Treviso e l’incognita playmaker
L’assenza di Briantè Weber pesa.
Dalla Tribuna di Treviso a firma Federico Bettuzzi, la situazione in casa Tvb. Il peggior nemico della programmazione è l’incertezza. Ad esempio, la tempistica di rientro da un infortunio. In casa Treviso Basket si attende con ansia il prossimo responso medico sulle condizioni di Brianté Weber, ai box dopo il noto scontro fortuito in amichevole con il bianconero DJ Brewton. Il playmaker ex Reggiana e Dinamo ha riportato un forte colpo al basso costato, risultato di un contatto casuale con un ginocchio di Brewton in un contrasto aereo: oltre alla costola incrinata c’è quella botta al rene che rappresenta la parte più delicata dell’infortunio.
La ghiandola renale è un elemento vitale per l’organismo, ancor di più per uno sportivo professionista – ne sa qualcosa Stefano Rusconi che dopo l’ingaggio in Benetton dovette ricorrere alla chirurgia per risolvere un problema ai reni – quindi la lesione non può essere sottovalutata. Il fatto che non si sia presa in considerazione l’ipotesi della sala operatoria fa propendere, nel caso di Weber, per una lesione di primo o secondo grado, ovverosia un infortunio neutralizzabile con riposo e adeguate terapie. Per almeno un paio di settimane il giocatore dovrà osservare un regime alimentare adeguato, turni di riposo per favorire il riassorbimento dell’ematoma e assumere analgesici per ridurre il dolore.
Staff tecnico e società sperano che la situazione possa risolversi entro fine mese, ma sussiste anche la possibilità che il rientro in squadra di Weber possa avvenire a metà ottobre, a campionato già iniziato. Soltanto con un monitoraggio continuo delle condizioni del giocatore si potrà capire quanto rapido sarà il recupero e quali accordi adottare.
