𝙄𝙡 𝙥𝙧𝙚𝙨𝙞𝙙𝙚𝙣𝙩𝙚 𝘼𝙡𝙚𝙨𝙨𝙖𝙣𝙙𝙧𝙤 𝙋𝙚𝙙𝙤𝙣𝙚: “𝙇𝙖 𝙘𝙡𝙖𝙨𝙨𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖 𝙙𝙞𝙘𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙐𝙙𝙞𝙣𝙚 𝙚̀ 𝙚 𝙧𝙚𝙨𝙩𝙖 𝙞𝙣 𝙎𝙚𝙧𝙞𝙚 𝘼, 𝙘𝙞 𝙫𝙚𝙙𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙞 𝙖𝙡 𝙋𝙖𝙡𝙖𝘾𝙖𝙧𝙣𝙚𝙧𝙖 𝘾𝙧𝙚𝙙𝙞𝙛𝙧𝙞𝙪𝙡𝙞” 
Popolo bianconero anche l’anno prossimo disputeremo il campionato di Serie A. La salvezza matematica arriva oggi con tre partite ancora da giocare: per una neopromossa è un risultato importante, senza giri di parole. È il frutto di un percorso, costruito giorno dopo giorno in palestra con il duro lavoro. Ora affronteremo queste ultime gare con maggiore serenità, ma con la voglia di continuare a competere, divertirci e soprattutto far divertire il nostro splendido pubblico che è sempre stato al nostro fianco.
Senza alcuna vena polemica, mi permetto una riflessione. Mi fa sorridere un certo modo di raccontare la realtà, quello del “vi salvate perché gli altri perdono”, come se una classifica fosse un’opinione e non la sintesi concreta dei risultati di tutte le squadre.
La verità è molto più semplice: una classifica è fatta proprio di questo, è un saldo di vittorie e sconfitte, nostre e degli altri. Non esiste uno scenario in cui contano solo le proprie partite ma esiste un campionato, e quindi un confronto continuo.
Se oggi siamo davanti a tre squadre che da stasera lotteranno fino all’ultimo per la salvezza, non è per caso né per magia o concessione divina: è perché, nell’arco della stagione, abbiamo fatto meglio dei nostri avversari. Abbiamo avuto una continuità di prestazioni e risultati migliore rispetto ai nostri diretti concorrenti.
Per questo la realtà è chiara: cari tifosi, ci salviamo perché nel complesso abbiamo fatto più degli altri. Ogni sconfitta altrui pesa esattamente quanto una nostra vittoria, ogni risultato contribuisce alla classifica finale, ed è proprio questo saldo positivo ad essere determinante.
E alla fine, la classifica dice che Udine è e resta in Serie A, ci vediamo tutti al CARNERA!
*****
Tutto vero e complimenti, detto con sincerità. Noi non siamo mai stati del partito play-off o prima ancora coppa Italia per l’Apu Udine matricola. Una neopromossa, salvo rare eccezioni, deve pensare soltanto a salvarsi e la lotta per la salvezza è quasi come un tressette a perdere (o “alla meno“, traversone, rovescino). Nel senso che la salvezza è fatta non solo dalle vittorie proprie, ma anche dalle sconfitte altrui. In questo caso la matematica certezza della permanenza in serie A dell’Apu è arrivata oggi con la sconfitta di Sassari contro la Reyer Venezia. Il che conferma che i ranking precampionato non avevano previsto male che Udine sarebbe stata in lotta per la salvezza. Altra cosa, a sorpresa, sarebbe stato conquistarla tutta e soltanto per le vittorie proprie, con tre giornate e anche più di anticipo.
Almeno noi non avevamo bisogno della lezione del presidente Pedone, non ce ne voglia, su che cosa è una classifica e non ci scandalizziamo che la permanenza arrivi per uno stop altrui. Piuttosto, a noi “sapientoni” pare che alla lezione manchi un capitolo, da imparare bene a memoria. E’ quello relativo all’esclusione dalla serie A a fine andata di Trapani Shark, che ha falsato il campionato.
Intanto, la qualificazione alla coppa Italia 2026 perché sono stati cancellati tutti i risultati fatti dalla squadra del presidente Valerio Antonini. L’Apu ci ha guadagnato che le è stata cancellata la vergogna del -18 patito al palaShark, nella seconda uscita in versione Semaj Christon contro una squadra in smobilitazione, mentre Trento detentrice della Coppa si è vista annullare il successo che le ha impedito di poter difendere il trofeo. Partecipazione guadagnata a tavolino quel lunedì di gennaio scorso dall’Apu dopo la classifica di A rifatta e in attesa la sera di conoscere il piazzamento di fine andata in base al risultato del posticipo Napoli-Olimpia Milano.
L’altro guadagno per Udine è stato anche più consistente perché, in seguito all’esclusione di Trapani Shark decisa dalla Fip, le retrocessioni in A2 anziché due si sono ridotte a una sola. Il che, oggi come oggi, dà la possibilità di festeggiare la salvezza con tre giornate di anticipo. La lezione è da mandare a memoria per la prossima A dell’Apu, perché non capitano ogni stagione esclusioni dal campionato. Almeno si spera per il bene del basket italiano. Intanto, complimenti per l’obiettivo minimo sindacale raggiunto da una matricola: la salvezza, sia pure agevolata. Chissà che poi giocare le ultime tre partite a mente sgombra non porti a sorprese all’insù.