Non è nostra intenzione far finire il confronto sugli arbitri a pizze in faccia, anche perché chi ha lanciato la prima pietra continua a chiederci di mantenere l’anonimato sulle sue generalità. Questo un po’ c’imbarazza, ma soprattutto ci dispiace perché testimonia di un brutto clima sedimentato nel movimento cestistico di casa nostra. Pubblichiamo quest’altra e-mail dell’ “anonimo”, che stavolta ce l’ha preannunciata al telefono perché l’ha inviata di nuovo nel cPannel Redirect, anche perché a suo dire l’ingaggio a “Venti euro più pizza per arbitrare nelle giovanili a spese delle società”, come abbiamo titolato il primo post in proposito, è abbastanza diffuso almeno a Udine e provincia: dalla Carnia alla città all’hinterland. Il commissioner Cia Fvg, Luca Longo, naturalmente ha tutta la facoltà di rispondere a mezzo blog Vale Tal Gei, se lo crede opportuno, anche perché è tirato in ballo in maniera diretta dopo la sua replica al sasso lanciato nello stagno. Di lui si potrà dire che sia un decisionista, come peraltro gli compete da quando è stato nominato. Non, però, che non ci metta la faccia. E un confronto franco, senza ritorsioni, pensiamo sia utile al basket di casa nostra. Prima che sia troppo tardi, magari forse già lo è visto quali sono i problemi in campo. E altri sono in arrivo con la riforma dei campionati, ma questo è un altro capitolo.
———————————
<Non avevo dubbi su una risposta del genere, che è l’unica possibile per giustificare la condotta del Cia e accreditare il successo della strada intrapresa. Dimostra l’arroganza di chi non vuol prendere il toro per le corna. Che il buon Longo si informi bene, ne ha i mezzi e le possibilità.
Non ci sono arbitri… mi fa solo ridere perché nell’anno appena concluso nelle categorie “privilegiate” ne sono sempre stati designati due contrariamente a quanto è sempre avvenuto da oltre 40 anni a questa parte (anche negli anni in cui c’erano più arbitri di ora): ovvero un arbitro a partita.
Gli oltre 30 nuovi fischietti dove sono? Faccia pure il duro, vedrà che si troverà con un pugno di mosche. Sinceramente non è compito delle società reclutare gli arbitri, soprattutto se poi vengono abbandonati alla loro sorte e gli aiuti dei “vecchi” fischietti disponibili (vedi ciò che dice Deganutti) viene puntualmente rigettato e ridicolizzato.
Una domanda provocatoria: se per caso una società decidesse di vincere tutte le partite casalinghe con un simil-arbitro a carico della squadra ospitante disonesto, cosa succederebbe? L’arbitro è “super partes”, ma in questo caso non lo sarebbe e sarebbe anche riconosciuto come tale, quindi che fare?
Una proposta operativa invece, visto che non arriva da nessuno: perché non ripristinare i 40 arbitraggi di circa 40 anni fa per poter accedere all’esame di allenatore di base? Sembra una cattiva idea?
Beh, affrontiamo il problema seriamente invece di trincerarci dietro a un muro non guardando la realtà che tutti nell’ambiente conoscono, evitando anche di scaricare le proprie responsabilità (Cia) sugli altri (società)>.
(Nella foto di copertina, la famosa gara giovanile arbitrata a Gonars dai vertici di Fip e Cia Fvg a fine gennaio scorso)