Manuale. Mentre questa stagione della pallacanestro italiana si avvicina a emettere i primi verdetti, soprattutto in chiave retrocessione, in federazione si vivono giorni decisivi per programmare il futuro di tutto il movimento. Domenica scorsa, siccome non c’era molto da presentare lo scrimmage dell’Old Wild West Apu Udine a Trapani spacciato per penultima giornata di ritorno del girone verde di serie A2, vi abbiamo aggiornato sul “Manuale delle licenze” approvato dalla Lega basket serie A, nell’assemblea del 18 febbraio scorso a Pesaro. La Fip si appresta a recepirlo affiancandolo al Regolamento organico per le verifiche della Commissione tecnica di controllo, meglio nota come Com.Te.C., fin dalla prossima stagione 2022-2023. E’ la riforma più imminente, rispetto a quella dei campionati. Proprio in queste ore è soggetta a lavori di commissione federale che non stravolgeranno il Manuale, ma che potrebbero in parte cambiarlo.
Under. Domenica scorsa per introdurre l’argomento siamo ricorsi all’efficace sintesi di nuovi obblighi economico-finanziari, sportivi e di organizzazione societaria introdotti dal Manuale delle licenze per la serie A che il collega Giuseppe Sciascia ha fatto su superbaskert.it. Ora siamo in grado di dirvi che il dibattito a livello federale si concentra sulla parte sportiva. L’opzione è tra <l’obbligo di partecipazione ai campionati d’Eccellenza Under 19 e Under 17 con proprie squadre giovanili (non di società satelliti)>, enunciato da Sciascia, e quello di avere un settore minibasket e di partecipare a under 13 e under 14 élite. Ciò per ridurre la cannibalizzazione delle giovanili delle società minori da parte dei club maggiori che fanno reclutamento precoce.
Apu. In questo senso all’Amici pallacanestro udinese sarebbero stati preveggenti nell’annunciare per il 14 aprile prossimo, profetico anche il giorno scelto, il primo torneo Apu Young Stars al Benedetti per <formazioni Under 14 Eccellenza> come recitava sul sito della società il post che faceva bella mostra di sè sulla home page almeno fino a domenica notte. Ribadito che in queste categorie minori la dizione corretta è élite, il vero nodo è che in ogni caso l’attività giovanile non si potrà fare attraverso società satelliti, come avvenuto finora all’Apu in stretta collaborazione con l’Udine basket club. Inoltre, per fare la serie A sarà necessario, oltre al <tesseramento con contratto professionistico di capo allenatore, primo e secondo assistente e responsabile del settore giovanile (che non potrà essere uno dei vice)>, indicare i due capi allenatori di under 19 e 17 eccellenza o under 13 e 14 e presumiamo almeno un istruttore minibasket, se passerà la linea più verde, assieme a un preparatore fisico e un fisioterapista per le giovanili.
Spadafora. Tutti da inquadrare alla luce del decreto sul lavoro sportivo previsto dalla riforma Spadafora, che è ancora da chiarire se entrerà in vigore dall’1 luglio 2022 oppure dall’1 gennaio 2023, quindi a prossima stagione in corso. Interesserà tutto il mondo dei dilettanti con pagamento dei contributi previdenziali ai tesserati da parte delle società di appartenenza, mentre la massima serie sarà l’unica per la quale varrà la legge 91/1981 sul professionismo sportivo con corresponsione anche di quelli sanitari. Insomma, anche da questo punto di vista è l’anno buono per l’Apu per salire in serie A essendo la stagione in corso l’ultima soggetta ancora al meno oneroso sistema dei nominali rimborsi spese previsti per i dilettanti dall’A2, in cui milita ancora oggi Udine, in giù.
Licenza. Resta, assieme al rispetto dei parametri economico – finanziari previsti dal Manuale, l’incombenza di adeguare l’organigramma delle giovanili e dell’organizzazione societaria per ottenere la “Licenza nazionale” che sarà da richiedere entro il 30 giugno prossimo per mantenere la permanenza o ottenere l’ammissione tra i professionisti, come sarà per l’Apu. Com.Te.C. e Lega Basket segnaleranno eventuali difformità l’1 luglio, dando sette giorni di tempo per sanare e completare eventuali documentazioni mancanti, e comunicheranno entro il 12 luglio alla Fip le loro determinazioni in materia.
Sos. Non sarà, però, un problema solo delle neopromosse. Anzi, si vocifera che allo stato attuale in A ci siano almeno tre società che rischiano di non ottenere la prevista licenza. Si tratta di Pesaro, Fortitudo Bologna e Cremona che, a cinque giornate dalla fine, dopo la sconfitta in casa della Effe è ultima da sola e la principale indiziata per una delle due retrocessioni in A2 al termine della stagione regolare. Nel caso, si dice che Cremona cederebbe il suo diritto sportivo. Pronto a rilevarlo sarebbe l’Orzinuovi Basket, fanalino di coda di fatto già caduto in B nel girone verde, prima ancora che si giochi la fase a orologio di quattro giornate anche se ha vinto il recupero con Capo d’Orlando. Tutto ciò mentre Treviso, terzultima in A a 2 punti dalla zona retrocessione, ha perso due allenatori nello stesso giorno: Max Menetti esonerato e l’indimenticabile Petar Skansi, centro della grande Jugoplastika e coach del primo scudetto nella Marca nel 1992.
Riforma. I lavori di commissione Fip in corso partoriranno anche un adattamento del Manuale delle licenze per la A che sia valido pure per le altre categorie. Campionati che hanno già un accordo quadro per la loro riforma raggiunto nell’ultima consulta dei presidenti regionali Fip, unico assente Giovanni Adami del Fvg, di concerto con Lba e Lega nazionale pallacanestro con un discorso organico dalla A ai tornei regionali.
Serie A. La massima divisione professionistica rimarrà a 16 squadre, con buona pace della lega competente che aveva proposto anche un’A2 per professionisti.
Serie A2. Quest’ultima, invece, resterà dilettantistica e passerà da 28 a 20 squadre su due gironi, mentre la B ne avrà 32 su altrettanti gironi. Con la Lnp dimezzata rispetto alla sua proposta di un’A2 a 24, una B Gold a 32 e Silver a 48 che l’avrebbe portata ad avere 104 società affiliate rispetto alle attuali 92: 28 di A2 e 64 di B.
Interregionale. Sotto a queste tre categorie ci sarà il campionato interregionale a 96 squadre, a otto gironi da 12 (salvo due sottogironi in Sicilia e Calabria) che sarà gestito da altrettanti comitati regionali Fip. Certi di organizzarne uno sono Lazio, Lombardia e Veneto; gli altri saranno definiti in base alla distribuzione delle squadre, escluso che possa averne competenza il Friuli Venezia Giulia annesso al Veneto con il Trentino.
Tornei regionali. Infine, i singoli comitati regionali Fip in 16 gironi in tutta Italia avranno sempre la C (sparisce la suddivisione Gold e Silver) quale massimo campionato.
Via. La Fip vuole far partire la riforma dal 2024 – 2025, ma Lnp proponeva di anticiparla al 2023 – 2024. Da dettagliare, oltre ai parametri di ammissione, sono le modalità d’interscambio fra categorie e la possibilità di tesserare uno straniero nell’interregionale, mentre scenderebbero da 2 a 1 quelli non formati nei campionati regionali.
(Nella foto di copertina, vinta la coppa Italia di A2 l’Apu ora è favorita per la promozione in A che dal 2022-2023 sarà soggetta a una licenza nazionale approvata da Lega basket serie A e in via di recepimento da parte della Fip)