L’Old Wild West Apu Udine al Carnera non gioca dal 6 novembre scorso, quando San Lorenzo… Saccaggi ha fatto il miracolo – con palla persa e tripla fallita di fila nel precipitoso tentativo di rimediare alla gaffe precedente – d’invertire l’inerzia della gara che a 3 minuti dalla sirena finale era in favore della sua Pistoia. Dal 77-77 palla in mano ai toscani si è passati al +5 friulano grazie ad Alessandro Cappelletti, che ha trasformato uno sbadato passaggio orizzontale fatto in automatico a Jazz Johnson in un assist per involarsi in contropiede, e poi a una “bomba” centrata da Marco Giuri. Alla fine +5 anche nell’88-83 al 40′ che ha consentito a capitan Michele Antonutti e compagni di mantenere inviolato il palasport dei Rizzi. Oggi, un mese dopo, la squadra di coach Matteo Boniciolli torna a giocare nel suo impianto dove finora conta un 3 su 3, avendovi vinto contro Casale Monferrato e Biella prima che con Pistoia. Mentre in trasferta l’Oww viaggia con un 3 su 5 avendo fatto blitz a Piacenza Assigeco, inframmezzato da un primo stop a Treviglio bis di quello in semifinale di Supercoppa a Lignano contro l’indigesto Gruppo Mascio, a Piacenza Bakery e a Capo d’Orlando con ricaduta domenica scorsa a Desio, parquet di casa della capolista Cantù, nella partita “regolarmente” persa anche se era stato annunciato che non si doveva giocare.
L’Apu ritrova il suo pubblico dopo un mese, ed è già una vittoria con la regione Fvg in zona gialla da Covid-19 fin da lunedì scorso, perché domenica 21 novembre è stato rinviato al Carnera l’altro big match con Torino per l’isolamento fiduciario disposto dall’Asu Fc a causa dei contagi ad Antonutti alla vigilia della trasferta a Capo d’Orlando e al vicecapitano Vittorio Nobile al ritorno dalla Sicilia, oltre che a quattro componenti dello staff bianconero. Reale Mutua che, da due stagioni a questa parte, pare il vero agente virale quando deve incrociare sulla sua strada Udine. Nel campionato scorso all’antivigilia dell’andata al palasport di piazzale Argentina fu trovato positivo al coronavirus Dominique Johnson, ora neocampione messicano di basket, la cui assenza si sommò a quella di Andrea Amato, poi operato alla schiena per ernia del disco, e che innescò a ruota un focolaio in casa udinese. Fatto anche da un gennaio 2021 nero in cui la banda Boniciolli inanellò sei sconfitte, dal 3 al 31 del mese chiuso, guarda caso, con un blitz al Carnera per 57-68 proprio di Mantova avversaria odierna. In questa stagione Torino è capitata sulla via udinese in pieno rinvio da Covid, l’unico per la verità, e la sfida con la seconda forza del girone verde di serie A2 pare rimandata al 23 dicembre prossimo, anche se la data del recupero non è stata ancora ufficializzata.
In questo mese di astinenza interna per l’Oww, gli Stings hanno fatto in tempo a sgonfiarsi. Dopo quattro successi iniziali, inaugurati rimandando a casa battuta Treviglio, sono incappati in cinque sconfitte consecutive cominciando da quella a Desio/Cantù fra squadre allora entrambe imbattute per 83-81 presentandosi, però, alla volata dei dieci minuti finali avanti sul 58-73 al 30′ salvo beccare un fatale 25-8 e perdere per un canestro. E’ stata l’ultima volta in cui la squadra di coach Gennaro Di Carlo si è presentata al completo cioè anche con le guardie-ali Vojislav Stojanovic, serbo, e Matteo Ferrara ancora assenti domenica scorsa nell’86-90 con cui Torino è passata a Mantova, toccando il fondo nell’uscita precedente in casa dell’Urania Milano (104-73) dove mancava anche Hollis Thompson, ala americana ex Nba proveniente dalla Grecia, ed era sotto osservazione il centro Antonio Iannuzzi, ex Napoli neopromossa in A l’estate scorsa e detentrice della coppa Italia di A2 sempre spese di Udine in finale.
Con o senza Thompson, assente anche nel precedente stagionale di Supercoppa con l’Apu vittoriosa per 61-79 a Mantova, fa tutta la differenza del mondo per i virgiliani. Domenica scorsa è stato capace di segnare 32 punti, con 7 su 13 al tiro da due, 5 su 9 da tre e 3 su 4 ai liberi, pur nella sconfitta contro Torino. Ma anche con o senza Stojanovic e Ferrara fa una bella differenza per la Staff tanto è vero che è corsa ai ripari ingaggiando il play-guardia Gabriele Spizzichini, che ha debuttato domenica scorsa contro i piemontesi. Con il serbo e Ferrara sul parquet, Mantova a Desio/Cantù si è ritrovata a gestire vantaggi mai toccati una settimana fa da Udine, alla fine sconfitta per 81-78 rinunciando a fare fallo nell’ultima azione badando alla differenza canestri in ottica doppio confronto, tra andata e ritorno, come se la corsa per il primato nel girone verde in stagione regolare fosse a due. Se non altro, però, c’è da regolare anche la pratica con la damigella d’onore Torino e l’Oww nelle ultime 5 gare giocate, con le sconfitte a Treviglio e in Brianza ai capolinea, con 3 vinte e 2 perse ha il peggiore ruolino di marcia fra le squadre di testa.
Il nuovo stop in casa della capolista, che arrivava dalla prima battuta a vuoto a Piacenza Assigeco ed era priva della guardia-ala Giovanni Severini scavigliato e con la guardia Francesco Stefanelli suo sostituto a minutaggio ridotto perché acciaccato, ha dimostrato che l’Apu è sopravvissuta bene al rinvio da Covid contro Torino. Ha anche detto, però, che in assenza di Antonutti, e con Nobile non entrato, se si può scherzare come a Capo d’Orlando, dove mancava Nazzareno Italiano oltre al capitano, si può anche partire con Ethan Esposito numero 4 e Michele Ebeling ala piccola in quintetto base. Se si deve fare sul serio come a Desio/Cantù, invece, si deve ricorrere alle due torri Brandon Walters e Francesco Pellegrino, come del resto è stato in Sicilia per vincere, e ai tre piccoli. Salvo ritrovarsi i due lunghi con tre falli a testa dopo un quarto e mezzo, costretti così ad alternarli almeno fino a quando l’Usa “kosovaro” non si è fatto fischiare il quinto per un tecnico preso mentre tirava due liberi sul 66-58 appena fatto uscire per falli il suo diretto marcatore Marco Cusin. Di buono c’è che Trevor Lacey, all’alba del 28 novembre, si è messo a fare l’americano segnando 22 punti al pari di Cappelletti, mentre al poligono è rimasto penalizzato Giuri. Non è bastato, però, perché la capolista Cantù, 0 su 6 da tre e 29% al tiro dal campo nel primo tempo, ne ha messi 24 con la “guardiona” Robert Johnson, che portava su palla, e 18 nella sola ripresa, dopo avere fatto “virgola” nella prima metà gara, con il teorico play Trevon Allen. Al ritorno vedremo.
(Nella foto di copertina, Pellegrino ai tiri liberi contro Pistoia con Esposito a rimbalzo)