Napoli, settima Bologna, ottava Trapani, nona Torino (China Martini) e decima Caserta.
Bonamico fu tra i giocatori ritenuti degni di menzione. Tanto per ricordare nei 10 giocatori della squadra
ideale furono scelti ben tre udinesi G.Savio, MVP della finalissima, Paolo Pressacco e Andreani, due reatini
Zampolini e Brunamonti, poi Franco Boselli (Milano), Ciaralli (Lazio), Generali (Sinudyne), Fioretti (Torino)
e Simeoli (Caserta); in un terzo quintetto Torda (Rieti), Tassi (lazio), i milanesi Dino Boselli e Borghese
(quest’ultimo del vivaio snaiderino) e Barraco (Trapani). Bonamico fu inserito in un ulteriore gruppo di venti giocatori degni di menzione fra i quali anche gli udinesi Luzzi Conti, Riva e Vidale e altri due giocatori di scuola regionale Fabbricatore (goriziano ma militante a Milano) e Donolato (monfalconese trasferito a
Rieti). Va notato che fra i giocatori degni di menzione non fu incluso Toni Francescatto, guardia di
eccezionale talento e rendimento, di scuola Libertas Udine, ma anch’egli trasferito a Milano, vittima di un
infortunio che ben presto lo mise fuori gioco.
Ho estratto queste informazioni dal libro 1976 “Lo Scudetto dopo il terremoto” che, con la collaborazione di Francesco Tonizzo ed editore Aviani, scrissi nel 2016 in occasione dei quaranta anni dello scudetto e (appunto del terremoto).
Dedicai a Bonamico altro spazio in due capitoli conclusivi del libro.
Dal primo dei due “Un omaggio agli avversari di Bra”, riporto integralmente: Brillante carriera ebbe anche
l’altro virtussino segnalato a Bra, Marco Bonamico detto il marine. Durò ben 19 stagioni in serie A: 10 a
Bologna (9 Virtus e una Fortitudo) e poi Siena, Napoli, Milano, Forlì e Udine a conclusione della carriera.
Realizzò la bellezza di 7.676 punti. Vinse due scudetti e due Coppe Italia con la Virtus.
Dal secondo “I giovani di Bra e la Nazionale”, introdotto dalla constatazione “Che a Bra vi fosse una
irripetibile concentrazione di talenti sia da parte udinese che dalle altre formazioni è poi confermato dal
ruolo che all’interno della nazionale italiana ebbero nel decennio successivo parecchi dei protagonisti
appena menzionati. Si trattava di una nazionale che in tale periodo fu grande protagonista nella scena
europea e mondiale. Lo testimoniano il 2° posto alle Olimpiadi di Mosca del 1980, le medaglie conquistate
agli Europei (oro a Nantes nel 1983, bronzo a Stoccarda nel 1985) e altri significativi piazzamenti come il 5° posto alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984, il 4° ai mondiali di Manila (1978) e il 6° a quelli di Madrid
(1986) e, nei campionati europei, il 4° di Liegi (1977) e a Zagabria (1989), il 5° a Torino (1979), a Praga
(1981) e ad Atene (1987). Ben 8 fra i protagonisti di Bra ebbero un ruolo significativo in queste
manifestazioni. Il giocatore più importante fu Brunamonti, ……dopo di lui Gilardi……e appena un gradino
sotto Bonamico che totalizzò 151 presenze con 754 punti nel periodo 1977-84; fu olimpico nelle edizioni 80 (argento) e 84 e partecipò agli europei del 77,79 e 83 (oro) e ai mondiali del 1978.
Spiace constatare, come garbatamente sottolineato da qualche arguto intervento sui quotidiani friulani
(vedi Oleotto e Otello Savio), che la conclusione di questa brillante carriera sia coincisa con il periodo di
gran lunga più buio della storia del basket udinese. Penso si possa dire che il marine visse quel periodo con una elegante disinvoltura che mal si sposava con il deprecabile cinismo (a voler essere gentili) della famiglia Querci.
(In copertina, foto fornita da Stefano Muratori e tratta da Virtuspedia, Bonamico nella Virtus BO juniores è il numero 18)