Naismith inventò il basket
Hollander la sua religione
a lui il Sacrario del Cestista

Pubblicato da

Il canadese naturalizzato statunitense nel 1925 James A. Naismith, nato ad Almonte il 6 novembre 1861 e morto a Lawrence il 28 novembre 1939, docente di educazione fisica e laureato in medicina, inventò la pallacanestro. Scrisse, infatti, le prime tredici regole del gioco e organizzò una partita sperimentale disputata il 21 dicembre 1891 dal First Team in una palestra dello Springfield College ad Armory Street, nel Massachusetts.

Le tredici regole, prettamente di gioco, discendevano da cinque principi fondamentali:

  1. Il gioco è praticato con un pallone rotondo, che può essere toccato esclusivamente con le mani.
  2. Non è permesso camminare con il pallone fra le mani.
  3. I giocatori possono posizionarsi in qualsiasi posizione essi preferiscano, nel corso del gioco.
  4. Non è consentito alcun contatto fisico tra i giocatori.
  5. Il goal è posizionato orizzontalmente, in alto.
Naismith (Commons Wikipedia)

Oggi ad Alto Reno Terme, sull’Appennino bolognese, ospite di una serie di eventi dedicati al riconoscimento della Madonna del Ponte di Porretta Terme (Bologna) a patrona della Pallacanestro italiana, avvenuto lo scorso aprile da parte della Congregazione Vaticana del culto divino e della disciplina dei sacramenti, un suo moderno emulo non riscrive le regole del gioco, ma enuncia tredici principi destinati, attraverso il basket, a salvare il mondo. Enrico Schiavina sul Corriere di Bologna, ripreso da Superbasket, enumera le tredici moderne regole del professor David Hollander della New York University.

<Il basket, per il professore, è innanzi tutto cooperazione (1) ed equilibrio tra interessi dell’individuo e della collettività (2). Tecnicamente è poi bilanciamento tra forza e abilità (3), ma senza ruoli fissi tipo attaccante/difensore (4), e necessita di alchimia umana (5). Nel suo complesso ha presa globale (6), non discrimina i generi (7) e non pone barriere di accesso (8). Da sempre, pur restando un fenomeno di massa, è inclusivo per le minoranze, gli esclusi, gli altri (9). È per le grandi città e le zone rurali (10), combatte l’isolamento e la solitudine (11). Infine, e qui si arriva alla parte mistica, il basket è santuario dell’umanità (12) e ha un potere trascendentale (13) sugli uomini e le loro istituzioni>. Sono i concetti con cui la Nyu, dove il 57enne Hollander è docente da 15 anni, presenta agli studenti il suo corso di studi umanistici unico del suo genere “Come il basket può salvare il mondo” che ha ricevuto l’attenzione dei media internazionali.