<La Libertas Livorno 1947 condanna incondizionatamente il gesto isolato del tifoso che durante la partita di domenica scorsa con Acqua San Bernardo Cantù ha colpito il giocatore ospite Riccardo Moraschini.
Il club porge le più sentite scuse alla società Pallacanestro Cantù e allo stesso Moraschini.
In queste ore convulse la Libertas Livorno 1947 ha provveduto a individuare il tifoso responsabile del deprecabile gesto, che è stato convocato in sede per un confronto serio e profondo.
La società ringrazia con riconoscenza tutta la tifoseria per il comportamento corretto e rispettoso tenuto domenica scorsa durante tutta la durata della partita.
Il suo sostegno e lo spettacolo amaranto offerto non possono essere macchiati dallo sconsiderato comportamento di un singolo soggetto.
La Libertas Livorno 1947 da ultimo ribadisce la stigmatizzazione di quanto accaduto, episodio che niente ha in comune con lo stile e l’etica della società da sempre fondati sui valori di rispetto degli avversari e di ripudio della violenza>.
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Fin qui il comunicato della società, poi quel che scrive Il Tirreno sulla squalifica del campo per due giornate.
<La società ha deciso di presentare ricorso (ordinario, e non d’urgenza, anche perché ci sono due turni fuori e dunque si può lavorare con calma alle motivazioni). Se la LL riesce a farsi togliere un turno, a quel punto può pagare la multa per la restante giornata e dunque non ci sarebbe squalifica. In caso contrario, bisognerà trovare una sede per due partite (con Cividale il 6 novembre e con Pesaro il 13 novembre) ad almeno 100 km di distanza da Livorno>.
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Qui si torna a bomba alla contorta motivazione del giudice sportivo della Fip che, contestata la recidiva generica, ha però concesso l’attenuante della tenuità del fatto e, quindi, ridotto di un terzo la sanzione minima che sarebbe di tre giornate di squalifica. Ora ci manca solo che sia accolto il ricorso contro i due turni e il campo sarà riabilitato, pagando se la squalifica sarà ridotta a uno. Almeno, in questo caso l’apparenza dei… corsi e ricorsi sarebbe salva. Non, invece, come nel precedente della rissa da saloon a fine secondo quarto di Apu-Cento, per cui Xavier Johnson e Vittorio Nobile non hanno avuto bisogno di fare ricorso perché hanno potuto sanare direttamente l’unica giornata di squalifica a testa decisa dal giudice Fip. Sempre grazie alla magica formula, richiamata nella motivazione, della tenuità del fatto. Ma che cosa si deve fare, in campo e sugli spalti, affinché si debba scontare una squalifica non sanabile?