LBF
Non solo Azzurre: il Mondiale visto da attuali e vecchie conoscenze Lbf
E’ cominciata la sfida Mondiale: a Berlino 16 squadre a contendersi un posto nel gotha della pallacanestro femminile. Un ticket Olimpico in palio ed è all-in, solo chi vince andrà a Los Angeles. Usa ovviamente favoriti, ma la lista di candidate pronte a regalare al Mondo un risultato shock è decisamente lunga.
Come in tutte le competizioni internazionali, il novero di squadre presenta anche tante conoscenze del basket italiano. Curiosità: nel “nostro” Girone D l’unica ex è la statunitense Rhyne Howard, protagonista a Schio. Guardando le partite in tv, sarà sempre costante la sensazione di avere già visto alcuni volti in campo, anche senza maglia Azzurra. Andiamo a scoprire quali.
Nel Girone A le padrone di casa della Germania presentano una ex italiana, Marie Guelich, che ha militato a Venezia, in un gruppo che lascia fuori per questa competizione iridata Jennifer Crowder, play che sta facendo benissimo nella nostra serie A2 e che in ambito qualificazioni ha spesso fatto parte delle dodici.
La Francia si presenta con un roster profondamente diverso da quello degli Europei 2025, la quota di ex italiane però è sempre presente con due giocatrici entrambe ex Famila Wuber Schio nelle scorse due stagione. Janelle Salaun e Marieme Badiane rimangono due giocatrici centrali, Salaun per talento realizzativo e Badiane per esperienza e fisicità nel pitturato. A proposito di ex Schio, nello stesso girone delle francesi c’è l’Ungheria con Dorka Juhasz, lunga che al palaRomare ha lasciato un ottimo ricordo e sarà tra le principali protagoniste per la sua nazionale. Chiude la rassegna del Girone B la Nigeria: Pallas Kunaiyi-Akpanah a torreggiare nel pitturato, ma non solo perchè c’è Ezinne Kalu che in Italia ha giocato una stagione di buonissimo livello a Roma, e i tifosi di San Martino potranno gustarsi un primo assaggio di Maryam Dauda, straniera che avrà il compito di guidare le Lupe nell’insidiosissima nuova stagione.
Nel Girone C passiamo al Belgio, da sempre feudo di diverse giocatrici del campionato italiano: nel quintetto-tipo, quello della “Generazione d’Oro”, ci sono tre giocatrici dal passato italiano come Julie Vanloo, ex Ragusa e Moncalieri; Antonia Delaere, giustiziera dell’Italia agli scorsi Europei, vista a Venezia; Kyara Linskens, che in Italia ha vissuto una fugace esperienza a Campobasso interrotta da un brutto infortunio. Dalla panchina la giocatrice con impatto atletico maggiore è Maxuella Lisowa-Mbaka, vista in un finale di stagione a Lucca. Nel Girone C, quello belga, c’è Puerto Rico già vista al pre-Mondiale: tra le giocatrici presenti di un organico in larga parte confermato l’ex Broni Sofia Roma e Arella Guirantes, guardia con il passato scledense.
Il conto totale sinora è di 13 ex e una giocatrice attualmente in Lbf (Dauda). Rimane però una giocatrice in sospeso, una delle leader della Spagna, tra le formazioni più agguerrite della competizione. Il suo nome è Maria Conde e il nostro inviato Lbf a Berlino, Giovanni Valenzasca, ha raccolto le sue impressioni.
LE PAROLE DI MARIA CONDE
<Siamo molto motivate, l’attesa è stata lunga per chi era in ritiro e per noi che siamo arrivate dopo e ci siamo unite alle compagne, abbiamo molta voglia di iniziare. Sappiamo quanto sia difficile questo torneo e quanto sono forti le avversarie che incontreremo, a cominciare dalla Germania in casa, per cui l’importante sarà concentrarsi su di noi, su quello su cui abbiamo lavorato in difesa e in attacco e sul fare le cose bene dell’inizio. Miguel (Méndez) ce lo dice spesso e noi ci crediamo molto: partiamo da dietro, costruendo giorno dopo giorno>.
Sulle avversarie del girone: <Penso saranno tutte partite difficili, non so se sia ideale giocare contro le padrone di casa la prima, ma è quello che ci è capitato, ma non dobbiamo sottovalutare nemmeno Mali (vittorioso a soprersa per 82-73, ndr) e Giappone, saranno partite dure. In particolare sappiamo che il Giappone gioca in un modo un po’ diverso dalle altre, bisognerà adattarsi rapidamente>.
Tornare a giocare per la nazionale dopo gli infortuni: <Sono felice di tornare in nazionale, ci tengo e voglio sempre esserci, sono molto contenta ogni volta che vengo convocata e lo sono ancora di più di tornare a giocare una competizione ufficiale. Per me è il primo Mondiale, così come per molte altre della squadra. Non so se sia il migliore momento della mia carriera, ma sto molto bene fisicamente e mentalmente e riesco a divertirmi. Se ci divertiamo giocando la nostra pallacanestro, penso che verrà fuori la nostra versione migliore>.
C’è Italia anche in panchina, precisamente su quella della Turchia, che tra l’altro trovandosi nel Girone C rischia un incrocio pericoloso con le Azzurre in caso di eventuali spareggi: è Andrea Mazzon, alla prima esperienza al Mondiale Femminile. Abbiamo raccolto, con il nostro inviato Lbf a Berlino, Giovanni Valenzasca, anche le sue dichiarazioni.
LE PAROLE DI ANDREA MAZZON
<Innanzitutto, credo che già essere nelle prime 16 sia la cosa più importante e lo diciamo alle giocatrici stesse. Questo è solo il terzo Mondiale per la Turchia, ci torniamo dopo tanti anni. Abbiamo solo voglia di giocare dopo avere raggiunto questo grande obiettivo. È una cosa molto bella esserci. Siamo in una situazione precaria perché abbiamo perso tre guardie [Alperi Onar, Berfin Sertoglu e Ceren Akpinar], di cui una [Alperi Onar, ndr] che ha vinto tre EuroLeghe ed è una delle giocatrici più forti della nostra squadra. Comunque daremo il massimo e cercheremo di trovare i giusti aggiustamenti>.
Sul girone della Turchia, con cui incrocia l’Italia: <Nel girone abbiamo una squadra, il Belgio, che ha vinto gli ultimi due campionati Europei consecutivi, oltre ad avere fatto Mondiali e Olimpiadi. L’Australia ha vinto la medaglia di bronzo a Parigi 2024. Nella condizione fisica in cui siamo, loro sono un gradino avanti a noi; non possiamo negarlo. Allo stesso tempo, è uno stimolo per alcune per dare qualcosa in più. Questa è un’occasione unica nella vita, non ti capita spesso di giocare un Mondiale. Ognuna dovrà sacrificarsi e tirare fuori qualcosa di speciale. Credo che alla fine potrà esserci qualche upset, magari qualche squadra blasonata perderà qualche partita; spero che saremo noi una di quelle squadre. La terza giornata con Porto Rico è una must win>.
Sul suo percorso finora da head coach della Turchia: <Nella mia carriera sono stato in tanti posti: America, Grecia, Cina, Russia. Ho vissuto quasi di più all’estero che in Italia, per scelta, perché sono curioso di natura. Quest’opportunità la devo sicuramente alla Reyer, a cui sono grato. Non avrei mai pensato di fare una cosa del genere nella pallacanestro femminile: 5 anni fa non ci avrei creduto. E’ bello aiutare queste ragazze, perché ci credono. Sognano di diventare campionesse ed è nostro compito impegnarci per dare loro l’opportunità di mostrare il proprio talento al mondo>.
Sull’Italia: <Credo che l’Italia abbia una grande anima e che le ragazze ci credano molto. Se non avranno problemi significativi, penso che abbiano le qualità per arrivare nelle prime 8. Hanno le potenzialità perché hanno chimica, gerarchie e giocatrici forti. Cecilia Zandalasini sta giocando veramente bene, tutte le lunghe sono ottime e chiaramente conosco le ragazze della Reyer. Vogliono vincere a tutto, sono molto competitive. Giocano troppo a carte e anche lì sono battaglie [ride, ndr]. Sono ragazze con qualità speciali per vincere, auguro veramente loro di vincere una medaglia perché se lo meriterebbero>.