Il collega giornalista Giovanni Marzini ci consente di riprendere la sua “Palla di cristallo”, in uscita oggi su “Il Piccolo”. La pubblichiamo volentieri per la delicatezza con cui tratta l’argomento. In una ricorrenza di date che suscita altrettanta delicatezza. Grazie, Giova!
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PALLA DI CRISTALLO – di Giovanni Marzini

Sulla top-new della Trieste sportiva si è già detto tutto o quasi. E lo si è fatto, con la sensibilità ed il rispetto per un uomo, prima ancora che un atleta, che questa delicatezza ha saputo meritarsela. Grazie ad una condotta esemplare, dentro e fuori il campo di gioco. Permettetemi però un ultimo simbolico abbraccio a Juan Fernandez, che probabilmente oggi o domani ci leggerà dall’Argentina.
Dall’album di miei personali ricordi del Lobito rispolvero tre soli fermi immagine. Il primo, quello scattato da presidente della PallTrieste nella primavera del 2017, per il saluto di benvenuto quando arrivò al Pala Rubini con la moglie Genesis in attesa di Thiago (poi nato al Burlo) e la piccolissima Elena. Stavamo giocando i play-off promozione e solo qualche settimana prima Mario Ghiacci aveva esaudito il desiderio di coach Dalmasson, stanco di venir punito dalle bombe di Juan come avversario. Fatale, un anno prima era stata quella scagliata a fil di sirena per la vittoria di Brescia sul legno triestino. Il blitz spagnolo in compagnia dell’allora a.d., che aveva staccato l’assegno giusto per riportare in Italia Fernandez dalla Spagna, regalava a Trieste il play che l’anno dopo ci avrebbe riportato in serie A/1.
Nelle stagioni successive Juan ho continuato ad applaudirlo da semplice tifoso, saltando sulla sedia per quel magico “ciuff” (ancora una volta sulla sirena) contro la Sassari del Poz. E resta quella forse l’immagine più bella del Fernandez triestino, che a fine partita riceveva l’abbraccio dei seimila (allora si poteva…!) dell’Allianz Dome.
L’ultima foto tratta dall’album è però quella di un pomeriggio dell’estate scorsa sulla terra rossa del mio circolo, per un doppio di tennis tra ex dirigenti e l’inedita coppia Fernandez – Pecile. Juan ama il tennis, contagiato dal fratello Gustavo, top-player nel tennis su sedia a rotelle, dove lo ha costretto un incidente domestico patito da giovanissimo. Tre anni in meno del fratello, Gustavo ha già vinto a Wimbledon e al Roland Garros, ci raccontava Juan. “Ma io non ho il suo braccio…” aggiungeva con quel suo disarmante sorriso. E se è vero che il carattere di una persona lo puoi scoprire anche da come gioca a tennis, la generosità, la correttezza e la simpatia di Juan l’ho toccata con mano proprio in quell’occasione. Nel post match, sorseggiando una bibita, ci raccontò di quanto stesse bene a Trieste con la sua famiglia e di come fosse contento di stare nel gruppo con Franco Ciani in plancia di comando.
Come poi tutto possa essere precipitato, ce lo dirà il tempo; evidentemente il disagio non nasceva – come molti di noi sospettavano – per la concorrenza con i play americani venuti a Trieste. Ma adesso anche le curiosità dei cronisti debbono svanire, seguendo invece la giusta strada tracciata dalla società e dal suo coach. Rispetto e comprensione per le dolorose scelte di un uomo – che ha voluto mettere al primo posto prima ancora della sua carriera, la vita sua e dei suoi cari – si impongono. E’ già successo nel calcio di vertice con la stella dell’Atalanta e, anche in quella circostanza, un po’ tutti sono stati capaci di fermarsi alla giusta distanza.
Tutto ciò non ci può impedire di aspettare speranzosi un ritorno di Juan, nei tempi e nei modi che solo lui dovrà dettare. Riabbracciare i genitori sarà forse un’ottima medicina; ascoltare Gustavo pure, dato che tra campioni ci si intende. Nel frattempo, società e squadra sapranno parare il colpo. Operazione non semplice, ma la forza di un gruppo si misura in situazioni come queste. E le prime reazioni dalla plancia di comando sono intelligenti, pacate e rassicuranti.
Nell’isterico mondo dello sport professionistico – chiosa la Palla di Cristallo leggendo il futuro – non è cosa da poco.
Un abbraccio Juan. Lasciaci dire … a presto!
(Nella foto di copertina, tratta dal sito della Pallacanestro Trieste, Juan Manuel Fernandez in palleggio)
Bravo e delicato Marzini