Riparte un nuovo torneo
ai vertici del girone verde

In serie A2 oggi comincia un altro campionato. Anche se, in realtà, si gioca per l’ultima di andata. Che sia un torneo “de-americanizzato” è ormai pressoché unanime patrimonio comune, visto il livello medio in particolare degli Usa che popolano la categoria specie in confronto al passato quando la lega non era dilettantistica. Che non sia competitivo è un’altra vulgata, o volgata fate voi, tanto è sotto gli occhi di tutti la sperequazione di budget fra i vari club e, quindi, fra i roster che mandano sul parquet. Siamo arrivati al punto che la Lega nazionale pallacanestro ha proposto, entro il 2023 – 2024, una riforma dei campionati – che però il consiglio federale della Federbasket nazionale vuole avviare dalla stagione successiva – con un’A2 a 24 squadre da due stranieri l’una, una B Gold da 32 con uno stranger e una B Silver da 48 All Italia con una quota di sei under per team.

Meccanismo astruso, specie per chi avesse in animo un doppio salto dalla C alla B Gold senza partire da un gruppo giovane, che salvaguarda soprattutto il patrimonio di società affiliate alla Lnp. Anzi, lo implementa perché attualmente sono 28 di A2, su due gironi da 14 squadre, e 64 di B, su quattro gruppi da 16. Quindi, le affiliate sono 92 in tutto ora come ora e con la riforma proposta diventerebbero 104. Riforma, comunque, sempre più realistica di quella abbozzata, ma non ancora formalizzata dalla Lega basket serie A che regge già adesso a fatica una massima divisione professionistica a 16 formazioni, ma vorrebbe anche un’A2 “pro” di altrettanti team. Addirittura privatistica l’idea, già rispedita al mittente, a questo livello di abolire le quote di giocatori italiani per avere la comodità gestionale di schierare tra A e coppe europee roster di tutti stranieri, privilegio quindi riservato a una ristretta cerchia di club d’élite. Per non dire della proposta della Lega basket femminile che, nel dimagrire l’A1 e nel prevedere di nuovo un’A3 accanto all’A2, prospetta per quest’ultima categoria e la cadetteria l’abolizione dell’obbligo di avere tot squadre giovanili per poter disputare i campionati senior. De profundis, assicurato…

In tutto questo brainstorming, per fortuna ancora sulla carta, tornando all’attuale A2 maschile che oggi torna in campo non bastava la nomea che ormai si è fatta di campionato delegittimato, ma ci si è messa anche la recrudescenza del Covid sotto forma di variante Omicron a fermarlo. Riprende dopo quasi un mese di sosta dalla penultima di andata e l’Old Wild West Apu Udine è stata l’ultima – volli, fortissimamente volli… – a giocare nel girone verde il recupero vinto l’antivigilia di Natale con Torino dopo il rinvio del 21 novembre scorso per l’ondata autunnale di virus in casa bianconera. Mal gliene incolse a non aderire alla richiesta piemontese di ulteriore slittamento, con la Lnp che aveva individuato un’eventuale data possibile. A stretto giro si è aggiudicata per 7 a 5 anche la partita dei contagiati fra la Piccola patria e all’ombra della Mole. Le positività si sono moltiplicate in giro per l’Italia e l’A2, chiusa bottega dal turno del 2 gennaio scorso, riprende dall’ultima di andata spostando al 16 febbraio la prima di ritorno che si doveva giocare il 9 gennaio e al 16 marzo la seconda in origine in calendario per oggi.

Nel frattempo sono state introdotte dal governo le nuove disposizioni sul green pass rafforzato, che da lunedì scorso sono in vigore anche nello sport essenzialmente con obbligo di vaccinazione per chi lo pratica e slittamento al 15 febbraio dell’imposizione per i professionisti, nel basket leggi serie A, considerati alla stregua degli altri lavoratori: vai a capire il Dpcm differito. Fatto sta che tutto questo, tra pausa forzata e ripresa alla luce delle ultime novità anti-pandemia, sta portando alla ripartenza di un altro campionato che non passerà certo alla storia per linearità di svolgimento a cui nell’ultimo biennio ci stiamo, nostro malgrado, abituando. Nel caso della trasferta dell’Oww a Orzinuovi, mentre l’Apu deve fra fronte al ritorno dei suoi ultimi sette contagiati, a cominciare da coach Matteo Boniciolli, e all’assenza solo di capitan Michele Antonutti la cenerentola si è rifatta il trucco sul mercato. Ha chiuso il rapporto con l’ala-pivot americano Aaron Epps e il play triestino Marco Spanghero, tra l’altro ex Apu, ingaggiandone uno più a Est, lo sloveno Matic Rebec, e il lungo Patrick Baldassarre che sarà disponibile solo dal ritorno.

Non è una rivoluzione tale da far tremare le vene ai polsi degli udinesi nel testacoda odierno, anche se la squadra di coach Massimo Bulleri è reduce dai suoi primi 2 punti colti a Pistoia, terza forza del torneo dietro le co-capolista Cantù e Udine. Termine di paragone che per il prosieguo della stagione va aggiornato alla luce del taglio fra i toscani del funambolico trottolino Jazz Johnson per doping con arrivo al suo posto dell’esterno statunitense Gage Davis in uscita dall’Eurobasket nel girone rosso di A2. Così come Cantù tiene aperta la questione Robert Johnson che, convinto no vax, non ufficializza non possa giocare perché la società brianzola cerca disperatamente una deroga per il capocannoniere del campionato sin dalla trasferta odierna a Treviglio quarta forza che, dal canto suo, ha tagliato Giddy Potts per doping rimpatriando Adam Sollazzo. A parte la facile ironia sulla malasorte dei Johnson – per fortuna che l’Oww non ha più Dominique… -, comincia davvero un nuovo campionato nel girone verde di A2 e non solo. Con una girandola di movimenti proprio ai vertici, dove Cantù, Udine e Pistoia sono già qualificate per la Final eight di coppa Italia, e che potrebbero favorire l’Apu.

(Nella foto di copertina, l’Oww torna in campo dopo il recupero con Torino l’antivigilia di Natale)

 

 

 

 

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