L’Italia di basket sorde si arrende agli Stati Uniti, al Mondiale giocherà per il bronzo contro la Grecia,
padrona di casa a Heraklion capitale dell’isola di Creta.
Non c’è storia in semifinale e l’Italia si deve arrendere allo strapotere degli Usa (43-85 il finale) che prendono le redini del match sin dal primo quarto con una partenza sprint che incrina la fiducia delle azzurre, peraltro prive di Noemi Viana ai box per la distorsione a una caviglia patita nei quarti di finale contro la Polonia. Il quintetto italiano si trova così con un gap fisico difficile da rimpiazzare e i primi errori da sotto costano la fuga delle statunitensi: 4-17 al 6’.
Una piccola reazione c’è con l’ingresso di Todeschini, più esperta e fisica. Consente di arrivare al primo intervallo con la fiammella della speranza ancora accesa (11-21), ma le americane trovano Neild in serata di grazia al tiro da tre punti e aprono la forbice del vantaggio sino al +20 del 15’. Il timeout della coach cividalese Sara Braida produce risultati con un mini-break di 5-0 che sembra rianimare la squadra (19-34), ma il fuoco è sùbito spento dalle secchiate di acqua gelata che gli Usa versano sull’entusiasmo italiano e si va all’intervallo sul 24-42.
La difesa a zona 3-2 preparata con cura salta presto di fronte alle percentuali delle americane e così, mano a mano che la ripresa va avanti, lo staff comincia a ruotare un po’ tutta la panchina, pensando alla finale per il terzo posto. Naturale, perciò, che lo scarto si dilati ancora e l’Italia non è nemmeno fortunata con alcuni tiri che sono letteralmente sputati dal ferro a Chiosi, che comunque riesce ad andare a referto. Ma le percentuali di tiro sono troppo differenti per poter sperare di recuperare qualcosa e anche a rimbalzo il maggior atletismo degli Usa fa la differenza: 20 conquistati in attacco.
Adesso bisogna archiviare la delusione, perché dopo la gara testa a testa disputata alle Deaflympics del 2022 contro gli States, un pizzico di rammarico c’è nel cuore delle ragazze, e guardare avanti. C’è ancora una medaglia in palio da conquistare contro la Grecia padrona di casa, che ha perso dopo una dura battaglia contro l’Ucraina: appuntamento all’Heraklion Arena domani, venerdì 23 giugno alle 17 (le 16 ora italiana).
<Gli Stati Uniti sono stati superiori e facciamo loro i complimenti – dice il segretario della Fssi, Fabio Gelsomini -. Resta da giocare una partita che rimane storica perché, in caso di vittoria, sarebbe la prima medaglia italiana a un Mondiale nel basket dei sordi. Quindi lasciamoci alle spalle questa semifinale e concentriamoci sulla prossima, importantissima finale per il bronzo>.