Andata A2, spettatori +39%
grazie a BO, PallTS e TP
Apu e Ueb al passo

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Lega nazionale pallacanestro ha reso noto il dato di affluenza complessivo del girone di andata del campionato di serie A2 Old Wild West 2023-2024. Sulla base dei dati Siae forniti dalle 24 società partecipanti, riferiti esclusivamente agli spettatori paganti.

INTRODUZIONE – I dati del girone di andata confermano il trend di crescita che aveva già contraddistinto quelli della scorsa stagione. La media-gara di 1.834, equivale a un +39% rispetto al 2022-2023 e a un +23% se confrontato con l’andata della stagione 2019-2020, alla vigilia dello stop del campionato per la pandemia. Nota: essendo il campione di gare più ridotto rispetto al passato, va considerato che un calendario sbilanciato tra big-match, o derby, giocati in prevalenza in casa, o in trasferta, può avere un impatto sui numeri qui evidenziati.

MEDIA SPETTATORI – Nelle 132 gare disputate sono affluiti nei palasport 242.062 spettatori, per una media-gara di 1.834. Lo scorso anno erano stati 221.054 e 1.316. In un’andata strutturata su undici turni, sono state giocate 30 gare in meno. Quindi, il dato medio è più indicativo di quello assoluto. Il 41,6% dei club ha pubblico oltre la media del campionato.

LE ECCELLENZE – Si conferma leader assoluta la Fortitudo Bologna, che detiene tutti i quattro primati della valutazione: spettatori complessivi (30.697), media spettatori per gara (5.116), incasso globale (503.780) e incasso-medio (83.963). Tutti dati in crescita rispetto alla scorsa stagione. Nella Top 5 per media-spettatori seguono Trieste (3.539), Trapani (2.957), Udine (2.947) e Rimini (2.927). Si spingono oltre quota 2.000 anche Cantù (2.774), Forlì (2.634), Verona (2.172) e Cividale (2.038). Decima è Treviglio con 1.850.

INCREMENTO – La Fortitudo Bologna è passata da 4.238 spettatori ai 5.116 dell’attuale, per un +20,7%. Sono altrettanto significative le crescite di Cantù (+26%) e Rimini (+24%). Ma è eclatante quella di Trapani, passata da 973 spettatori di media della passata stagione ai 2.957 della attuale, per un +204%. C’è un altro dato che merita attenzione: al termine dell’andata della stagione 2022-2023, Trieste viaggiava in A a una media di 2.483 spettatori. L’incremento di quella corrente è di conseguenza pari al +43%.

PERCENTUALE DI RIEMPIMENTO – Il club che riempie più posti del suo palasport è Trapani, al 98% di quelli disponibili. Seguono Fortitudo Bologna (95%), Rimini (94%), Udine (84%), Cividale (74%) e Trieste (53%).

INCASSI – Dietro la Fortitudo Bologna, gli incassi modificano un po’ il ranking rispetto alle presenze. Non per il secondo posto, che resta di Trieste (54.740€), ma a seguire troviamo Rimini (34.561€), Trapani (26.394€), Forlì (26.040€), Udine (22.381%), Cantù (18.112€), Verona (16.228€), Torino (16.145€) e Cividale (15.212€) a chiudere le prime dieci. Gl’incassi generati dal girone di andata della serie A2 sono stati pari a 2.249.190€; lo scorso anno erano stati di 1.821.732€. E la media-gara è passata da 10.844€ a 17.039€.

RECORD ASSOLUTO – Ricordiamo che il record assoluto per la serie A2, sia di spettatori sia d’incasso, resta quello registrato il 6 gennaio 2017 per il derby di Bologna tra Virtus e Fortitudo giocato alla Unipol Arena davanti a 9.291 spettatori, per un incasso di 262.046€.

Credito immagine: Lnp foto/Fortitudo Bologna/Valentino Orsini

Un paio di considerazioni al volo. L’A2 continua a vantare aumenti di spettatori, ma è un fattore esogeno più che endogeno. La stagione scorsa ha ereditato dalla A la Fortitudo Bologna, che anche in questa metà annata detiene tutti i primati di spettatori: questione di piazza, dunque, più che di movimento Lnp. Dietro la Effe a fine andata 2023 di A2 si colloca un’altra nobile decaduta, la Pallacanestro Trieste 2004, che tra retrocessione dalla A e stagione attuale aumenta quasi del cinquanta per cento le presenze medie. Il picco più vertiginoso, addirittura di oltre il duecento per cento, è della novità Trapani Shark che ha soppiantato su piazza la Pallacanestro di Pietro Basciano, e famiglia, presidente uscente di Lnp. Tanto per ribadire quanto è esterna a Lega nazionale pallacanestro la lievitazione di spettatori.

Tornando alle cose di casa nostra, Trieste dunque spazza via Udine e Cividale che segnano il passo. L’Apu, quarta dati Siae alla mano, non arriva a 3.000 spettatori di media, anche se alle nostre latitudini pressoché a ogni gara al Carnera si sbandierano tutti esaurito, o quasi, che significherebbero 3.450 presenze. Guarda un po’ il caso. La Ueb, nona, è l’ultima società di A2 ad attestarsi appena oltre i duemila spettatori, comunque al di sopra della media del campionato. Quanto a indice di riempimento dell’impianto di gioco, una volta orgoglio societario Apu, Trapani sfiora il cento per cento e Udine è solo quarta tallonata da Cividale, mentre Trieste pur vedendo aumentare le presenze riempie il palaRubini per circa la metà della sua capienza che è di 6-7 mila spettatori. Quanto a incassi all’ombra di San Giusto restano secondi, mentre a Udine, con Cividale decima, ricasca l’asino perché il Carnera slitta da quarto per presenze a sesto al botteghino. Noi non ci siamo mai cascati e vi abbiamo messi sull’avviso già ai tempi delle ultime restrizioni anti-Covid quando, a fronte di 1.800 abbonati circa dichiarati, la capienza fu ridotta a 1.200 spettatori a partita e nessuno fiatò. Il che, evidentemente, significa che almeno un terzo dei frequentatori del Carnera sfruttano ingressi omaggio o, comunque, agevolati.

Eppure a Udine c’è ancora chi cerca o ha interesse di fare passare la favola della necessità del palaCarnera 4.0 per sport ed eventi, più area benessere, albergo e appartamenti. Naturalmente a spese di un partenariato pubblico – privato, come a dire che Pantalone paga sempre. Per fortuna, al momento l’unico dato certo è il mini-progetto di ristrutturazione del Carnera presentato dal Comune di Udine alla Regione Fvg il giorno prima, 17 ottobre scorso, della scadenza del bando da 3 milioni di euro stanziati a dicembre dell’anno scorso al via della campagna elettorale per le regionali e le comunali di primavera 2023. E se la favola palaCarnera 4.0 dovesse riprendere piede c’è già chi è pronto a raccogliere firme per indire un referendum cittadino contro la realizzazione dell’opera. Chi vivrà, vedrà.        

   

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