Villa de Claricini Dornpacher a Bottenicco, lunedì sera, è stata l’occasione perfetta per riabbracciare capitan Eugenio Rota e compagni e per conoscere le nuove Aquile in una cornice nota alla società ducale. Poco più di un anno fa, infatti, la Ueb aveva festeggiato proprio a Villa de Claricini Dornpacher (nella foto di copertina) la conclusione della sua prima stagione in serie A2 e ora, con un’altra splendida annata alle spalle, le Eagles sono pronte a ripartire da qui, insieme.
I tifosi della Marea gialla hanno potuto riabbracciare davvero solo Rota e compagni indigeni in Villa, perché la rosa Ueb per la serie A2 2024-2025 si è presentata in versione autarchica a fine prima giornata di raduno dedicato a visite mediche e a una sgambata a Bosco Romagno. Il nuovo arrivato americano Derrick Marks, infatti, ha appena ritirato il visto e non sarà in Friuli prima di venerdì. L’italo – argentino Lucio Redivo, sbarcato per tempo domenica all’aeroporto di Ronchi dov’è stato prelevato dal team manager Stefano Vit (foto nel testo), dopo le fatiche del viaggio, quelle del primo giorno di raduno e un’estate di amichevoli con la sua Argentina la sera ha marcato visita saltando l’incontro con i tifosi.
Per il resto tutti al loro posto: dal presidente Davide Micalich al main sponsor, con il marchio Gesteco, Adriano Luci fino a coach Stefano Pillastrini e al suo staff in cui fa ritorno, come previsto, quale vice Giovanni Battista Gerometta al posto di Federico Vecchi che – come ha detto Micalich non nominandolo – <ha fatto altre scelte o non è stato confermato, che poi è la stessa cosa>. Vecchi era anche responsabile tecnico del settore giovanile dell’Ueb e allenava in prima persona l’Under 19 eccellenza che, ed è l’altra novità della serata del raduno, farà il campionato a cui alla fine è stata ammessa dalla Fip e sarà affidata al nuovo arrivato coach Roberto Fazzi, con cui farà anche la C unica e sarà nello staff dell’A2.
Pilla, solito saggio del gruppo, ha ammesso che in un campionato a 20 squadre, che quando la Ueb aspirava all’A2 erano ancora 32 e 24 fino alla stagione scorsa, in cui tutti parlano di vincerlo o di play-off senza pensare alla retrocessione o ai play-out, Cividale vuole fare bene sfruttando anche l’anno di esperienza in più in cui squadra e società, con il contributo di tutto l’ambiente, hanno imparato a fare fronte alle difficoltà dopo tre stagioni in cui tutto era andato per il meglio.