Abbiamo un sogno: patron Alessandro Pedone in curva con gli ultrà. No, che maligni che siete. Non per la performance parterre – parquet anti – arbitro, immortalata e cronometrata dalle gazzette, in gara1 di finale play – off di serie A2 con Verona al Carnera domenica scorsa. Quella, caso mai, tornerà “utile” per l’eventuale “bella” di mercoledì prossimo al palasport dei Rizzi, visto che la prestazione “patronale” è stata fornita nell’unica partita della serie vinta finora dalla sua Old Wild West Apu Udine.
No, la serie A ce la si gioca già oggi al palaOlimpia Agsm Forum, impianto polivalente sponsorizzato dalla multiservizi energia e gas della città scaligera, con la Tezenis in vantaggio per 2-1 e a un passo, quindi, dalla promozione con il match point da giocare in casa. Vogliamo patron Pedone fra gli ultrà del gruppo Deciso perché gli argomenti forti degli ultimi due post partita, dopo le sconfitte contro coach Alessandro Ramagli a capo della nutrita colonia di ex lui in testa, sono stati cabala e scaramanzia.
Non è certo un argomento forte l’aggrapparsi del suo collega Matteo Boniciolli, più dialettico con i telecronisti della piattaforma tv collegata a Lnp Pass piuttosto che con i reggimicrofono di casa nostra, ancora alla migliore difesa dell’Apu, superata peraltro nei play – off proprio da quella dell’amico Ramagli, tanto intimo da metterlo forse in crisi d’identità. Ignorando, solo in pubblico certo, che contro il muro scaligero nelle ultime due partite di fila è stato eguagliato dall’Oww il minimo di 7 punti segnati a quarto come già in gara4 a San Severo e in Supercoppa con Cento. Se con gli emiliani potevano essere problemi di assemblaggio precampionato, che succeda ora tre volte su quattro nei play – off dimostra che qualcuno e/o qualcosa batte in testa nell’attacco della macchina da guerra, gioiosa almeno fino a domenica scorsa.
Così i pezzi forti nelle dichiarazioni e nei commenti sono stati cabale e scaramanzie in vista delle rivincite a cui lo sport chiama sempre, e comunque, da dopo gara2 persa al Carnera, che resta l’unico parquet delle quattro finaliste saltato nei play – off dopo che ieri sera Cantù nel tabellone Argento ha portato la Givova alla “bella” a Scafati. Ecco, forse, un altro appiglio non tecnico – tattico di buon auspicio per Udine in gara4 di finale Oro di stasera. Bisogna fare saltare, però, l’Agsm Forum che venerdì ha già retto allo slogan: <L’Apu in stagione non ha mai perso due volte di fila>. Peccato che la stagione regolare non sia stata un banco di prova allenante e discriminante come i play – off.
Sfatata la prima cabala dalla seconda sconfitta di fila Apu in gara3 di finale, c’è sempre una prima volta, ora c’è l’appiglio al 2016. Vittorio Nobile, che fa parte dello zoccolo duro della squadra udinese, ha ricordato a coach Boniciolli che nella storia della società la promozione dalla B all’A2 è stata ottenuta con un andamento analogo alla serie attuale nella finale play – off del girone di prima fase contro Bergamo. Gli orobici si portarono via l’1-1 da Udine, andarono in vantaggio in casa, ma l’allora Apu Gsa impattò nel loro Italcementi e si qualificò alla “bella” al Benedetti per la Final four di Montecatini in cui salivano in A2 tre squadre su quattro e quella friulana salì sùbito in A2 battendo Forlì.
Ora in quel 2-2 riguadagnato a Bergamo, come si spera stasera anche a Verona, in un impianto da 700 posti che per la verità non offriva molte altre alternative per assistere alla partita, patron Pedone la vide dal “gabbiotto” riservato agli ultrà e la visse assieme al Settore D. Ce lo ricordiamo bene perché c’eravamo, ma in tribuna assieme a compagni di viaggio udinesi, e ci siamo scontrati con la sorpresa di gente del posto, primo fra tutti l’amico Germano Foglieni. Ora non abbiamo alcuna intenzione di tornare nella città dell’Arena del camaleontico Andrea Fadini, ma se al di là di atti di fede – esternati innanzitutto per dovere d’ufficio – l’Apu in questa finale ormai deve vivere di cabale e scaramanzie allora è bene rispettarle sino in fondo. Quindi, è per il bene dell’Amici pallacanestro udinese che abbiamo il sogno di patron Pedone in curva con gli ultrà oggi all’Agsm Forum. In un palasport da 5.200 posti che a Udine, forse, ha risvegliato il banco del mutuo soccorso attorno alla questione Carnera.
E’ stato uno dei punti della campagna elettorale del sindaco Pietro Fontanini, con un progetto di nuovo impianto in zona industriale Ziu durato il tempo dell’elezione nel 2018, il quale ora riagita la ristrutturazione del Carnera, citando capienze a sproposito, prima di tutto per polemica politica con l’amministrazione precedente del collega Furio Honsell che se ne occupò. Mentre l’Apu di patron Pedone ha all’attivo il mancato restyling del Benedetti, preso in concessione dal Comune di Udine nel 2013 con bando emesso la vigilia di ferragosto di quell’anno, salvo abbandonarlo nel 2016 per disputare la prima A2 al palaPerusini di Cividale e riprendere poi possesso del Carnera ristrutturato.
Insomma, chi vivrà, vedrà. Anche perché sarebbe più interessante sapere, per esempio, quali e quanti soci ha imbarcato il consorzio “Apu per tutti” lanciato un anno fa alla vigilia della finale promozione in A poi persa con Napoli. Oltre al main sponsor Apu, e title sponsor di Lega nazionale pallacanestro, Old Wild West di Riccardo Di Giusto e al socio in affari immobiliari di Pedone, Gabriele Ritossa, amico sponsor in Apu con il gruppo Zafiro, non sono dati a ora alle stampe altri nomi. Salvo quello dell’ “amuleto” Emilio De Vizia, vecchio cosponsor e baskettaro irpino riproposto anche a uso strumentale. Più importante, oggi come oggi, è che Nobile non torni in squadra solo per il richiamo alla cabala storica. C’è bisogno di gente sveglia e reattiva sul parquet stasera per sbancare l’Agsm Forum e riportare la finale alla “bella” al Carnera.
(Nella foto di copertina, Nobile sul parquet a tampinare Anderson e non perché è un talismano per l’Apu)