Per lui una nuova forma di vita nell’àmbito della sua amata pallacanestro, per la Dinamica Dinamo Gorizia la conferma di volersi dare una struttura societaria e sportiva forte e coesa per affrontare al meglio
la prima avventura nella serie B interregionale. Da qualsiasi parte lo si voglia vedere, questo matrimonio tra Thomas Miani (in foto di copertina) e la principale realtà sportiva cittadina “s’aveva da fare” con ampia soddisfazione reciproca. Dopo decenni e decenni trascorsi sul parquet, prima da giocatore e poi da allenatore, Thomas ha dunque deciso di “fare basket” in maniera diversa, fungendo da direttore generale.
<Diciamo – spiega – che ormai, dati alla mano, sono matematicamente più gli anni da goriziano che da monfalconese ed è stato anche per questo motivo che ho accettato ben volentieri la proposta della Dinamo. Abitando, tra l’altro, vicino alla Stella Matutina è stata una scelta anche logisticamente conveniente. Ecco, ritengo che non ci fossero ambiente e progetto migliori per approcciarmi al nuovo ruolo di dirigente. La Dinamo è un vulcano in continua eruzione tra idee e iniziative a tutti i livelli. Mancava una figura che coordinasse tutto ciò, una sorta di filo conduttore all’interno della società che potesse fungere anche da collante tra i vari strati societari. Quando a dicembre si è interrotta la mia esperienza da primo allenatore alla Falconstar, con Tiziano (il presidente Palumbo, ndr) abbiamo cominciato a parlare di un’eventuale collaborazione futura alla luce della stima reciproca. Più passavano i giorni e più ero tentato dal rimettermi in gioco in questa nuova veste, complice la presenza di Tomasi come allenatore. Con Gigi siamo amici da decenni. Comunque, non chiamatemi “uomo da scrivania”…>.
Domanda secca: che campionato devono aspettarsi la Dinamo e il suo popolo?
<Come ha già sottolineato Gigi, è una categoria nata da pochi anni, ma che sta, comunque, già assumendo connotati importanti. Il livello qualitativo è in rapida ascesa e sono convinto sarà così anche
quest’anno. Tolte Ferrara, Valsugana e forse una delle due compagini di Padova, potrebbe esserci un certo equilibrio rivolto verso l’alto. Per ottenere la salvezza diretta dovremo puntare al sesto posto e siamo
convinti di potercela fare. La squadra non è stata stravolta, ma soltanto ritoccata in virtù delle defezioni, per motivi personali, di alcuni protagonisti quali Bullara, Franco, Macaro che ringraziamo per avere contribuito ai recenti successi. Mancherà l’effetto casalingo non potendo giocare a Gorizia? Lo zoccolo duro dei nostri tifosi saprà rendere la palestra di Romans un fortino difficile da espugnare. Poi entro febbraio, se verranno rispettate le consegne, potremmo tornare finalmente in città. Se al palaBigot oppure all’Ugg valuteremo a tempo debito. Gorizia è da sempre una città che trasuda pallacanestro, a Cividale per la finale contro Sennori c’erano quasi duemila persone. Giusto ringraziare l’Asar Romans d’Isonzo e il suo Comune per averci dato la disponibilità a ospitare le nostre gare casalinghe>.
L’Asar è una delle società con cui la Dinamo collabora fattivamente a livello di settore giovanile.
<La forza della Dinamo, uno dei suoi segreti è stato in questi anni crescere con costanza anche nei numeri e nella qualità del lavoro a livello di giovani. Alle tre stagioni da incorniciare con la prima squadra si sono accompagnati anche i risultati con il settore giovanile. Consolidarsi a certi livelli passa anche attraverso la costante crescita dei giovani, possibile soprattutto grazie alle collaborazioni con altre realtà del territorio. La già citata Asar, poi il Dom, l’Alba Cormòns e il KK Nova Gorica>.