Nba al via la free agency
E c’è anche il caso Gallinari

Pubblicato da

Con le scelte del “Draft” di giovedì scorso e l’inizio della “free agency”, di fatto, parte la stagione 2022 – 2023 della Nba. Come ogni anno, non meno di centocinquanta giocatori sono alla ricerca di un nuovo contratto. Pochi saranno quelli oggetto di un’accanita “gara” tra le franchigie. Altri dovranno riporre nel cassetto il sogno americano e guardare, magari con attenzione, alle opportunità fuori dagli Usa, in Europa e Asia in primis. Alcuni dei possibili “top free agent” hanno già definito la loro situazione contrattuale.

Bradley Beal, guardia dei Washington Wizards, ha optato per uscire dall’ultimo anno di contratto a 47 milioni di dollari, ma solo per firmarne un nuovo quinquennale del valore complessivo di 248 milioni. La medesima operazione è stata effettuata da James Harden, guardia super barbuta di Philadelphia, in questo caso il nuovo accordo varrà per due stagioni. Diversa invece la scelta di Kyrie Irving, guardia dei Brooklyn Nets, che ha esercitato l’opzione in suo favore pari a 37 milioni e, pertanto, farà anche il prossimo anno coppia con Kevin Durant, per dare un ultimo assalto al titolo.

L’ “opt in” è stata fatta anche da Russell Westbrook, discusso acquisto dell’anno scorso dei Los Angeles Lakers, che dovranno sborsare anche per la prossima stagione 47,1 milioni per un giocatore che non ha risposto alle aspettative di Lebron James e della dirigenza gialloviola. Per finire, si è conclusa la storia fra John Wall e gli Houston Rockets, con un “buy out” che fa risparmiare 6,5 milioni sui 47,4 totali alla squadra texana e libera il giocatore per firmare, sembra, prossimamente con Los Angeles Clippers.

Tra gli altri giocatori disponibili, il gruppo più interessante riguarda i così detti “restricted free agents”, cioè i giocatori selezionati nel Draft del 2018, che non hanno trovato l’accordo per estendere di altri 4 o 5 anni il contratto. Di fatto sono sul mercato, ma la loro squadra entro tre giorni può pareggiare l’eventuale offerta ricevuta da una altra franchiggia, mantenendo il giocatore nel proprio roster.

Fa parte di questo gruppo DeAndre Ayton, centro, prima scelta assoluta nel 2018 dei Phoenix Suns, che lo vorrebbero tenere, ma non al massimo salariale come invece richiesto dal centro uscito da Arizona University. Situazione diversa per Marvin Baglay III, seconda scelta, giocatore chiamato dai Sacramento Kings del gm Vlade Divac prima di Luka Doncic. Per questo motivo Divac è stato “silurato” dalla dirigenza, non appena visto lo sloveno all’opera. Attualmente Baglay gioca con i Detroit Pistons, per i quali dovrebbe alla fine rifirmare.

Ci sono altri importanti “restrict”. Collin Sexton, guardia, scelta numero 8 dai Cleveland Cavs, solo undici gare l’anno scorso causa infortunio, è giocatore di assoluto valore nei primi tre anni da pro con 16,7, 20,8 e 24,3 punti a gara. Miles Bridges, scelta numero 12, ala forte dei Charlotte Hornets, anche per lui è stato rifiutato il massimo contrattuale richiesto. Anfernee Simons, guardia, scelto al numero 24 dai Portland Trail Blazers, è esploso quest’anno in assenza di Damian Lillard e quasi sicuramente sarà rifirmato dalla squadra dell’Oregon, assieme a Jusuf Nurkic, uno dei pochi centri validi disponibili nella free agency di quest’anno.

Per quanto riguarda invece gli “unrestricted free agents”, i nomi caldi sono sostanzialmente due. Zach Lavine, guardia da 24,4 punti a gara, al quale i Chicago Bulls possono offrire un contratto al massimo salariale pari a 212 milioni per cinque anni, con l’unico dubbio circa la tenuta fisica del ginocchio infortunatosi nella scorsa stagione. Jalen Brunson, guardia dei Dallas Mavs, 16,3 punti a gara, unico valido compagno di Luka Doncic: per trattenerlo i Mavs hanno offerto un contratto di 5 anni, ma sarà difficilissimo per la forte concorrenza dei New York Knicks, ove ha giocato suo padre Rick, ora suo agente. I Knicks stanno operando per creare lo spazio salariale necessario a formulare un’offerta importante pari a 110 milioni in quattro anni. Proprio in queste ore la squadra newyorkese ha spedito ai Detroit Pistons il centro di riserva Nerlens Noel e la guardia Alec Burks in cambio di due future scelte al secondo giro, il tutto per liberare altri 30 milioni.

L’ultimo gruppo che segnalo, riguarda i giocatori europei, che potrebbero far ritorno in Europa. Come, per esempio, ha già fatto Tomas Satoransky, play ceko, recente firma del Barcellona, dove ritroverà il suo compagno di nazionale Jan Vesely per tentare finalmente di vincere, assieme a Nikola Mirotic, l’Eurolega 2023.

Ce ne sono altri da citare. Frank Ntilikina, play francese, arrivato nella Nba con grandi speranze, ma poi mai sbocciato. Facundo Campazzo, argentino, ex Real Madrid, anche se potrebbe avere ancora mercato in America. Nemanja Bjelica, ala serba, campione in carica con i Golden State Warriors, in attesa di sapere se la squadra vincitrice dell’ultimo titolo sarà riconfermata in blocco. Dennis Schroeder, play, degli Houston Rockets e della nazionale tedesca, un po’ in calo in questi ultimi anni, ma ancora un giocatore di alto livello. Ricky Rubio, play spagnolo, su cui c’è un forte interesse da parte della sua ex squadra i Cleveland Cavs. Serge Ibaka, centro spagnolo, accostato per qualche giorno anche alla Virtus Bologna, che intende però verificare prima di tutto le possibilità di rimanere in America.

Infine, era attesa la decisione degli Atlanta Hawks riguardo a Danilo Gallinari. In caso di taglio entro la scadenza del 29 giugno, al giocatore sarebbe spettato uno stipendio di soli 5 milioni dei 21 previsti dal contratto originale. Prima, però, della scadenza gli Hawks hanno inserito l’azzurro in una “trade” con i San Antonio Spurs, molto probabilmente previo un accordo preventivo con il Gallo, per posticipare la scadenza oltre la data su citata. Entro questa lo stipendio diventa totalmente garantito, prevedendo nel contempo in caso di taglio un importo maggiore dei 5 milioni previsti in origine. Senza dimenticare la possibilità che gli Spurs confermino l’azzurro per tutta la stagione.

I primi giorni saranno fondamentali, quasi il 60%-70% dei nuovi contratti sono concordati nei primi 15 giorni della free agency. Vedremo cosa succede e, soprattutto, quali ripercussioni avranno sul ranking delle squadre in previsione della prossima stagione, che vedrà sicuramente ancora i Warriors del trio Stephen Curry, Klay Thompson e Draymond Green favoriti per bissare il successo di quest’anno, forse sempre contro i rivali dei Boston Celtics.

(Nella foto Wikimedia Commons di copertina, Danilo Gallinari al centro di una “trade” fra Atlanta e San Antonio)

Lascia un commento all'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.