Tanto tuonò, che piovve. Tanto nel tabellone Oro quanto in quello Argento siamo arrivati alle finali annunciate fin dai ranking precampionato: Old Wild West Apu Udine – Tezenis Verona derby triveneto alle nostre latitudini, Givova Scafati – Acqua San Bernardo Cantù nelle altrui coordinate sfida tra Sud e Brianza. Prima del girone verde a fine stagione regolare contro seconda in quello rosso da una parte, viceversa dall’altra. Fattore campo sempre rispettato finora nei play – off, con serie più o meno lunghe questo sì. L’Oww è stata la più risparmiosa al pari di Cantù: per i friulani 3-1 su San Severo nei quarti di finale e 3-0 con Chiusi in semifinale; idem per i brianzoli prima con Forlì e poi su Ravenna. Una via di mezzo il cammino di Scafati che ha tenuto a zero Casale Monferrato nei quarti, ma è passata solo alla “bella” contro l’Assigeco Piacenza. Più faticoso di tutti quello di Verona, avversaria odierna di Udine: sudati 3-2 sia con Mantova sia con Pistoia.
Insomma, pare che finora in serie A2 si sia scherzato. Invece, rispettare i pronostici della vigilia comporta lavoro certosino, applicazione mentale, dedizione e continuità di risultati. Specie se come nel caso dell’Apu, bucando sempre e soltanto quelle di Supercoppa in prestagione, nelle ultime due stagioni si è alla quarta finale di fila tra coppa Italia e promozione in A, l’anno scorso negate entrambe negate dalla Ge.Vi Napoli. In quest’annata la Coppa è già in bacheca a Udine, il salto in massima serie si conta di centrarlo per la quinta volta nella storia del basket cittadino: la storica prima firmata Snaidero nel 1968, il bis nell’84 a sorpresa con la Gedeco, il pronto ritorno nell’86 con la Fantoni dopo la subitanea retrocessione Australian. Due promozioni lampo prima della seconda arancione nel 2000, che ha aperto un altro ciclo di nove stagioni consecutive in massima divisione con l’ingegner Edi Snaidero degno erede dei successi sportivi del cavaliere Rino, capostipite, nell’àmbito di due cicli entrambi di una dozzina di anni ai massimi livelli cestistici nazionali prima come Associazione pallacanestro udinese e poi, invece, quale Pallalcesto amatori Udine contenitore dei diritti Palladio Vicenza.
Se arriverà, come pare, vedremo che cosa ci riserverà la seconda promozione, dopo quella Pau di 22 anni fa, che può centrare coach Matteo Boniciolli, primo allenatore – triestino – che può portare per due volte Udine in A dopo il primo salto fatto con lo jugoslavo Boris Kristancic macedone di Skopje, il secondo con l’ungherese Lajos Toth e il terzo con l’unico profeta in patria, l’udinese Claudio Bardini. I due cicli duraturi, finora, sono stati quelli Snaidero legati anche a investimenti sul settore giovanile con il piccolo scudetto juniores conquistato nel 1976 e un sistema di una ventina di società federate, e non legate solo da un codice etico, nel ritorno arancione anni Duemila che prese spunto seguendo Joel Zacchetti e i 1982 della Dentesano Santa Maria la Longa – Bicinicco. Dicono che non sono più tempi per investire sul vivaio, ma non è questo il momento di aprire un discorso che ci porterebbe lontano dall’obiettivo play – off da vincere.
Finora l’Oww ci sta riuscendo, come in tutto il resto della stagione, gestendo un americano psico – labile dai buoni numeri sotto canestro, Brandon Walters, e l’altro “fisico – labile”, il pistolero e Mvp di Coppa, Trevor Lacey, che ha avuto bisogno del gettonaro Dwayne Lautier a tenergli il posto in caldo mentre il preparatore fisico Luigino Sepulcri e il suo staff lo ricondizionavano e che ora di fatto non ha cominciato ancora i play – off causa infortunio dopo 2 minuti di gara1 dei quarti. Addirittura, con l’Usa kosovaro Walters consegnato negli spogliatoi nella ripresa a San Severo per non compromettere gara4, la banda Boniciolli ha avuto la prova provata di potere essere vincente anche in versione autarchica. Del resto, per esserlo si è rinunciato alla linea verde abbozzata la stagione scorsa già una settimana dopo la finale promozione persa con Napoli un anno fa. Alessandro Cappelletti, Mvp italiano di stagione regolare in A2, è il vero americano di questa squadra, ben strutturata e costruita per giocarsela contro chiunque anche solo con le sue forze indigene. Come dicevamo a chi dell’entourage Apu mercoledì scorso seguiva gara2 di finale di A2 femminile Delser Crich Lbs Udine – Crema compulsando il tablet per vedere chi tra Verona e Pistoia l’Oww avrebbe avuto in finale.
Alla fine è stata la Tezenis dell’ex coach Apu, Alessandro Ramagli, predecessore nella stagione di A2 sospesa per Covid e intimo conoscitore di Boniciolli. Sa bene lui, e la colonia di altri ex e friulani che si porta dietro in squadra alla Tezenis, che per centrare l’obiettivo grosso della A, centrato assieme al suo faro Guido Rosselli nel 2017 con la Virtus Bologna in finale su Trieste, la loro Verona deve rompere il digiuno esterno nei play – off. Finora a Mantova nei quarti e a Pistoia in semifinale la Scaligera ha rimediato quattro sconfitte su altrettante uscite e ha chiuso le serie alla “bella” in casa, sfruttando il fattore campo. Ora che non ne gode più, un blitz al Carnera deve farlo nella finale al meglio delle cinque partite. Non depongono a favore, poi, anche i due precedenti stagionali in Supercoppa e nella fase a orologio al palasport dei Rizzi, dov’è passata quest’anno e in stagione regolare soltanto Cantù che l’Oww è stata brava grazie alla continuità di risultati a sopravanzare in classifica nonostante i due stop all’andata e nel ritorno. Ora si ritrova con il tesoretto Carnera da sfruttare, vantaggio del fattore campo di cui ha goduto anche Scafati in gara1 di finale ieri sera contro i brianzoli nobili decaduti che ambiscono a un pronto ritorno in A, decadente la sua parte comunque.
Fattore Carnera, dunque. Poi tutto può essere certo, pure che l’americano Cappelletti decida al contrario la finale promozione come l’anno scorso con il fallo a poco meno di due secondi dalla fine di gara5 su Jammar Sanders al tiro da tre a discapito di Torino di “Cappe” e a tutto favore per 74-75 di Tortona salita in A. Anche per questo forse, oltre che per non aizzare le teste calde della tifoseria, non era il caso alla vigilia della sfida di fomentare inconsulte guerre di religione con pari ruolo che dovrà affrontare sul parquet. A cominciare da quello di casa che, comunque, vale un tesoro. Buon derby, a tutti.
(Nella foto di copertina, Alessandro Cappelletti l’Mvp dell’A2 è il vero americano dell’Old Wild West Apu Udine)