L’Amici pallacanestro udinese non ha mai acquistato un titolo sportivo. Proviene dai peggiori bar di Cussignacco (e la Contea ringrazia). Alt, rimettiamo un po’ di ordine. Anche perché c’è un po’ di confusione in proposito, dettata dall’enfasi delle dichiarazioni dopo la fresca promozione diretta in A.
Partiamo dalle origini. L’Apu, acronimo che richiama quello della storica Associazione pallacanestro udinese la quale nel 1968 salì come Snaidero per la prima volta in massima divisione maschile e aveva già tre scudetti femminili all’attivo, è erede dell’Asd Nuovo basket Udine. Questa società è stata fondata nel 2001 da ex cestisti professionisti che volevano mantenersi in attività. Nomi illustri quali Tiziano Lorenzon, poi anche allenatore Nbu, Gianpaolo Graberi attuale vicepresidente Apu, persino Giampiero Savio. Partì dai campionati amatoriali Uisp, all’inizio rivaleggiando con la Pallacanestro amatori Udine, che nel 1999 fece da contenitore al titolo sportivo di A2 della Palladio Vicenza acquisito dalla Snaidero tornata al basket.
La Nbu soppiantò la Pau, che mantenne l’acronimo, vincendo quattro titoli italiani Uisp dal 2002 al 2006 e poi anche quelli Master Over 40 della Fip nel 2007 e 2008, dopo avere partecipato già a Mondiali Master nel 2003 a Orlando negli Stati Uniti, nel 2005 a Christchurch in Nuova Zelanda e nel 2007 a San Juan di Puerto Rico. Come anche la Pau stessa, la Nbu partecipava pure alle serie minori Fip e nel 2011 navigava in serie C allenata da Waldi Medeot quando perse la semifinale play-off contro la Vis Spilimbergo, presieduta da Francesco Maiorana attuale consigliere di ammistrazione dell’Apu e presidente della Lnp, di coach Alberto Andriola, che in finale fu promossa in DnB battendo San Vendemiano.
Nel 2011 ci fu la svolta e da una costola della Nbu presediuta da Ezio Pascoli, che gravitava su Cussignacco dove aveva sede lo sponsor Gsa di patron Alessandro Pedone, a fine giugno nello studio del notaio Amodio nacque l’Amici pallacanestro udinese proprio nell’estate in cui la Pallalcesto amatori Udine rinunciava alla Legadue. La nuova società, costituita da venti soci con una quota da mille euro l’uno fra cui l’allora sindaco di Udine, Furio Honsell, <quale libero cittadino>, con l’acronimo Apu ambiva già a fare rivivere il passato e, soprattutto, militando in C voleva fare sentire il meno possibile a Udine la mancanza della Legadue. Ottenne così dalla Fip wild card per l’ammissione all’allora DnB.
La prima promozione della nuova Apu, dunque, non fu sul campo, ma a tavolino anche se non fu l’acquisto di un titolo sportivo. Diritto che perse subito retrocedendo nel 2012 in DnC ancora con la vecchia gestione tecnica e dirigenziale della Nbu, con Pascoli che è rimasto presidente dell’Apu stessa fino al gennaio 2022 quando è stato avvicendato Pedone in odore di A poi sfumata nella fatal Verona. Nel 2012-2013 con l’avvento del ds e poi ad Davide Micalich e con Adrea Paderni coach ci fu il pronto ritorno in DnB e nel 2016 la promozione in A2 con Lino Lardo allenatore. Poi la diaspora del 2020 con la nascita della Ueb a Cividale e ora finalmente il grande salto in serie A dell’Apu nuova maniera.