Pala 4.0 addio, terza via
nuovo Carnera comunale
gestione a privati, leggi Apu

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Come volevasi dimostrare. Il palaCarnera 4.0, così com’era ventilato e propagandato a mezzo stampa, è già un ricordo. Senza che sia mai stato presentato ai competenti uffici del Comune di Udine un qualsivoglia progetto che corrispondesse, in qualche maniera, ai rendering elaborati dal gruppo Zaco e diffusi per conto dell’Apu. Quindi, non si sa bene neanche che cosa si debba ufficialmente ricordare, se non i mirabolanti intenti proclamati fin dalla prima presentazione nel dicembre 2022 per non dire nella successiva del novembre 2023 alla presenza del ministro dello sport Andrea Abodi in sala Ajace.

Appuntamento novembrino a cui i proponenti privati del palaCarnera 4.0 erano arrivati già in parte inadempienti, forse anche perché ha portato male la data del 17 ottobre in cui in un primo momento si doveva tenere la passerella con il ministro Abodi. Proprio alla vigilia della scadenza del bando della Regione Fvg con stanziamento dei primi 3 milioni di euro per iniziare il discorso Carnera, deciso in apertura della campagna elettorale del presidente regionale Massimiliano Fedriga e dell’allora sindaco di Udine, Pietro Fontanini, con quest’ultimo che ha fatto sfuggire al centrodestra la doppietta nel rinnovo nelle pubbliche amministrazioni. In quel bando, affinché non andasse deserto con stanziamento destinato ad altro uso, si è inserito allora il Comune di Udine passato al sindaco Alberto Felice De Toni.

Se vi interessa rinfrescarvi in maniera più approfondita la memoria in proposito potete leggervi quanto abbiamo già pubblicato, in data 21 ottobre 2023, sotto il titolo “Il Comune di Udine vara il suo piano di ristrutturazione, palaCarnera 4.0 al passo”. Vi riportavamo il comunicato ufficiale dell’amministrazione civica cittadina e il nostro commento di allora, oltre a notizie stampa, corredando il servizio con i rendering comunali che riproduciamo qui sotto nel testo.

Ora ci risiamo. I proponenti privati – come ha dichiarato l’assessore comunale allo sport Chiara Dazzan a metà luglio scorso in margine alla presentazione della proposta di delibera della giunta De Toni di messa a gara della gestione a privati del Carnera con naming rights o diritti di denominazione, commerciale (leggi sponsor) – non hanno ancora aggiornato il Comune sul progetto palaCarnera 4.0 e sulla relativa copertura finanziaria. L’approvazione all’unanimità in consiglio comunale lunedì 21 luglio della delibera sulla concessione a privati, di durata biennale si diceva in attesa di vedere gli sviluppi del partenariato pubblico-privato per il faraonico progetto 4.0, ora ha imposto un chiarimento e anche un’accelerazione.

L’Apu ha chiarito che sta facendo approfondimenti perché il progetto allo studio dal 2022 era stato calibrato su normative del 2013 sugli stadi, mentre nel 2023 è stata emanata una nuova legge ora al vaglio dei proponenti e di cui non si doveva avere piena contezza quando, forse in preda all’euforia per la promozione in serie A della prima squadra di Udine, era stata fatta l’ultima promessa pubblica di presentare il progetto entro maggio scorso. Passi per la preoccupazione della capienza minima dell’impianto a lavori in corso ora che l’Amici pallacanestro udinese è finalmente in massima divisione.

L’accelerazione è imposta dal sindaco De Toni, pur lasciando porte aperte all’ulteriore dialogo con l’Apu come dopo il subentro del Comune nel primo bando da 3 milioni dell’ottobre, per entrare in quello successivo di un annetto fa da ulteriori 20 milioni per portare avanti il partenariato pubblico-privato per il palaCarnera 4.0. Quest’accelerazione, visti gli indugi dei proponenti privati, va però in una direzione diversa dal partenariato. Il Comune per intercettare il ventello di milioni, da aggiungere ai 3 di due anni fa, ha dato mandato ai competenti uffici civici di progettare una ristrutturazione del Carnera, più spartana del 4.0 ma anche più ricca della prima comunale potendo attingere ora in tutto a 23 milioni, in tempi utili.

Il Carnera ristrutturato, quindi, rimarrebbe opera comunale e per la gestione a privati verrebbe incontro la delibera appena approvata che, come si legge ancora prima dell’emissione del bando, vedrebbe l’Apu assegnataria, già concessionaria nel 2013 del palasport Benedetti messo a gara allora dalla giunta del sindaco Furio Honsell con l’Amici pallacanestro udinese unica partecipante al bando pubblicato sotto ferragosto. Ci risiamo e, stavolta, con il consiglio comunale all’unanimità per la gestione privata. Fedriga, poi, potrà sempre metterci cappello. In fondo, per il Carnera non più 4.0 sarebbe sempre partenariato pubblico, per la ristrutturazione, e privato, per la gestione. Con 23 milioni dei cittadini Fvg che si sono trovati, basta avere la volontà politica di stanziarli, e 28 dei privati invece no per il progetto originario. Non è la prima volta che capita. Il Comune, poi, risparmierebbe 120 mila euro l’anno sui costi di gestione, come detto in consiglio all’approvazione unanime della delibera. Tutti contenti, che bontà.

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