Il professor Maurizio Ivancich, già a capo della sezione udinese del Comitato nazionale allenatori, debutta da ospite del blog con un pezzo di pura tecnica che per il suo spirito sperimentale ben s’inserisce nel nostro Rhythm & basket. Ivancich, scuola Ezio Cernich da giocatore e poi da allenatore alla Libertas Udine, non è nuovo a sperimentazioni. Fin dagli inizi della sua ultracinquantennale carriera di tecnico, a Feletto in serie D si dividevano la cura di difesa e attacco fra lui e il nostro Delvio Dorì. Storico coach del vivaio dell’Ubc Udine, è ora responsabile del settore giovanile della Libertas Gonars, ma in provincia è passato anche per la Codroipese assieme alla quale ha il progetto tecnico di cui parla in questo suo primo contributo. Ivancich è stato pure allenatore in A2 femminile della Libertas Sporting club Udine. Docente di educazione fisica in pensione, ha ideato nel 2007 assieme all’associazione Apu ieri il memorial professor Ezio Cernich di basket maschile per le scuole superiori di Udine.
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di Maurizio Ivancich

La posizione di “post basso” ha ancora ragione di esistere? In effetti l’idea sulla quale stiamo lavorando, condivisa con Maurizio Pais, Federico Franceschin e Marco Maran, allenatori che assieme a me collaborano nel progetto di sviluppo tecnico giovanile tra la Libertas Gonars e l’Adp Codroipese, è quella di sostituire la posizione di “post basso” con le posizioni di “mezzo angolo” e di “smile”.
Per “mezzo angolo” intendo una posizione sulla linea di fondo, piedi rivolti al campo a un metro, circa, dalla linea laterale dell’area dei 3 secondi. Perché utilizzare questa nuova posizione e non la classica in “post basso”?
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La prima idea è quella di avere l’area libera e di allargare, di conseguenza, il campo con maggiori spazi a disposizione per giocare l’1 contro 1 degli esterni.
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Poi, avere un giocatore che si muove sulla linea di fondo dietro alla difesa favorendo, dunque, gli scarichi in spazi brevi conseguenti a una penetrazione in area.
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Infine, conseguire vantaggi per rimbalzi offensivi usando tagliafuori offensivi ed arrivare in “smile” con movimenti dinamici.
L’altro concetto tecnico sul quale stiamo lavorando è proprio lo “smile“.
Intendo per “smile” la presa di posizione profonda davanti al difensore all’interno della mezza luna.
Come giocare lo “smile”?
Lo “smile” è sempre conquistato dal giocatore del “mezzo angolo” opposto alla palla, preferibilmente in guardia, che si nasconde dietro al difensore per poi prendere una posizione di vantaggio appunto in “smile” e dare una facile linea di passaggio al compagno.
Quindi, è un movimento dinamico senza palla con una forte presa di contatto molto vicino a canestro, che favorisca le ricezioni e le conclusioni rispetto alla posizione di “post basso”.
Quando giocarlo?
Sempre in transizione, con l’idea che lo “smile” debba essere preso sempre dal numero 3 (primo uomo sul lato opposto rispetto alla conduzione del contropiede) per uscire poi dall’area, qualora non ci fossero le condizioni per ricevere ed andare ad occupare la posizione di “mezzo angolo” lato palla.
L’area, dunque, non è occupata da un giocatore di corsia centrale (vedi il classico numero 4) bensì dal primo giocatore sul lato debole che, dopo essere andato profondo per concretizzare il contropiede primario, prende lo “smile”. I cosiddetti rimorchi (numeri 4 e 5), di conseguenza, andranno ad occupare le posizioni di ala e guardia opposte. In sostanza nessun taglio dal centro, ma conquista dello “smile” dal lato debole e successivo posizionamento per concludere la manovra di squadra partendo da uno schieramento con due guardie, due ali e un mezzo angolo.
E’ evidente che tutti i giocatori ruotano in tutti i ruoli e che ci possa essere uno sviluppo successivo, che riguarda sempre e comunque la transizione offensiva. Qui non andrò ad esaminarlo, ma ha comunque come tema la capacità di prendere vantaggi dall’1 contro 1, con e senza palla, e dai quali innescare tutti i processi che riguardano i posizionamenti, le letture e le collaborazioni conseguenti ai vantaggi ottenuti.
Togliere dal vocabolario cestistico la parola “post basso” può sembrare per molti un’eresia, ma il basket è sinonimo di cambiamento e queste sono alcune idee sulle quali stiamo lavorando con i gruppi under 15 e under 17 del progetto.
La nostra è una proposta che nasce dalla possibilità di sperimentare, con cognizione di causa, ed è forse questo l’aspetto più straordinario per chi, come noi, ha la fortuna di insegnare uno sport in continua evoluzione com’è il basket.
Complimenti a Maurizio per l’articolo molto interessante, soprattutto come nuovo modo di concepire lo sviluppo della transizione, liberando l’area per il movimento smile dal lato opposto, e la posizione dei due lunghi esterni per il tiro da tre sul lato debole.
Spero, in una puntata successiva,
che illustri le ulteriori opportunita’ di sviluppo del gioco
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Il mezzo angolo vecchia passione di coach Bulzicco