March Madness 2025
l’udinese Vittoria Blasigh
mina vagante del torneo

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Il mese più pazzo dell’anno è cominciato ormai da qualche settimana, ma è pronto a regalarci quel genere di emozioni che ogni appassionato di pallacanestro si aspetta. La ‘Selection Sunday‘ – avvenuta proprio la scorsa domenica – ha battezzato il primo step con le 68 squadre che prenderanno parte al torneo nazionale, quattro delle quali però dovranno passare attraverso la ‘First Four‘ per entrare a far parte del tabellone. Dal 21 marzo al 6 aprile si disputerà la ‘Big Dance‘ che incoronerà una sola vincitrice al termine della Final four di Tampa, Florida; lo scorso anno a spuntarla è stata South Carolina, capace di piegare Caitlin Clark e la sua Iowa con il punteggio di 87-75, lanciando nell’Olimpo la pivot Kamilla Cardoso (ora in forza alle Chicago Sky e alle Shanghai Swordfish) vincitrice del premio di ‘Most Outstanding Player’.

LE FAVORITE
Una volta terminato il suo percorso al college, Caitlin Clark ha lasciato un testimone pesante da raccogliere e le “sue” Hawkeyes non partono più tra le favorite per la vittoria finale. Se nella passata stagione, nonostante giocatrici come Cameron Brink e Angel Reese, gli addetti ai lavori avevano scelto a occhi chiusi la stella di Iowa come ‘Player of the Year’, quest’anno i fari sono puntati in diverse direzioni: Paige Bueckers da UConn, Lauren Betts da Ucla, JuJu Watkins da Usc e Hannah Hidalgo da Notre Dame sono le favorite principali per il titolo di migliore giocatrice dell’anno.

Le quattro ragazze hanno trascinato le rispettive università inserendole in una short list di college che potremmo vedere tagliare la retina alla Amalie Arena; tuttavia, non esistono solo i singoli in competizioni di questo genere, per questo motivo vanno tenute in conto le campionesse in carica di South Carolina per il loro roster profondissimo e Texas per il talento difensivo a disposizione. Infine non mancano le outsider, tra cui spiccano Tcu trascinata dal tandem Hailey Van Lith-Sedona Prince e Duke della canadese Toby Fournier, seguono – più defilate – North Carolina State e Lsu spinte più dall’esperienza nella manifestazione che dal singolo talento.

IL QUINTETTO (+1) DA TENERE D’OCCHIO
Tante stelle nel torneo Ncaa, alcune delle quali però sono solamente all’inizio della loro avventura con il proprio college, quindi andiamo a vedere chi potrebbero essere le cinque senior (+1) da guardare con attenzione in vista del Draft e di un possibile approdo da questa parte dell’oceano.

Rori Harmon – Texas Longhorns: piccola e tenace, si è saputa ritagliare un ruolo come specialista difensiva per sopperire alle lacune fisiche. Durante il suo primo anno al college le aspettative erano ben più elevate, oggi però può fare comodo a chi avrà bisogno di alzare il ritmo del proprio quintetto senza rinunciare alla difesa.

JJ Quinerly – West Virginia Mountaineers: una three-level scorer di professione, range illimitato di tiro e zero paura nel prendersi responsabilità anche pesanti, oltre alla facilità con cui sa creare separazione tra lei e le sue avversarie. La sua specialità però è la difesa, una hustler d’élite capace di trasformare una situazione difensiva in offensiva a proprio piacimento.

Makayla Timpson – Florida State Seminoles: da freshman è entrata timidamente nelle rotazioni della squadra imparando dalle compagne come approcciare al salto compiuto dal liceo all’università, poi è esplosa man mano che ha acquisito confidenza con i propri mezzi. Una possibile sleeper nel prossimo Draft Wnba, forte della sua presenza nel pitturato e dell’ottimo timing sotto le plance.

Ayoka Lee – Kansas State Wildcats: gli infortuni ci hanno tolto il piacere di vederla dominare a più riprese in post-basso e nel pitturato, una furia inarrestabile sotto il ferro e una leader nata sul parquet. Nonostante le operazioni e il tempo speso fuori dal parquet, la lunga di Byron non ha mai smesso di mostrare la sua arte, motivo in più per segnarsi il suo nome anche dopo il torneo Ncaa.

Sedona Prince – Tcu Horned Frogs: maestra nel pick and roll e nella lotta a rimbalzo, la sudditanza psicologica con cui viene affrontata dalle avversarie ha pochi eguali al college, questo per via della facilità con cui le annulla sotto il canestro. L’operazione al gomito e gli infortuni hanno influito nel corso della sua carriera, tuttavia farà sempre le fortune di chi la avrà nel proprio roster.

Sixth Woman: Serena Sundell – Kansas State Wildcats: sebbene abbia avuto stagioni altalenanti al tiro, la combo guard nativa di Maryville ha saputo trasformarsi in una giocatrice efficiente sulle due metà del campo. Buona visione di gioco, tanti aiuti difensivi e una chimica invidiabile con le compagne, un fattore X da prendere in considerazione per chi vuole aggiungere “cervello” al gioco.

LE ITALIANE A STELLE E STRISCE
Non esiste la Ncaa senza un po’ di tricolore e le nostre ragazze alle prese con l’avventura americana si stanno rivelando un valore aggiunto per i propri college. In primo piano mettiamo le carriere universitarie di Eleonora Villa (Washington State Cougars) e Vittoria Blasigh (South Florida Bulls, nella foto di copertina). La nativa di Lissone ha deciso di prendersi sulle spalle il gruppo e chiudere la stagione con 13,6 punti, 3,1 rimbalzi e 2,6 assist in 32,8 minuti. La giocatrice udinese, dopo il premio di Freshman of the Year dell’Aac ottenuto lo scorso anno, si è confermata a livelli alti registrando 10,5 punti, 2,7 rimbalzi e 1,7 assist in 25,8 minuti. Al torneo Ncaa la vedremo provare a trascinare le compagne verso l’upset su Tennessee. Spostandoci verso le senior troviamo Alice Recanati (Eastern Kentucky Colonels) alla sua miglior stagione dall’altra parte dell’oceano (13 punti, 4,9 rimbalzi, 4,2 assist e 1,6 recuperi in 33,8 minuti) e Silvia Nativi (Northern Colorado Bears); infine, le tre junior nei nomi di Clara Rosini (Georgia State Panthers), Anna Rescifina (American University Eagles) e Promise Keshi (Stetson Hatters).

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