“Vale tal Gei”? E che ci azzecca! Direbbe Antonio Di Pietro, magistrato simbolo della stagione di mani pulite. Allora spieghiamo perché il blog si chiama così.
“Vale” è sin dai tempi della culla il diminutivo del mio nome di battesimo: Valerio. Con il “Gei-cesto”, Zei nell’accezione raccomandata dall’Arlef (Agenzia regionale per la lingua friulana), ho sempre avuto a che fare. A cominciare dalla stessa culla di cui sopra, una sorta di cesta di vimini la mia nel 1954: Vale tal Gei in senso proprio, all’epoca.
Il primo approccio con il “Gei-canestro” l’ho avuto sul campetto all’ombra del campanile del duomo di Palmanova. Dove nel 1968, quando la mia famiglia Morelli si trasferì a Udine, don Luciano Liva allora cappellano palmarino fondò la Robur prima di diventare parroco cestofilo ai Rizzi nella periferia udinese, oltre che apprezzato docente al liceo classico Stellini. Un paio di stagioni dopo, assieme a una decina di stelliniani delle sezioni C ed F, abbiamo dato vita in completa autogestione studentesca al settore pallacanestro della Quiriniana, parrocchia cittadina di via Gemona in cui avevamo un’entratura nella squadra di tennistavolo. Da lì una storia infinita da autodidatta del parquet, istruttiva e formativa specie agli albori, che dura tuttora.
Continua attraverso “Basket e non solo”, titolo mutuato dal sodalizio fondato dal professor Claudio Bardini, trasmissione settimanale che curo e conduco su Radio Spazio ormai da un lustro dopo trentacinque anni di Messaggero Veneto. Una trentina dei quali dedicati al Gei-canestro, compreso il secondo ciclo Snaidero raccontato in prima persona. Ora che grazie alla rete posso fare, con poca spesa, anche il libero “editore” di me stesso con collaboratori scelti e amici ci cimentiamo in questo “Vale tal Gei”, rivisitazione del marchio Bale tal gei torneo del promoter Massimo Piubello.
Il blog nasce, volutamente, per andare fuori dal coro degli uffici stampa e propaganda che ormai pervadono e condizionano i media embedded. Non abbiamo paura di steccare, anche perché so di avere validi collaboratori competenti. Ben più di me che nel Gei ci sono finito sin da neonato, ma poi ci ho spesso litigato in vita mia: sul parquet per limiti miei di confidenza con il canestro, fuori per una certa indipendenza di giudizio mal digerita dai padroni del vapore di turno. La stessa che avrà “Vale tal Gei”. Siamo pronti a confrontarci con chiunque, ma non ci inchineremo ad alcuno. Tanto per rimanere in tema di Gei, non sarà facile cestinarci.
Solo oggi ho trovato questo sito…. e non posso non ricordare l’esperienza del basket giocato ai Rizzi negli anni 1973-1976 con don Luciano Liva. Si giocava, ma era soprattutto una lezione di vita
Parole sante e che don Luciano ci ascolti! Grazie
Sono un ex palmarino che vive nella profonda Bassa, ho scovato questo blog grazie al fatto che cercavo, a tempo perso, sul WEB scritti su don Luciano Liva e sono contento Valerio di ciò che hai scritto: sì don Luciano Liva ha fondato la Robur ma pochi se lo ricordano perché la Robur dopo è diventata altro. Perfino il Palma periodico della Parrocchia di Palmanova non si è mai occupato con ordine di ciò che è stato lo sport in parrocchia e fuori negli anni 60. Il suo direttore aveva una rubrica sul Friuli “50 anni prima” su Stele di Nadal, ma quando si è trattato di parlare degli anni 60 non ha fatto più articoli. Grazie di questo Blog Valerio!
Grazie a te, Pio, di avere ricordato ancora don Luciano Liva, coadiutore del parroco don Pietro Damiani con delega particolare per la pastorale dei giovani almeno fino a quando ho vissuto io a Palmanova prima di trasferirmi a Udine nel 1968. Se hai voglia di ricordalo ancora o materiale sulla sua Robur originaria, il blog è a disposizione per pubblicarlo. Anche perché presto Vale Tal Gei pubblicherà “novità” cestistiche raccolte in un libro, da chi le ha vissute, da un paese contermine: Santa Maria la Longa. Aspetto tue nuove!
Carissimo Valmo, che dirti!? Bravo, complimenti per il “coraggio” e se hai bisogno di contributi fotografici, io sono qui! 🙂
Grande Valerione, complimenti e in bocca al lupo. Sai come la penso su bavagli e condizionamenti…..quindi avanti tutta e sappi che se parlerai male della Gesteco….non ti facciamo nemmeno avvicinare a Cividale e chiediamo un tuo divieto ad avvicinare qualsiasi locale intorno al ponte del diavolo…..scherzi a parte, complimenti, credo che i tempi fossero maturi per una scelta come la tua
Complimenti per l’iniziativa ed un in bocca al lupo per questa stimolante avventura.
Ottima entrata in terzo tempo con schiacciata. Bravo Valerio. Un abbraccio.
Ottima iniziativa Valerio
Complimenti e buona scrittura
Grazie Mario ed Alberto, sappiate che siamo aperti a ogni forma di collaborazione. So che l’avete già capito, ma ci tengo a ribadirlo in particolare perché ci occuperemo anche di Baskin e delle altre attività inclusive di basket per tutti.
Un grande in bocca al… cesto Valerio. Quando ti servono due mani, per scribacchiare qualcosa, dai come trovarmi !
Firmerò g.m.
Per non essere inseguito fino a casa 😂😂😂
In bocca al lupo per tutto
Proprio non riesci a “staccare”, vero? Auguri per la nuova avventura!
Grazie, Robi, collega della vecchia guardia MV. Guarda che potremmo anche farti scrivere di rugby!
Ringrazio gli amici per i primi due lusinghieri commenti, direi a scatola chiusa. Proprio per non tradire la fiducia accordata, che spero sia ben risposta, chiarisco che l’hanno espressa prima della pubblicazione dell’ultimo capoverso del “Perché Vale tal Gei?” con cui esordiamo. Non era rimasto nella penna, che cerco di usare sempre prima di digitare. Non poteva rimanerci perché è il cuore del “perché” di questo blog. Piuttosto, si era perso nella fase “tecnologica” di pubblicazione del pezzo. E’ il primo, e forse non l’ultimo, incidente di percorso. Cercheremo di non ripeterci in questo senso, parola di Valmo!
È sicuramente una iniziativa che ‘Vale’ e che seguirò con grande interesse.
In bocca al lupo, Valerio! Onorato di averti in qualche modo ispirato con il “mio” Bale Tal Gei.