Ueb parte in pole position
rispetto all’Apu da rifare
sul mercato di A2 al via

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Si è conclusa la stagione 2022-2023 per entrambe le formazioni friulane di serie A2, anche se in maniera diametralmente opposta. A dir poco esaltante è stata per la neopromossa Gesteco Ueb Cividale del duo Davide Micalich e Stefano Pillastrini, al contrario molto deludente per l’Old Wild West Apu Udine del presidente Alessandro Pedone nonostante un budget tra i primi di tutta l’A2: si parla di quasi 3 milioni di euro. Comincia ora la fase di costruzione dei roster per l’annata 2023-2024, che vedrà tutte e due ancora in competizione nello stesso girone con l’aggiunta della Pallacanestro Trieste, retrocessa dal piano di sopra, per derby che saranno molto attesi.

Per prima cosa sarà importante la definizione del budget (Udine metterà gli stessi soldi o ci sarà un ridimensionamento?) e la scelta del coach per poi passare al mercato vero e proprio con le firme dei giocatori italiani e stranieri. A tal proposito, quasi sicuramente saranno confermati il limite attuale di due stranieri per squadra e le varie possibilità di cambi in corsa.

Tra le due società friulane, indubbiamente, chi sta meglio è la squadra ducale. In primis ha confermato per il quarto anno di seguito il coach dell’anno Pillastrini, estensione triennale per lui firmata già a stagione in corso. Poi, per quanto riguarda i giocatori italiani capitan Eugenio Rota, Gabriele Miani, Giacomo Dell’Agnello e Giacomo Furin sono sotto contratto e sono già una ottima base di partenza. Per gli altri, Alessandro Cassese, Aristide Mouaha e Leonardo Battistini, sono in corso attente valutazioni. Credo che una o due aggiunte probabilmente saranno firmate, sempre con l’attenzione a prendere giocatori funzionali all’idea di gioco del “Pilla”.

Dei due stranieri attuali assicurarsi di nuovo le prestazioni balistiche dell’argentino Lucio Redivo, reduce da 22,5 punti per gara nel girone Blu e dai 18 di media nel quarto di finale play-off contro l’Apu, sarebbe sicuramente un grande colpo per iniziare il mercato. Difficilmente, invece, sarà confermato Dalton Pepper, fondamentale all’inizio della stagione come chioccia di un nuovo gruppo alla prima esperienza in un torneo di A2, ma in evidente calo nei play-off. Si cercherà di aumentare l’atletismo e la fisicità sotto i tabelloni con un’ala forte – centro. Ideale è un tipo alla Nathan Adrian di Forlì, ma giocatori così non è che crescono come funghi, purtroppo, e quei pochi costano.

Andiamo adesso in casa Apu, dove ci sono già alcune novità di rilievo. La prima è l’addio di “Martello” Alberto Martellossi dopo tre anni passati con vari incarichi, da senior assistant a direttore tecnico, ma forse mai veramente valorizzato per le sue competenze all’interno della società. La seconda è l’arrivo in qualità di ds di Andrea Gracis, ex di Treviso e, a suo tempo, scout europeo per i Sacramento Kings. Crediamo che l’esperienza e la grande conoscenza del basket europeo e americano permettano al nuovo ds di costruire una formazione all’altezza delle aspirazioni dell’Apu senza ripetere scelte di mercato, a dir poco disastrose, come quelle fatte l’estate scorsa.

Prima incombenza, però, sarà la scelta del nuovo coach. Si fanno molti nomi: da Max Menetti, ma pare destinato a Pesaro, a Matteo Mecacci, reduce da una ottima stagione con Cento, ad Adriano Vertemati, attuale vice di Andrea Trinchieri al Bayern Monaco, con una carriera iniziata proprio con le giovanili di Treviso. Ma i nomi liberi sul mercato sono tanti. Probabilmente anche due veterani quali Attilio Caja e Cesare Pancotto potrebbero essere disponibili a scendere di categoria. Scelta comunque non facile, ma importantissima nell’economia del prossimo campionato.

Del roster che è uscito malamente in semifinale del tabellone Oro, sconfitto dall’Unieuro Forlì con un secco 3-0, rimarrà sicuramente il play Dario Monaldi. Dal suo arrivo a metà stagione ha cambiato in meglio il gioco espresso dalla squadra friulana anche se, purtroppo, i troppi individualismi presenti non l’hanno assecondato completamente, vedi proprio la serie di semifinale. Mattia Palumbo e Raphael Gaspardo, anche loro sotto contratto, non è detto che rimarranno. Un discorso a parte meritano Alessandro Gentile ed Ethan Esposito. Per quest’ultimo, cresciuto enormemente sul finire di stagione, ala forte capace di fare anche da numero 5 tattico, è possibile una sua permanenza in Friuli, ma pure che accetti altre proposte provenienti magari da qualche club di A.

Molto complesse sono la posizione e la valutazione da farsi riguardo al secondogenito del grande Nando Gentile. Indubbiamente è un giocatore di categoria superiore, fisico e tecnica non si discutono. Ci sono rumors che lo vedrebbero di ritorno alla Pallacanestro Brindisi. Le sue caratteristiche di gioco sono, però, molto vincolanti per qualsiasi formazione. La mancanza di un tiro da tre punti affidabile e le basse percentuali dalla linea della carità, oltre alla tendenza a prediligere il gioco spalle a canestro più da ala forte che da esterno, rendono necessaria la costruzione di una formazione totalmente funzionale al suo modo di giocare, impresa non facile. Seguiremo come sempre con attenzione questi mesi, perché il mercato è una delle fasi più interessanti e coinvolgenti del basket.

(Nella foto Ueb/Pregnolato, il derby udinese finito alla bella nei quarti dei play-off tornerà nella prossima A2)

 

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