Balilla, che fischietto!
“Segnapunti” artisti

Pubblicato da

Fausto Deganutti, arbitro di serie A di basket negli anni Ottanta-Novanta e presidente della Fip Fvg dal 1996 al 2000, ora direttore dell’Accademia di belle arti di Udine, concede il bis. Lo fa con un arguto contributo sulla divisa e tenuta arbitrale nel tempo, oltre a tratteggiare mitiche figure di “segnapunti” udinesi. Buon divertimento.


di Fausto Deganutti

Chi frequenta i palasport di oggi ha la possibilità di vedere una organizzazione quasi al limite della perfezione, fatti salvi gli errori ben maggiori degli anni Settanta-Ottanta anche in considerazione del fatto che ora gli arbitri in campo sono tre e non due e, molto spesso un tempo, per le partite giovanili financo alla serie D anche uno solo.

Come si nota l’abbigliamento è roba da boutique: magliette pressurizzate, calzoni attillati, fischietti Fox 40 di vari colori e scarpe spaziali. Per i campionati di serie A si possono notare impianti stereofonici che sbucano da ogni parte del corpo e consolle da far invidia a Sanremo al tavolo dei giudici di gara.

Il nostro abbigliamento era formato da maglietta grigia in lana tipo crespato siberiano che acquistavamo sulle bancarelle di piazza San Giacomo, pantaloni dismessi della tuta da lavoro di qualche parente e il magnifico, stratosferico fischietto Balilla di ferro. Sull’altare di questo fischietto io lasciai due denti a causa di una caduta durante una partita a Gemona. Le scarpe erano quelle che si acquistavano al mercato di via Zanon, i più ricchi usavano, invidiati da tutti, le mitiche All Star.

La nostra passione, che ci prendeva ogni giorno di più, passava sopra a tutto questo. Andare su un campo era vita pura, partecipare a un evento sportivo da atleta come tutti gli altri atleti. Solitamente, soprattutto quando eravamo alle prime partite, ci sosteneva la presenza di un “vecchio” segnapunti il quale, in caso di problemi, riusciva a sedare le contestazioni forte del suo carisma. Il Gap di Udine ha avuto figure storiche in questo settore: Rino Deplano e gli indimenticabili Armando Savino ed Ennio Maffei. Maffei è stato una delle colonne portanti di tutto il comparto pallacanestro della regione Friuli Venezia Giulia.

Persona straordinaria, di una umanità senza fine. Tutta la settimana girava il Triveneto per la sua professione di rappresentante per prodotti di cartoleria e nel contempo gestiva, assieme all’inseparabile moglie, una stessa attività in via Aquileia. Lui con compilava i referti, lui faceva delle opere d’arte con una calligrafia insuperabile tanto da riuscire, nel piccolo spazio riservato ai nomi e cognomi dei giocatori, a inserire Giacomo Dell’Armellina senza uscire dalla casella. Uno spettacolo.

Ma questi maestri, che molto hanno dato alla pallacanestro, hanno anche dato molto a noi giovani che pensavamo di sapere tutto, mentre ne sapevamo poco o niente. Le loro lezioni ci sono servite per migliorare in modo graduale anche per il numero di partite che dirigevamo durante la settimana, anche sei o sette.

Naturalmente il nostro impegno non era remunerato, le tasse gara che le società versavano servivano a fare cassa comune e quei soldi ad acquistare gli scudetti da applicare sulle maglie (la “Federazia” mica te li regalava) e a sorseggiare qualche Jagermeister durante le riunioni del lunedi sera.

Ma su questo aspetto “culturale” torneremo in una prossima puntata.

(Nella foto della sua collezione privata Deganutti mentre arbitra Walter Davis dei Suns)

Iscriviti per ricevere la newsletter

Seleziona il tipo di newsletter che vuoi ricevere:

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

 Se vuoi Rivedi il consenso dei cookies 

Questo campo è obbligatorio.

Ti arriverà una email con un link per la validazione finale dell'iscrizione

e in seguito una email di benvenuto:)

Lascia un commento all'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.