Addio a Zollia fuoriclasse
nel basket e nella vita
Tatum e ingegnere onorifico

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E’ veramente un periodo nero per i grandi veterani della nostra pallacanestro regionale. Dopo Tonino Zorzi, Tullio Tomba, Nino Cescutti e Sergio Maschio se n’è andato anche Benito Zollia. Zollia era un grande fuoriclasse sia nel basket sia nella vita. Nato a Gorizia nel 1936, esponente di spicco della gloriosa U.G.G. nella seconda metà degli anni Cinquanta, play di talento sopraffino (era soprannominato Tatum all’epoca stella degli Harlem Globetrotters) era avviato a una brillante carriera.

In quel periodo le strade dell’Apu e dell’Ugg s’incrociavano spesso. Nel 1957-’58 agli spareggi per il salto dalla seconda serie alla massima la Goriziana sconfisse gli udinesi per 56-51 dopo due supplementari; protagonista indiscusso (ben 30 punti) Paolone Vittori (che ha ricordato di essere stato portato al basket proprio da Zollia che ne aveva intuito le formidabili potenzialità) affiancato da Tarantino, Zollia, Punteri, Gregorich e Baucon. Poi Benito era stato ceduto per l’annata 1960-’61 alla seconda formazione meneghina All’Onestà Milano, che stava rapidamente progredendo dalle categorie inferiori e che avrebbe, a partire dal 1964, raggiunto la prima serie. Nel 1961-’62 con una squadra in lotta per le prime posizioni nell’allora serie A, equivalente alla odierna A2, ebbe però un grave incidente a un ginocchio che ne troncò la carriera.

Era già inserito nel mondo del lavoro e decise nel giro di qualche anno di mettersi in proprio. Tornato in regione, rilevò nel 1972 un’aziendina di San Vito al Tagliamento, la Brovedani, che avrebbe portato a una dimensione internazionale, puntando sull’innovazione tecnologica. Tale fu il successo che l’università di Udine, Facoltà di Ingegneria, decise nel 2006 di conferirgli una laurea honoris causa in Ingegneria Meccanica, con la seguente motivazione: <per aver operato in modo esemplare nella creazione e nell’affermazione di un significativo gruppo industriale proiettato ai massimi livelli sullo scenario competitivo internazionale, contribuendo in prima persona allo sviluppo di innovative soluzioni tecniche di prodotto e di processo>. La laudatio fu tenuta dal professor Alberto Felice De Toni che qualche anno dopo sarebbe divenuto Magnifico Rettore ed è attuale sindaco di Udine. Nella circostanza Zollia tenne una applauditissima lectio magistralis dal titolo “Il vantaggio competitivo dei servizi di engineering nella meccanica fine”.

Raggiunta la piena maturità, la nostalgia per il basket prese il sopravvento e così il nostro accolse l’invito a presiedere l’Ugg, carica che tenne per poco meno di dieci anni a cavallo fra la seconda metà degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, un periodo peraltro non particolarmente brillante per la squadra costretta a battersi nella retroguardia della serie A2. Anche più recentemente non si era tirato indietro quando gli era stato chiesto di collaborare, nel 2012, per un piano straordinario di rientro da una situazione di grave difficoltà finanziaria di un sodalizio ormai non più attivo ai vertici del movimento.

Era comunque rimasto un custode della memoria e come tale organizzava ogni tanto qualche rimpatriata nella sua bella residenza goriziana con i grandissimi campioni della sua epoca Vittori, Zorzi, Vescovo, Flaborea, Cescutti… Resta testimone di un momento inarrivabile nel quale parecchi cestisti di primo piano furono anche in grado d’interpretare ruoli sociali importanti. Ora, in un altro mondo, non c’è dubbio che Benito sarà anche lì sempre in quintetto base. Mandi Benito

(Nella foto Zollia Holding di copertina, Benito Zollia cestista e affermato imprenditore)

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