Continua la crociata del basket contro il protocollo che prevede anche l’introduzione del biglietto nominale.
In un documento che sarà recapitato alle istituzioni federali, le 16 tifoserie di lega A hanno sintetizzato le ragioni delle richieste di non applicare nuove restrizioni ai tifosi di basket.
Nelle ultime ore anche la LNB e la serie B di basket si sono attivate, come potete leggere nel documento pubblicato in copertina, per chiedere chiarezza sul provvedimento mostrando anch’esse di non gradire ulteriori limitazioni delle libertà per recarsi nei palazzetti.

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Prima le 16 tifoserie organizzate, compatte, delle squadre di serie A di basket. Ora anche 38 su 58 di A2 (20 squadre) e B nazionale (38 suddivise in due gironi) si sono schierate contro il nuovo protocollo dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazione sportive, che prevede fra l’altro la graduale introduzione del biglietto nominale anche per accedere ai palasport. Dopo quello già in essere per gli stadi nel calcio che, lo ripetiamo, non ha risolto alla radice il problema di infiltrazioni e incidenti negli impianti e dintorni. Procurando, per contro, fastidi nell’acquisto e lungaggini nell’accesso a tutti gli sportivi sottoposti all’obbligo. E’ per questo che, pur in genere non condividendo le prese di posizione ultrà, stavolta riconosciamo che parlano pure a nome di chi, società e liberi cittadini, avrebbe tutto il diritto di protestare. In questo senso solo il vulcanico presidente di Trapani Shark, Valerio Antonini, pur non sempre tenero con gli ultrà (sul contingente di biglietti calmierati, per esempio, che in verità anche a noi sembra più che altro la richiesta di un privilegio), è uscito dal coro dei tartufi schierandosi al loro fianco.
Scriviamo queste righe anche per segnalare che il Fvg ha un ruolo di primo piano nella protesta e nella ricerca di una soluzione più efficiente e meno scomoda da introdurre anche nel basket. A protestare, infatti, dopo le tifoserie di Pallacanestro Trieste e Apu Udine per la Lba, come detto compatta, ora che la protesta si è estesa alla Lnp per l’A2 c’è la Brigata Rualis Cividale, mentre in B nazionale la nostra regione non ha squadre o società. Accennavamo anche a una soluzione alternativa, se possibile condivisa. In questo senso sabato scorso a Trieste nel pomeriggio prima dell’amichevole Italia – Lettonia la sera al palaRubini si è tento un summit tra Fip, Lba e Lnp e l’avvocato Giovanni Adami, presidente uscente del comitato regionale Fip Fvg, ma in questo caso proprio nella sua veste di legale degli ultrà un po’ di tutta Italia nel calcio e anche bel basket. Le parti si sono aggiornate per vedere se si riuscirà ad arrivare a una soluzione che non sia il topolino partorito dopo l’incontro sollecitato da Lnp, e presente la Fip, con l’Osservatorio sulle gare a porte chiuse ordinate a Forlì in semifinale play-off di A2 dopo gli incidenti provocati a Rimini da forlivesi al seguito in un bar lontano dal palaFlaminio in una delle prime due gare.