Non poteva che salire in cielo da un parquet il grande Nino Cescutti, che quando calcava i parquet faceva salire in cielo i cuori degli appassionati della pallacanestro, udinesi e italiani. Nino, morto a 84 anni investito da un’auto il 20 ottobre scorso in via Colugna a Udine, vi è asceso dal Carnera dove si è tenuta la funzione religiosa voluta dai familiari per l’addio terreno al loro caro. L’ha aperta il parroco dei Rizzi don Giuseppe Faccin, con la lettura di due brani del Vangelo di Luca sullo stare pronti e di Matteo sul ristoro dato dal Risorto, sull’abbandonarsi al mistero quando non si è in grado di capire. Recitato l’Eterno riposo, ha infine benedetto il feretro posto sul parquet all’incirca dove il rosso americano del Simmenthal Milano, Arthur Kenney, stese Cescutti davanti alla sua panchina nell’ultima stagione di serie A in cui nel 1970 – 1971 giocò con la Snaidero Udine proprio al Carnera.
Allora Nino si rialzò, adesso è assurto al cielo con la benedizione al feretro, su cui erano posate le maglie azzurre del primo cestista friulano che le ha vestite, impartita da don Faccin che ha saputo anche legare la funzione religiosa alla commemorazione laica facendo il gesto del time-out, che ricordava da quando praticava la pallacanestro. Minuto di silenzio a cui si è rifatto anche per esemplificare il ristoro, cestistico e religioso. Ha lasciato, quindi, la parola alle orazioni funebri degli amici di Nino Cescutti, il professor Flavio Pressacco e il giornalista Luigi Maffei, che l’hanno commemorato anche con l’anedottica che li ha legati per una vita. Quindi, i saluti istituzionali, ma non meno sentiti.
Il professor Claudio Bardini, presidente regionale degli allenatori di pallacanestro, gli ha reso onore anche a nome degli insegnanti di educazione fisica visto che erano stati colleghi anche nel mondo della scuola. Gli ha letto una poesia di Aberto Cecere e ha annunciato che con Massimo Bredeon, presidente della Fip udinese, hanno deciso d’intitolargli il prossimo torneo studentesco delle scuole superiori di Udine. Quindi, il presidente della Fip Fvg, Giovanni Adami, che l’ha già inserito nel famedio della pallacanestro regionale, ha annunciato che auspice il presidente della Fip nazionale Gianni Petrucci anche Nino Cescutti farà ingresso nell’Italia Basket Hall of fame.
Infine, l’assessore comunale Alessandro Venanzi nel prendere la parola si è impegnato, su sollecitazione di Gabriele Zamparo che ha legato i vari interventi e a nome dei presenti, a inserire Nino Cescutti nella toponomastica cittadina intitolandogli una via o una piazza. Un’ultima standing ovation di parterre e tribuna Oro del Carnera dov’erano tanti gli estimatori, gli appassionati, gli amici e i vecchi compagni d’arme, su tutti “gancio cielo” Ottorino Flaborea e l’ingegner Pierluigi Marzorati detto Pierlo in testa, ha salutato per l’ultima volta Nino sul suo parquet. Prima che venisse tumulato, in forma strettamente privata, nella tomba di famiglia al cimitero monumentale di Udine. Dal suo regno terreno a quello celeste. Perché Nino, come ha detto don Faccin all’inizio, non fu, non era, ma è. E sempre sarà.