Zio Pino risponde
all’assessore Dazzan
sull’inclusione sociale

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𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗦𝗧𝗔 𝗔𝗟𝗟’𝗔𝗦𝗦𝗘𝗦𝗦𝗢𝗥𝗔 𝗗𝗔𝗭𝗭𝗔𝗡: 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗥𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗩𝗨𝗢𝗟 𝗗𝗜𝗥𝗘 𝗜𝗡𝗖𝗟𝗨𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 🏆
<Ci dispiace leggere le parole dell’assessora Chiara Dazzan – Comune di Udine, che minimizza le nostre preoccupazioni in merito alla mancanza di inclusione del Baskin a Friuli Doc. 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗮𝘃𝗶𝗮, 𝗲̀ 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘀𝘂 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗶 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗿𝘂𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶.
🔎 𝗖𝗼𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗶: È vero che a Udine sono stati realizzati i primi campi pubblici di Baskin, ma è fondamentale ricordare che questi progetti sono frutto del lavoro costante di Zio Pino Baskin Udine, in collaborazione con la precedente amministrazione comunale. L’interessamento dell’assessore 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗕𝗮𝗿𝗶𝗹𝗹𝗮𝗿𝗶, in particolare, ha portato alla delibera per la ristrutturazione del campo di via del Bon con un finanziamento di 40k€ dalla Regione. Allo stesso modo, il campo al Parco Ambrosoli di cui discutemmo a lungo con l’assessore 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗙𝗮𝗹𝗰𝗼𝗻𝗲. L’attuale giunta non ha fatto altro che completare lavori già avviati.
🏋🏻 𝗣𝗮𝗹𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹❜𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼: La palestra all’aperto di San Domenico, che l’assessora cita come un esempio di inclusione, è stata realizzata grazie a 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗼 𝗖𝗦𝗘𝗡 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗶𝗻𝘃𝗼𝗹𝗴𝗲 𝟴 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗲, inclusa Udine. L’unico contributo dell’attuale giunta è stato concordare la sua realizzazione a San Domenico.
🏢 𝗔𝗯𝗯𝗮𝘁𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗯𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲: L’𝗮𝘁𝘁𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗘𝗕𝗔 (Piano di Abbattimento delle Barriere Architettoniche) 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝘃𝗮𝗻𝘁𝗼, 𝗺𝗮 𝘂𝗻 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗻𝗮𝗹𝗶𝗲𝗻𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀. 𝗗𝘂𝗻𝗾𝘂𝗲 𝘂𝗻 𝗱𝗼𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗶𝘃𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗺𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝘀𝗶𝗮𝘀𝗶 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮. Siamo certi che l’assessore di riferimento, 𝗜𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝗼𝗹, saprà condurre questo piano con la massima competenza, ma è importante sottolineare che questo non ha nulla a che vedere con l’assessorato allo sport (che è il tema di cui si sta discutendo al momento), di cui l’assessora Dazzan è responsabile.
✅ 𝗜𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘃𝗲𝗿𝗮: L’inclusione non si misura in opere già programmate, ma nella capacità di valorizzare e sostenere costantemente e in ogni contesto la persona in ogni sua sfumatura.
Ci aspettiamo che l’amministrazione non solo parli di inclusione, ma la pratichi attivamente, riconoscendo il valore e l’impegno di chi lavora ogni giorno per una città più inclusiva e accessibile per tutti.
Siamo pronti a collaborare per rendere Udine un vero esempio di inclusione, ma non possiamo accettare di 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝗻 𝗲𝗹𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗮 𝗲𝘀𝗶𝗯𝗶𝗿𝗲 𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗲𝗻𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮.
L’inclusione è una responsabilità collettiva, un principio fondamentale che deve guidare OGNI azione amministrativa.
E noi, in piena umiltà e dedizione, continueremo a lavorare affinché nessuno resti in panchina, né tantomeno fuori dal campo.

*****

Lorenzo Pegoraro: <Ma parlateci invece di scrivere post!>. Commenta Lorenzo Pegoraro in calce al post sopra riportato e pubblicato sulla pagina Facebook della Zio Pino Baskin Udine in risposta a quello dell’assessore comunale Chiara Dazzan postato il giorno prima sulla propria pagina Facebook – Comune di Udine e che pubblichiamo a fianco a questo post per completezza d’informazione. Il buon Lorenzo, senza voler infierire, mette il dito nella piaga. Questa incomunicabilità fra persone direttamente interessate alla vicenda conferma quanto abbiamo scritto in chiusura del post <Il basket inclusivo e “Friuli Cioc” vadano per le loro strade>. Scendendo al livello provincial-paesano di Friuli Doc, abbiamo azzardato, essendo informati dei fatti, che questa mancanza di comunicazione fra le parti risalga al fatto che il professor Alberto Andriola e l’architetto Cristina Franzil, da noi votati e coppia del Baskin Fvg, sono usciti dalla lista Spazio Udine del candidato sindaco Ivano Marchiol dopo le ultime elezioni comunali e l’assegnazione di due assessorati a lui e alla Dazzan appunto. Così il basket inclusivo, riconosciuto come Buona pratica e Gioco di partecipazione e come tale inserito nella cinquantesima Settimana sociale dei cattolici in Italia tenutasi a Trieste all’inizio di luglio, a Udine in pieno agosto e in vista della kermesse eno-gastronomica di metà settembre diventa terreno di scontro a mezzo stampa. Sulla differenza di spessore tra le due iniziative ci siamo già intrattenuti, ma crediamo pure che l’inclusione sociale poco o nulla abbia da guadagnare e, anzi, tutto da perdere da questi spettacoli d’incomunicabilità. Con padrini politici che si schierano, da ultimo l’assessore regionale Riccardo Riccardi chiamando il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni a battere un colpo su questa vicenda in un altro gioco di sponda con la giunta Fvg di Massimiliano Fedriga. Peccato, fino allo scudetto vinto a Lucca nel giro di un lustro, il Baskin andando dritto per la propria strada fatta d’inclusione sociale non si era trovato al centro di beghe e non aveva avuto bisogno di padrinaggi.

PS – Per chi fosse a digiuno del programma ammesso alla cinquantesima Settimana sociale dei cattolici in Italia a Trieste:

Villaggi delle Buone Pratiche. Per tutti è aperta la possibilità di visitare i circa 110 stand presenti nei “Villaggi delle Buone Pratiche” allestiti da associazioni, cooperative, movimenti, comunità energetiche e università nelle vie del centro storico di Trieste (qui l’elenco completo).  Dove, buona ultima nell’elenco, c’era anche Zio Pino Baskin Udine Asd.

Giochi di partecipazione. Molte buone pratiche propongono attività per il pubblico, denominate “Giochi di Partecipazione” che si tengono in orari diversi presso i diversi stand (qui il programma completo). Con Zio Pino ammessa, con un campo dedicato in piazza Ponterosso, in orario serale.

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