La Delser Crich Lbs Udine nonostante il cambio di guida tecnica, da coach Alberto Matassini al più navigato Massimo Riga, non perde le buone abitudini. E’ sempre la squadra guida del Friuli Venezia Giulia nel basket femminile, anche perché è l’unica che disputa l’A2 a un passo dalla massima serie. Pronti via ha rispedito a casa battuta di 27 punti la Pallacanestro Bolzano ed è tornata vittoriosa di 17 dalla prima trasferta a Carugate nel girone Nord. Coach Riga, che al clinic tutto al femminile d’inizio ottobre promosso da Cna e Cia della Fip Fvg ha sorpreso mettendo in musica la sua proposta per una metodica di allenamento, non le canta, ma quasi alle sue ragazze in vista della nuova gara fuori porta di oggi a Mantova nella terza giornata d’andata.
Delle buone abitudini di casa da sempre alla Libertas basket school fa parte l’ultima notizia comunicata dalla società, cioè la chiusura del mercato per questa stagione con due conferme importanti per le sue formazioni under 19 e di A2. A ribadire la linea verde e territoriale che ispira la politica societaria, la Lbs del presidente Leonardo De Biase ha acquisito a titolo definitivo dall’Oma Trieste la guardia del 2004 Sophie Tobou di 1,72, già in squadra con il numero 6 a Carugate. Dal Sistema rosa Pordenone del factotum Giovanni Battista Peresson, con cui De Biase intrattiene buoni rapporti tanto che la stagione scorsa ne ha avuto la figlia Antonia quale faro in A2 al rientro da gioco e studi negli Stati Uniti, si riunisce alla rosa udinese la pivot nigeriana del 2003 Sophia Ugiagbe di 1,94, con il numero 26. Entrambe, Tobou e Ugiagbe, nel giugno scorso si sono piazzate terze con la Lbs nella Coppa italiana under 18 femminile disputata a Udine.
A riconoscimento di una capacità anche organizzativa del club di De Biase che Lega basket femminile e Federbasket hanno voluto riconoscere anche in piena pandemia assegnando proprio a Udine una kermesse, a invito, che ha visto al via dodici tra le migliori formazioni italiane di categoria in una stagione in cui la Fip non ha organizzato finali tricolori giovanili a causa del Covid-19. Il presidente della Lbs, fra l’altro, non è nuovo a iniziative del genere. Nel 2009 quando, sempre al palasport Benedetti di via Marangoni, si disputarono le finali nazionali juniores femminili aveva messo mano nell’allestimento ed era anche direttamente interessato perché fra i responsabili dell’allora Libertas Sporting club Udine, che portò in Friuli il secondo alloro tricolore giovanile dei vivai di casa nostra dopo quello maschile della Snaidero juniores nel 1976.

De Biase (in foto) è anche dirigente sempre sul pezzo nel mondo del basket udinese, tanto che ha fondato lui con altri quattro soci nel 2013 la Lbs nello studio del commercialista Gianpaolo Graberi. Aggancio tornato attuale quest’estate per dare vita a Women Apu. “Io ed il Vicepresidente dell’Apu Graberi ipotizzavamo già da anni una collaborazione”, ha dichiarato in un comunicato il presidente Leo prima del via a questa A2 femminile. In luglio scorso ciò ha dato modo al patron dell’Apu, Alessandro Pedone, di presentarsi in uno studio notarile – al contrario di fine giugno 2011 quando brillava per la sua assenza in quello Amodio per la costituzione dell’Amici pallacanestro udinese – assieme al presidente Lbs per dare vita all’Associazione temporanea di scopo (Ats) W.Apu. Dizione che, assieme ai nuovi colori sociali bianconeri, si fa passare per under 19 e A2 femminili, anche se con il via della stagione ha ripreso quota la denominazione Delser dal marchio del main sponsor. Gli obiettivi postisi negli anni come Ats W.Apu, però, sono – come precisava lo stesso De Biase nella nota precampionato – “indipendenti da quelli legati agli ambiti prettamente sportivi di entrambe le società, i quali rimangono assolutamente autonomi da un punto di vista federale, statutario e amministrativo”.
Il tempo, galantuomo, dirà se la Women Apu resterà un’associazione temporanea di scopo o diventerà qualcosa di più. A Udine ne abbiamo viste già di iniziative innovative, durate quel che sono durate. Tipo la Polisportiva che riuniva le eccellenze dello sport friulano – nel cui direttivo, fra l’altro, De Biase e Graberi sedevano insieme in quota basket femminile – nata a ruota dell’affare stadio Friuli e rimpasto Pau attorno al 2009 e che ha avuto il suo vero motivo di essere fino a un paio di anni dopo con l’ultimo contributo regionale portato in dote dall’allora dg Fausto Deganutti. Un’altra incompiuta è il restyling del palasport Benedetti di via Marangoni, preso in convenzione dall’Apu con bando del Comune di Udine emesso la vigilia di ferragosto del 2013, usato sino alla promozione dalla B in A2 nel 2016 – a dispetto di una convenzione di 15 anni, comunque minimo di 9 – con contributo comunale di partecipazione alle spese di gestione pari a 80 mila euro annui. Non vi si tenne nemmeno l’annunciato spettacolo inaugurale “Restyling” di Teo Teocoli, perché il Benedetti si doveva trasformare anche nel salotto buono del centro udinese secondo il gestore, e l’organizzatore Loris Tramontin per rispettare la data dovette trasferire “Restyling” al Teatrone. Oppure, infine, il ventilato nuovo palasport in zona Ziu/Zau, servito per tirare la volata a Pietro Fontanini sindaco visto che su quel territorio insistono tre comuni fra cui Udine, progetto caduto nel dimenticatoio.
Chi vivrà, vedrà. Intanto è importante che la Lbs non perda la sua impronta sempre verde, che dà un taglio anche sociale – funzione riconosciuta alla proprietà anche dalla Costituzione italiana – alle società che fanno davvero sport e non invece show business.
(Nella foto di copertina Sophie Tobou e Sophia Ugiagbe colpi “verdi” di fine mercato della Lbs)