Oww in balìa delle onde
in Final four di Supercoppa
E il 2 ottobre è campionato

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Stop anche quest’anno per l’Old Wild West Apu Udine di coach Matteo Boniciolli, sconfitta in semifinale di Supercoppa Lega nazionale pallacanestro 2022 di serie A2  dalla banda di ragazzini terribili dell’Allianz Pazienza Cestistica San Severo. Risultato finale 71-69 per la squadra pugliese condotta dal duo ex Treviglio, guarda caso la formazione che aveva eliminato Udine l’anno scorso sempre in semifinale, Matteo Bogliardi 20 anni, 16 punti e 5 recuperate, e Ion Lupusor, 13 punti e 7 rimbalzi, ben supportati dal centro 19enne Keller Credric Ly-Lee, 7 punti e 3 rimbalzi, e da Antonio Sabatino 22 anni, 10 punti. Nella finale il San Severo dopo avere lottato fino ai minuti conclusivi si è dovuto arrendere poi alla maggiore profondità del roster della Vanoli Cremona, vincitrice nell’altra semifinale del big match contro l’Acqua San Bernardo Pallacanestro Cantù di coach Meo Sacchetti. Mvp della finale è stato votato l’ex Apu, Trevor Lacey, autore di un’ultimo quarto da vero “go to guy”, quello che purtroppo raramente è stato nell’Apu dello scorso campionato.

Che dire di Udine? Male. Oggi la squadra di Boniciolli sembra una barca in balìa delle onde, senza una direzione precisa dove approdare. E’ vero che manca un play puro, si vede e si sente. E che c’è ancora da inserire nei meccanismi il secondo straniero, la combo guard Isaiah Briscoe. Alcuni atteggiamenti della squadra non ci sono piaciuti, però. Raphael Gaspardo, da 3 punti in 21 minuti, è stato sovrastato come intensità per tutta la gara da Lupusor: esemplare, a tal proposito, un rimbalzo di quest’ultimo con il giocatore dell’Apu a guardare. Non va bene, ma ripeto, a esclusione dei due veterani Marco Cusin, 37enne, e capitan Michele Antonutti, 36enne, cui solo Vittorio Nobile e Keshun Sherrill hanno dato una mano, tutti gli altri dietro la lavagna.

Ci sarà grande lavoro per lo staff tecnico Apu per inserire negli schemi d’attacco il nuovo Usa che, da quanto si può intuire dal precampionato, dovrà essere il giocatore capace di fare giocare la squadra, anche se non è un play puro. Ma tutti i giocatori friulani dovranno, e in fretta visto che il campionato inizia domenica 2 ottobre, entrare nel nuovo sistema di gioco voluto da Boniciolli, basato molto sui tagli e sul movimento delle guardie e meno sui giochi a due, oltre che migliorare la fase difensiva, soprattutto alla voce rimbalzi: 42 a 35 in favore di San Severo.

La Cestistica San Severo, nonostante il cambio di direzione tecnica da Luca Bechi a Damiano Pilot, ha mantenuto intatta quella sua caratteristica di gioco “alla garibaldina” tipico delle squadre giovanili, senza troppi schematismi, dando sempre il massimo, liberi anche di sbagliare, perché se non si sbaglia non s’impara. Nella passata stagione San Severo arrivò ai play – off, impegnando non poco proprio Udine nei quarti di finale. Quest’anno ha tutto per ripetersi, magari anche per migliorarsi.

Delle altre formazioni presenti a Forlì, la Vanoli Cremona vincitrice della Supercoppa sembra a oggi la squadra più in forma. Ha già una sua precisa identità di gioco, grazie a un gruppo di esterni di caratura quali: Lorenzo Caroti, Luigi Denegri, autore di 24 punti in semifinale, Mirza Alibegovic, ma anche il play triestino classe 2004 Filippo Gallo, 4 punti in finale, oltre al citato Lacey. Ha dei lunghi dinamici quali Paul Eboua e Joseph Mobio, rilasciato da Udine nel 2020 – 2021, un centro esperto anche se undersize quale Jalen Cannon e per finire il tuttofare iperdinamico Matteo Piccoli. Sicuramente la Vanoli di coach Demis Cavina è una delle competitrici per la promozione in serie A.

Diverso è il discorso per la Pallacanestro Cantù sconfitta in semifinale per 77-60, ma con il divario finale nato da un 18-6 per Cremona nell’ultimo quarto. Nella formazione canturina mancavano il play di riserva Nicola Berdini, classe 2003 nazionale Under 20, e la guardia Francesco Stefanelli. Le ridotte rotazioni nel reparto esterni si sono viste proprio nella stanchezza del secondo tempo, soprattutto del play croato Roko Rogic, eccezionale nei primi due quarti e in ribasso negli altri due, anche perché oggetto di una difesa molto aggressiva e fisica da parte di Cremona. Comunque, per quanto abbiamo potuto constatare nel primo tempo, Cantù sarà di sicuro una delle protagoniste del prossimo campionato di serie A2. Ha roster lungo, con qualità, fisicità e coperto in tutti i ruoli, con un centro quale Dario Hunt presenza di peso dentro l’area.

(Nella foto di copertina, capitan Antonutti & C. devono lavorare a testa bassa per essere pronti al via dell’A2)

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