La quarta infornata di incontri della serie A maschile proporrà , come noto, pure la sfida Pallacanestro Trieste-Apu Udine alle 18 di domani, domenica 26 ottobre, e nel tutto esaurito palaRubini le fischiate saranno affidate al trio arbitrale composto da Carmelo Lo Guzzo di Pisa, Fabrizio Paglialunga di Massafra (TA) e Gianluca Capotorto di Roma per un derby che mancava dal 2003-2004 in massima divisione.
Trieste è ancora lontana dall’essere squadra e finora ha pagato in particolare le partenze negative nel primo quarto di ogni incontro, raccogliendo 5 passi falsi in 6 uscite ufficiali. In generale, poi, deve cominciare a essere brava a controllare il ritmo, limitare le palle perse e sfruttare le proprie doti balistiche dalla distanza, in modo da allargare la difesa avversaria e aprire spazi per le penetrazioni. <Serve più solidità nella transizione difensiva e a rimbalzo offensivo – ha ribadito coach Israel Gonzalez – e dobbiamo essere capaci di trasformare le situazioni di 1 contro 1 in occasioni di gioco di squadra>.
Se il campo è lo specchio dei problemi, lo spogliatoio è il ventre molle della crisi. Le indiscrezioni dell’ultimo periodo parlano di ambiente pesante, in cui la presenza di personalità forti e giocatori di caratura internazionale non si è tradotta in una solida leadership, ma piuttosto in un focolaio di incomprensioni. La chimica di squadra è finora assente e la mancanza di una via comune mina alla base ogni tentativo di reazione.
Fragilità difensiva, attacco troppo spesso confuso e incapacità di reagire con lucidità nei momenti cruciali delle gare sono i sintomi evidenti di una formazione che non ha ancora trovato una identità e nemmeno il carattere. Il sistema di gioco fatica a ingranare. L’incontro con Udine è un crocevia emotivo, una sfida che va oltre i 2 punti in palio. È la gara della vita in questo inizio stagione, l’occasione per dimostrare che il gruppo ha la forza d’animo per reagire. In qualsiasi sport il derby azzera le classifiche e in questo caso potrebbe resettare le scorie delle sconfitte europee e l’incertezza in campionato.
In casa giuliana si lavora per trovare automatismi e fiducia, recuperare quell’intensità difensiva fondamentale per pensare di poter dare una svolta a questo momento difficile.
Tra i singoli occhi puntati su Jeff Brooks, l’ala che complice un non meglio definito affaticamento muscolare ha saltato le ultime gare a Venezia e sul campo dell’Igokea in Champions. In questo periodo l’energia, la personalità e la leadership di un giocatore capace come pochi di accendere il pubblico del palaRubini è fondamentale. La decisione finale sul suo possibile impiego sarà presa come sempre all’immediata vigilia del match.