Le chiavi del derby
fra Udine e Trieste
secondo High Five

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Le chiavi del derby fra Udine e Trieste

Attesa per la sfida regionale

Fonte: Cinquealto.com a cura di Raffaele Baldini
Trattare un articolo introduttivo ad un derby come quello fra Udine e Trieste senza parlare dell’ambiente, sarebbe come parlare della nazionale di calcio in senso positivo…impossibile. Non è certo nei numeri, in quei 84 biglietti concessi, o dalle decisioni della Curva Nord a fare giurisprudenza in un ragionamento che per forza di cose deve essere più ampio; la sensazione è che la gestione dell’ordine pubblico abbia seguito una strada alquanto tortuosa, disarticolata e incomprensibile. Non è un giudizio tecnico, per cui non ho competenze per esprimermi, è un giudizio su quello che è possibile vedere a margine di un evento sportivo e soprattutto a quello che ne consegue, cioè il totale spegnimento della passione sportiva.
Tant’è che alle 16.00 di domenica si alzerà la palla a due di Apu Udine – Pallacanestro Trieste, il derby regionale che ha scritto pagine intense di basket regionale. La compagine friulana, se da un lato ha maggiori pressioni per una salvezza non ancora garantita (anche se molto vicina), dall’altro può contare sul fattore ambientale al suo massimo, senza la presenza (o sparuta) di tifosi giuliani. Conta quello che succede sul parquet? Certo, ma non date per scontato quello che arriva dall’esterno.
C’è chi ha l’interesse a tenere alti i ritmi, Triestementre dalla parte opposta c’è il penultimo attacco della LBA (82.3 punti a partita per Udine) che vuole imporre la propria metodica applicazione offensiva, sfruttando ogni centimetro quadrato di spaziatura offensiva; l’Apu rimane una formazione a trazione esternail 6° posto nella massima serie per percentuale nel tiro da tre punti (34.9%) e la pericolosità dal palleggio di due eccellenti penetratori come Christon e Hickey (il primo anche docente di conclusione dal “mid-range”), possono diventare un fattore però solo se sono abbinati al lavoro “sporco” dei due totem Mekowulu e Spencer; non è infatti un caso che i friulani capeggiano la classifica dei rimbalzi della LBA con ben 39.7 carambole ad allacciata di scarpe, rispetto ai 35.3 dei triestini.
Il talento dei singoli in maglia Pallacanestro Trieste è superiorema anche qui ci può essere vantaggio solo se l’impianto difensivo è sufficiente. In molto trasferte Deangeli e soci hanno ceduto prima ancora di intraprendere un duello rusticano, spesso spazzati via da transizioni rapide e break simili a voragini. La poca attitudine naturale alla metà campo di fatica, è spesso cozzata anche con logiche tattiche cervellotiche, soprattutto ai tempi di coach Gonzalez; sarà interessante vedere se i brani di difesa a “zona” ordinati da coach Taccetti ai suoi uomini contro Varese, possono essere riproposti al Carnera.
Fattore, per quello che concerne i singoli, di sicuro impatto sarà l’utilizzo di Markel Brown e Anthony Hickey. Entrambi leader assoluti delle due formazioni, entrambi imprescindibili in condizioni normali, sono da valutare per contesti particolari. L’ex Varese arriva da un delicato infortunio muscolare, l’americano di Udine da mancato agonismo per i noti fatti riferiti ad un controllo antidoping, poi rientrato.
Insomma, partita a scacchi se ce n’è una, peccato smorzare l’aspetto ambientale, tutti hanno da perdere.
PalaCarnera, ore 16 palla a due.

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