Terremoto nel mondo della serie A1 di basket femminile. Mercoledì scorso è toccato rinunciare al campionato alla Virtus Eirene Ragusa (in foto), semifinalista play-off scudetto 2023-2024. L’ha ufficializzato sulla propria pagina a Facebook.
<Dopo 11 campionati disputati nella massima serie, la conquista di due Coppe Italia e diverse, indimenticabili, finali scudetto, la Virtus Eirene informa i propri tifosi, la città e le istituzioni, di avere ufficialmente rinunciato a disputare la Serie A1 di basket femminile e chiesto il riposizionamento in Serie A2. La decisione è maturata dopo un’attenta analisi della situazione economico-finanziaria anche e soprattutto alla luce della nuova riforma dello sport dello scorso anno. L’impegno della famiglia Passalacqua, sia in ottica prima squadra, sia nel settore giovanile, a ogni modo, non si ferma. In questo senso, i programmi per il futuro saranno illustrati alla città una volta che si avrà la certezza del campionato che la società biancoverde andrà a disputare, non più tardi della prima metà del mese di luglio. La società, nella persona del presidente Davide Passalacqua ringrazia tutta la squadra della passata stagione, oltre naturalmente al tecnico Lino Lardo e all’assistant coach Massimo Romano, per l’impegno profuso durante l’ultima stagione sportiva che con la qualificazione alla Final four di coppa Italia e la conquista delle semifinali scudetto, è risultata pienamente in linea con le aspettative>.
Oggi, giovedì 20 giugno, si è accodata la Virtus Bologna, eliminata nei quarti dei play-off scudetto proprio da Ragusa di coach Lardo che prima era stato allenatore delle V nere versione rosa. L’annuncio ufficiale su Lega basket femminile.
<La società Virtus Bologna ha dichiarato ufficialmente alla Federazione italiana pallacanestro e alla Lega basket femminile di voler rinunciare alla domanda per il rilascio di Licenza nazionale ai fini del riconoscimento del titolo per l’ammissione al campionato di serie A1 femminile per la stagione sportiva 2024/2025. Pertanto la società Virtus Bologna ha dichiarato di rinunciare alla domanda per la concessione della Licenza nazionale suddetta e conseguentemente alla richiesta di riconoscimento del titolo per la partecipazione al campionato di serie A1 femminile per la stagione 2024/2025>.
Per le V nere Luca Baraldi, amministratore delegato Virtus, aveva anticipato la rinuncia a Trc: <Scelta dolorosa, sofferta e meditata, ma che si potrà rivelare vincente. Non parteciperemo alla serie A1 femminile, una parte di queste risorse saranno orientate sui settori giovanili, sia maschile sia femminile. Daremo una struttura anche al settore giovanile femminile>. Nato solo nel 2019, si chiude dunque il progetto di prima squadra femminile a Bologna. In questi cinque anni la Virtus femminile ha conquistato la Supercoppa 2023 e partecipato a due finali scudetto di fila, perse contro Venezia.
Fin qui è sì un terremoto, che induce a riflettere attentamente sullo stato di salute del basket femminile in Italia visto che rinunciano due società pezzi da novanta, ma che anticiperebbe di un anno la riforma dell’A1 femminile che dal 2025-2026 è previsto sia ridotta a 12 squadre, attraverso una sola promozione dall’A2 e tre retrocessioni dalla massima serie se fosse a 14 team fra i 12 che si sono guadagnati la permanenza, con la sola retrocessione del Sanga Milano nei play-out, più le 2 neopromosse Alpo Verona e Derthona Tortona. La doppia rinuncia di Ragusa e Virtus Bologna, però, riduce già a 12 il lotto di partecipanti e indurrebbe solo a rivedere e anticipare l’ascensore 2025-2026 di retrocessioni e promozioni A1-A2.
C’è un però ed è che non si hanno notizie della Oxygen Roma Basket, nuova realtà creata la stagione scorsa e piombata in A1F attraverso un’acquisizione di diritto sportivo. Dovesse rinunciare anche il club capitolino, l’A1F sarebbe a 13 squadre e qui è possibile tutto. La massima divisione femminile potrebbe essere di nuovo a partecipazione dispari come la stagione scorsa, in cui i team iscritti erano proprio 13. Il che comporterebbe di dovere rivedere le tre retrocessioni dall’A1F e l’unica promozione dall’A2 previste quest’anno per far scendere a 12 le formazioni in massima serie. Oppure che si proceda a un ripescaggio nel qual caso, crediamo, sarebbe più probabile quello del Sanga retrocesso dell’A1 che della Lbs Udine o di San Giovanni Valdarno, finaliste perdenti in A2F, che richiederebbe uno spareggio impraticabile perché le squadre ormai hanno sciolto le righe e i contratti scadono al 30 giugno. A meno di non procedere a invito o su richiesta, come ha fatto Ragusa per avere il riposizionamento in A2F. Povere Lbf e Fip che non volevano più ripescaggi.