L’Oww in Coppa
affoga Cantù

Il Friuli dalla doppia finale di coppa Italia di Lega nazionale pallacanestro a Roseto degli Abruzzi, alla fine, un trofeo lo porta a casa. E’ quello più pregiato di serie A2 che, assieme all’altro di B, ha per title sponsor l’Old Wild West. Lo regala alla Piccola Patria cestistica l’Oww, sì perché è anche main sponsor dell’Apu. Udine capolista strabatte in finale per 74-55 (11-15, 38-34, 55-42) l’Acqua San Bernardo Cantù, seconda forza del girone verde a fine andata. Fa incetta anche di riconoscimenti individuali nelle premiazioni.

Anzi, li monopolizza il suo nuovo profeta americano Trevor Lacey che si aggiudica sia il titolo di “pistolero”, con 25 punti segnati, e di Mvp della finale. E per fortuna che aveva la febbre, la bronchite e quant’altro… L’Apu abdica, invece, per il premio al migliore under 21. L’anno scorso era stato il suo Lodovico Deangeli ad aggiudicarselo, sul filo di lana rispetto all’altro triestino Matteo Schina poi premiato quale miglior giovane della finale play-off promozione. Sconfessata dall’Apu la linea verde a stretto giro dopo gara4 persa contro Napoli, che così è salita in A, quest’anno miglior under 21 della Coppa di A2 è risultato Nicola Giovannelli dell’OraSì Ravenna, che ha fatto i miracoli eliminando Pistoia nei quarti con soli quattro senior in rosa e meritandosi la semifinale con Udine.

L’Oww, dal canto suo, fermatasi in finale di Coppa 2021 sempre contro Napoli dopo avere eliminato Ferrara e Scafati tutte e tre avversarie del girone rosso di A2, ha legittimato il successo nella terza finale giocata in un anno, mentre le è sfuggita in semifinale contro Treviglio a settembre scorso quella di Supercoppa a Lignano Sabbiadoro. Nemo propheta in patria, si potrebbe dire, ma questa squadra di coach Matteo Boniciolli pare destinata a smentire anche la locuzione latina riferita dai Vangeli. Ha stravinto la finale di Coppa tutta verde, dopo avere fatto saltare nella ripresa i tatticismi della matricola terribile Umana Chiusi nei quarti di finale e avere disposto sempre in pieno controllo dei resti di Ravenna in semifinale. Entrambe avversarie del girone rosso di A2, la prima quarta forza a fine andata e seconda l’altra; ecco, rispetto alla Coppa 2021 in cui ha fatto da mina vagante, all’Apu è mancato forse il confronto con la capolista del gruppo Centro-Sud, Scafati, eliminata in semifinale da Cantù.

Contro i brianzoli, però, capitan Michele Antonutti e compagni hanno fornito una prova di forza che li pone a buon diritto come padroni del loro destino quanto meno nell’àmbito del girone verde, intanto. Con un ruolino di 20 vittorie e 3 sole sconfitte, con uno scarto di 7 punti in tutto, tra campionato e Coppa come ha ricordato Boniciolli a trofeo in mano, <che dovevo alla città di Udine – ha riconosciuto – dove Edi Snaidero vent’anni fa mi ha dato la possibilità di fare il capoallenatore in A2>. Ebbene, si è sdebitato dal suo obbligo morale, ma con questa squadra promette di essere anche il primo coach – triestino, dopo uno slavo, un ungherese e un udinese – a portare per due volte Udine in A. Lui, per la verità, l’ha intuito fin dall’andata persa per 81-78 a Cantù, quando ha gestito lo scarto finale della sconfitta lanciando lo slalom parallelo in vista del ritorno, rinviato a causa di un focolaio Covid tra i brianzoli e ancora da ricalendarizzare.

In finale di Coppa l’Oww, che è già sul 2-0 nei confronti di Pistoia in campionato, ha lanciato un segnale anche in questo senso. Partita 6-0, ha concesso agli avversari solo un 2-15 nel primo quarto che ha ribaltato l’inerzia sino all’11-15 al 10′. Nel secondo periodo, grazie a un parziale di 27-17, è andata al riposo lungo già sul +4. Nella ripresa, ha brutalizzato Cantù. Le ha concesso solo 8 punti segnati nel terzo quarto e 21 in tutta la seconda metà gara. Ha ragione di dire il suo coach Marco Sodini che era in riserva, perché ha dovuto affrontare due battaglie nei quarti di finale contro Verona e in semifinale con Scafati. E’ anche vero che rispetto all’andata con Udine ha avuto la rivoluzione in squadra: tagliato il no vax Robert Johnson rimpiazzato con Zack Bryant, stagione finita per capitan Luigi Sergio. Fatto sta che i brianzoli sembrano ancora un cantiere aperto, mentre i bianconeri sono una macchina da guerra sempre più oliata a dovere in vista dell’obiettivo A.

Intanto, hanno messo in bacheca la loro prima Coppa Lnp di A2. Capitan Antonutti che la inseguiva da tre anni, fra beffa professionale a Treviso, sospensione per Covid nel 2020 e finale persa un anno fa con Napoli, non finiva più di baciarla quasi con voluttà. Nelle interviste a caldo su Ms Channel l’ha affidata a patron Alessandro Pedone, una tantum laconico: <Finalmente una Coppa a Udine, non fatemi dire altro>, un bel tacer non fu mai scritto… Mentre Marco Giuri, che ne aveva già vinte due, procedeva al taglio della retina. Boniciolli l’aggiunge alla coppa Italia di A vinta nel 2008 con Avellino.

Arricchisce la bacheca del comitato della Fip Friuli Venezia Giulia anche il presidente regionale Giovanni Adami, puntuale inviato da Roseto della chat BasketFvg Risultati nel segnalare i parziali dei quarti delle due finali del Friuli in Coppa Lnp. Con un piccolo qui pro quo solo nella segnalazione del primo periodo di Roseto-Gesteco Ueb Cividale, di cui peraltro si è corretto nell’aggiornare sul parziale al riposo lungo. Da buon ex ultrà calcistico, conserva un animo da tifoso. Ma se compito primario di una federazione sportiva è promuovere la propria disciplina sul territorio, siamo sicuri che da domani avremo la fila a iscrivere i bimbi al minibasket settore in cui, certo anche per la malaugurata pandemia, a Udine sul sito Fip Fvg non risultano ancora partiti torneo esordienti e anche aquilotti e scoiattoli? Senza base che futuro c’è per il basket?

(Nella foto di copertina, tratta dal sito della Lbf, l’Oww Apu Udine festeggia la Coppa alzata da capitan Antonutti)

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