Grido di allarme
prima che il minibasket
finisca alla Uisp

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Buongiorno Valerio, buongiorno a tutti coloro che avranno la voglia di perdere qualche minuto a leggere.

Ti scrivo queste cose a titolo assolutamente personale, ci tengo a ribadirlo: non pensavo di avere alle spalle nessuno quando ero delegato provinciale minibasket a Pordenone, non lo credo a maggior ragione oggi. Sto assistendo, però, a un autentico assalto allo sport più puro, quello dei bambini. Quello più bello, quello nel quale opero da tanto, forse troppo tempo.

A suo tempo avevo smesso di essere delegato per scelta: credo che nello sport come nella politica ci sia l’assoluta necessità di cambiare, anche se so che da noi è impensabile. Qualcosa credo di aver fatto, ma scontrarmi con chi non ha a cuore le sorti del movimento e le sorti dei piccoli logora. Logora avere a che fare con chi cura solo il proprio orticello, avere a che fare a chi pensa non ai bambini, ma al tre contro tre (è un esempio, perdonami, ma la pallacanestro è altra cosa). Logora vivere nella riserva indiana nella quale sono confinati i bambini: bambini che hanno la nostra medesima intelligenza, ma non possiedono, ovviamente, la capacità di attingere a quel bagaglio meraviglioso che è l’esperienza.
Bambini che non sono stupidi, bambini che entrano in palestra per divertirsi giocando a pallacanestro, che sanno perfettamente stilare una ipotetica classifica tra il più e il meno pronto, perché di essere pronti – e non forti – si parla, almeno nell’età evolutiva. V’è chi è pronto, chi lo sarà, chi non lo sarà mai, come probabilmente non lo sono stato io: mi son divertito, tanto, continuo a farlo, ho sviluppato amicizie meravigliose. Pur non essendolo ancora, pronto.
Ebbene, l’ultimo assalto al fortino del minibasket è stato dato con la scelta di non omologare i risultati del campo tra esordienti, aquilotti, scoiattoli, pulcini. E’ stato dato con l’idea, in contrasto con le DOAR ancora oggi visibili sul sito della FIP regionale, che un aquilotto non possa giocare Under 13. E’ stato dato con la norma – che vale da Under 13 in poi – che non si possano fare due partite nell’arco delle 24 ore, se non nei tornei, nei quali le partite possono essere anche dieci.
L’assalto alla serietà della federazione viene invece dato quando i risultati e le classifiche non vengono pubblicati, quando addirittura si impiega il tempo dell’ufficio gare omologando tutte le partite di un campionato come degli zero a zero. Da noi, in particolare, viene dato quando abbiamo gironi gold e silver (chiamati con i nomi dei giocatori della nazionale, che nessuno dei ragazzi conosce), ma i gironi gold e silver vengono fatti sulla base di partite che sono finite pari, dunque son farlocchi.
L’assalto è anche sapere che chi ha fatto queste scelte a tutela di qualcosa che non comprendo è lo stesso qualcuno che poi – legittimamente – glorifica i risultati dei propri scoiattoli in un mondo, quello dei social, che è spesso tanto falso quanto illuminante.
Se è vero che confido nella serietà e nella competenza del nuovo presidente regionale, rimane un dato di fatto: quando il minibasket passerà alla UISP non mi si dica che nessuno lo aveva previsto.
*****
Piero, neanche un dubbio e/o fastidio a pubblicare questa tua accorata lettera sul minibasket. Avercene di contributi dal di dentro di chi, come te, non è attaccato alla poltrona o cadreghino che dir si voglia.     

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