Facciamo questa A3!
Detroit “spia” Okeke

Tre indizi fanno una prova e allora rilanciamo l’idea dopo l’utile coda di precampionato che sono state le prime tre partite stagionali di serie A2 nel girone verde per l’Old Wild West Apu Udine: facciamo questa ventilata A3! L’idea non è nostra. Pare ne sia fautore il segretario di Lega nazionale pallacanestro, Massimo Faraoni, che ha sempre avuto un’occhio attento per le giovani generazioni cestistiche. L’aveva ripresa il collega Giuseppe Sciascia, giornalista de La Prealpina e collaboratore di Superbasket, nell’àmbito di un discorso sulla riforma dei campionati in piena stagione dei lockdown. A memoria e a spanne, si tratterebbe di sdoppiare l’attuale A2 da 28 squadre suddivise in due gironi territoriali invece in un campionato senior e l’altro under, quest’ultimo non ricordo più bene se con o senza i due extracomunitari attualmente consentiti in categoria. Dettaglio che, comunque, sarebbe un’attenta presa d’atto della situazione esistente.

Nei primi tre turni l’Oww ha affrontato nell’ordine, vincendo sempre, innanzitutto l’Ucc a Piacenza senza Philipp Carr soppiantato in rosa dal friulano Davide Pascolo e Filippo Carro, ribatteziamolo così, continua a essere indisponibile perché pare sia aperto un contenzioso per inadempienza contrattuale in cui la società vuole essere certa di essere dalla parte della ragione prima di procedere al taglio. Poi l’Apu ha rispedito a casa battute prima Casale Monferrato, con Leonardo Okeke osservato speciale al posto di Saverio Collina di Mais al secolo Xavier Hill-Mais, e quindi Biella. Quest’ultima era di fatto quasi un’under 20 con lo stagionato Kenny Hasbrouck seduto in panca per 40 minuti, dopo avere giocato solo la seconda d’andata, persa in casa contro l’Ucc, al posto dell’ex udinese TJ Cromer tagliatosi da solo, e con l’ala-centro Steven Davis, altro americano della serie “virgola” visto al Carnera, che avrebbe meritato di rimanerci e, comunque, vi si è cacciato per cinque falli personali all’incirca verso metà terzo quarto.

Minimo comun denominatore di questi tre match è stato che la squadra di coach Matteo Boniciolli ci ha messo i primi due quarti a vincere solo a Piacenza, con un mortifero 7 su 7 al tiro da tre della coppia Cappelletti (4) e Giuri (3), mentre nei due successi casalinghi è bastato addirittura solo uno per mettere le cose in chiaro e, in pratica, non far nascere mai la partita più simile a un utile scrimmage infrasettimanale. In particolare l’ultima contro Biella che, come si usa nel baseball per manifesta inferiorità tecnica, si poteva anche pensare di sospendere per manifesta inferiorità fisica della banda di ventenni allenati da Andrea Zanchi. Un’A3 fatta di giovani darebbe loro sfogo e confronto più competente e competitivo, salvando capra e cavoli in Lnp che non può rinunciare a una riduzione di squadre affiliate per coprire i costi di gestione della lega stessa.

Fatta questa premessa programmatica, passiamo alla gara odierna a Treviglio dove, come quasi tutti concordano, oggi comincia il vero campionato dell’Oww che nella prima fase regolare sarà fatto da non più di mezza dozzina di squadre all’altezza dell’A2 con malcelate, o non proprio celate, ambizioni di promozione. Quelle per intenderci che arrivano a spendere anche un paio di milioni di euro, in un campionato a regime economico dilettantistico (leggi rimborsi spese senza oneri sociali da pagare sui contratti dei tesserati come in A), per fare la stagione. Il budget potrebbe essere un altro discrimine fra A2 e A3, perché attualmente in categoria ci sono altre realtà che invece cercano di fare il campionato con quel mezzo milione all’incirca che bastava loro per disputare la B. In questo senso nel girone rosso la neopromossa Fabriano, che nel giugno scorso ha negato il salto di categoria alla Gesteco Ueb Cividale in gara 5 di finale a Cerreto d’Esi, pare non se la passi bene e ha strane campane che le suonano attorno.

Tornando a Treviglio, l’Oww sa che cosa non deve fare oggi contro il Gruppo Mascio che l’ha eliminata in semifinale di Supercoppa a Lignano rullandola per 50-29 nella ripresa, unica sconfitta stagionale per capitan Michele Antonutti e compagni. Innanzitutto, non deve commettere altri pasticci nella compilazione della lista N come con il 2005 Matteo Zucco al posto di Vittorio Nobile sul parquet del Bella Italia Efa village, ma questi sono intoppi burocratici che di solito all’Apu si riservano per la Final eight di Supercoppa visto che nel 2020 non potè giocare nei quarti a Cento l’americano Dominique Johnson per ritardi nel tesseramento attribuiti a Fip e Fiba dalla società udinese, autoaccusatasi stavolta dell’errore con il dt e senior assistant Alberto Martelossi che ci ha messo la faccia per tutti. Contro i “bombaroli” di coach Michele Carrea oggi gli uomini di Boniciolli non dovranno farsi prendere in contropiede come nella ripresa a Lignano, perché i bergamaschi vivono di punti fatti in transizione e nel tiro dalla lunga, anche con ribaltamenti dentro-fuori per piazzarli dai 6,75. E’ questa una dimensione che li accende oppure li spegne come domenica scorsa a Piacenza, sponda Ucc, quando nel primo quarto hanno sparato zero su 11 dall’arco. Sono finiti sotto 28-11 al 10′, hanno segnato la prima tripla al 13′ grazie al codroipese Marco Venuto e sono stati sùbito ricacciati indietro appena tornati sul -7 nella ripresa da 5 punti di fila dell’Assigeco attorno al 33′.

Facciamo un passo indietro, anzi due. Per chiudere torniamo a parlare del ventilato prospetto Nba esibitosi al Carnera nella seconda d’andata. Ebbene, all’Apu si sono fatti prendere da tanto entusiasmo forse perché si sono trovati in casa una richiesta di accredito arrivata da Detroit, franchigia Pistons, per poter visionare Leonardo Okeke che aveva debuttato in A2 la partita prima, persa contro Pistoia, segnando 20 punti e prendendo 14 rimbalzi in 28 minuti giocati al posto di Saverio Collina di Mais, a secco in 7. Si spiega così forse perché lo scouting udinese, nel commento tecnico alla partita sulla solita tv padronale, diceva di averlo seguito fin dalla culla e che ha l’Nba nel Dna. Il coaching, a fine gara, gli ha già trovato squadra nei Milwaukee Bucks campioni in carica, che hanno appena cominciato a rimettere in palio l’anello 2021. Si spera questo per dire, al colto e all’inclita, che almeno il buon Leo non sarà la scelta numero 1 al primo giro, ma forse l’ultima perché ai campioni uscenti questa spetta nel Draft. E si torna a bomba al tema iniziale: quando facciamo questa A3 per dare più equità competitiva all’A2?!

(Nella foto di copertina Nobile a tiri liberi e nel testo Okeke guardato a vista da Walters)

 

 

 

 

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