La serie A2, almeno a giudicare dall’avvio dell’Old Wild West Apu Udine, è un campionato de-americanizzato. Domenica scorsa, nel vittorioso debutto stagionale udinese a Piacenza, il filiforme Davide Pascolo ha tolto il posto in squadra nell’Ucc Assigeco all’altrettanto longilineo Phillip Carr. Ala forte di 2,03 e 26 anni da compiere tra dieci giorni (auguri), il nativo di Raleigh in North Carolina stando alle anticipazioni di Lnp continuerà a non essere a disposizione dei suoi colori sociali anche nella trasferta odierna a Biella. Buon pro faccia a Dada, friulano di Coseano.
Intanto, sempre oggi nel debutto al Carnera capitan Michele Antonutti e compagni avranno di fronte la Novipiù Casale Jb Monferrato, corsara in piena emergenza al palasport dei Rizzi la stagione scorsa ma è acqua passata, che nella sconfitta casalinga contro Pistoia una settimana fa ha preferito il 2003 Leonardo Okeke (20 punti e 14 rimbalzi in 28 minuti di gioco) a Saverio Collina di Mais, al secolo Xavier Hill-Mais, rimasto a secco in 7 minuti. Il nerboruto ala-centro, pure originario di North Carolina ma nato a Greensboro, è annunciato in formazione. La banda Valentini, che tira le fila di Casale in panchina e regia, è preoccupata piuttosto delle condizioni di Luca, play fratello maggiore di due anni dell’altro regista Fabio del 1999. Papà Andrea, coach confermato, avrà l’amletico dubbio se premiare stavolta con il quintetto base il 18enne cresciuto nel College Borgomanero, e delocalizzato a Casale da Tortona neopromossa in A con cui Okeke ha firmato un contratto quinquennale, a discapito di Saverio Collina di Mais.
Nella terza di A2 che l’Oww giocherà ancora in casa, domenica 17 ottobre, contro l’Edilnol Biella si sa già che TJ Cromer, americano del 1995 ex Apu nel 2019-2020, ufficialmente si è tagliato da solo a causa di problemi a un piede che vuole curare negli Usa. Oggi in Piemonte, ospite come detto Piacenza di Dada con un solo extracomunitario, debutterà il nuovo acquisto Kenny Hasbrouck, vecchia conoscenza dei parquet italiani, guardia statunitense del 1986 l’anno scorso di stanza a Ferrara. Per coach Matteo Boniciolli sono problemi di domenica prossima, oggi si concentra sui suoi.
Anche Udine, forte però dello zoccolo duro italiano della scorsa stagione “boniciolliana” più ora Alessandro Cappelletti, non si sottrae al rebus a stelle e strisce. Si vedrà oggi quanto Hill-Mais farà coppia con l’altro connazionale Pendarvis Williams, guardia, così come Hasbrouck che fra una settimana si saprà quanto avrà legato con l’ala-centro Davis Steven dopo il debutto in corsa odierno. Pure l’Apu, dicevamo, gioca in maschera quanto a extracomunitari. Il centro Brandon Walters, reduce dalla finale scudetto in Kosovo e da rieducare per come si sta sul parquet in un basket più civilizzato, si alterna con Francesco Pellegrino se addirittura non ne fa il cambio. Trevor Lacey, fuori squadra dalla seconda gara del memorial Pajetta, paga un paio di annate di semi-attività e al suo posto a gettone gioca il comunitario, britannico, Dwayne Lautier-Ogunleye.
A Udine, tanto per rimanere in casa nostra, non capitava dalla Snaidero 1971-1972 del cavalier Rino di vedere un centro italiano scalzare in pivot l’americano di turno. Capitò con Enrico Bovone, alla fine della stagione ribattezzato Duca del Friuli innescato da Massimo Cosmelli, che rimase anche l’unico in squadra nel ruolo in seguito al taglio dopo quattro giornate di Jerry Nelson, erede in extremis dello storico primo straniero di Udine in A, Joe Allen, dopo tribolate trattative non andate in porto anche con Kresimir Cosic. Tranquilli, però, non stiamo invocando il taglio di Walters, visto il livello di questa A2.
A miracol mostrare, poi, arriverà Lacey una volta risanato. Al momento opportuno, è stato detto e scritto, farà tremare il podio Jerome Allen, Mike Penberthy e Charles Smith considerati da Boniciolli – cito testualmente – “gli esterni più forti dell’Apu moderna”. Ora mi permetto soltanto di osservare che nessuno dei tre ex arancione ha mai giocato con l’Amici pallacanestro udinese, che esiste da fine giugno 2011 quando raccolse l’eredità della Pallalcesto amatori Udine per la rinuncia alla Legadue della Snaidero con cui il trio, in realtà, giocò. Il “ragno” Smith la portò in A1 nel 2000, auspice coach Matteo capoallenatore debuttante. Jerome e Mike ve la mantennero con onore. Allen, da giocatore-allenatore in coppia con il professor Mario Blasone a fine stagione 2008-2009, suo malgrado assaporò l’amaro della retrocessione dopo nove anni di fila nella massima serie. Record firmato per due volte dalla famiglia Snaidero, nel primo e poi nel secondo ciclo targato ingegner Edi, e che è tuttora ineguagliato sulla piazza di Udine.
Facciamo, infine, i migliori auguri di pronto ritorno in squadra a Lacey che, fatta una buona stagione in A a Sassari nel 2016-2017 due anni dopo il “triplete” firmato Meo Sacchetti, ora ct azzurro, si è progressivamente inabissato tra lega russa ed Eurocup al Lokomotiv Kuban, D-league Nba ai Wisconsin Herd e seconda serie tedesca ai Rotosck Seawolwes da dove arriva a Udine. Forse è per questo che mentre i media locali mettono in pole l’Oww per la promozione in A, anche quale finalista perdente contro Napoli nel giugno scorso, la stampa specializzata nazionale (leggi rosea) ignora nei pronostici addirittura entrambe le finaliste uscenti, anche Torino. Come al solito, la verità sta nel mezzo e soprattutto la dirà il campo, trattandosi di basket la dirà il parquet.